05/03/2019
La vicenda del riclassamento delle rendite catastali operata dall’Agenzia del Territorio su richiesta della Giunta Comunale di Lecce per mezzo di due delibere del 2010 è una vicenda incresciosa che, è giusto ammetterlo, ci ha visti nostro malgrado protagonisti. Lapidaria è arrivata in questi giorni la sentenza del Consiglio di Stato, la quale stabilisce che solo chi ha opposto ricorso agli atti dinanzi alla Commissione Tributaria, ovvero avverso l’avviso di accertamento relativo alla revisione del classamento e delle rendite catastali delle unità immobiliari ricadenti nelle microzone nn. 1 e 2 del Comune di Lecce, sarà esentato dal pagamento dovuto. Per chi, invece, non scelse la via del ricorso è stato consolidato il nuovo e maggiore classamento, “non prevedendo la sentenza del Consiglio di Stato quell’effetto erga omnes che molti si aspettavano e che pure le associazioni avevano provato a sostenere.
Su circa 56000 avvisi notificati solo il 12% circa dei cittadini fece impugnazione. Gli altri al momento, hanno subìto un danno. Esistono purtroppo delle gravi sperequazioni in riferimento alla redistribuzione delle rendite catastali sugli immobili della nostra città. In particolare modo nel centro storico che era l’obiettivo primario, per effetto delle varie riqualificazioni, quali i vari piani Urban e tutto ciò che ha interessato il centro storico, dove nella riqualificazione di fatto è stato rivalutato il valore venale di ogni singolo immobile. È da dire che nel centro storico ci sono alcuni palazzotti che, nonostante abbiamo un valore commerciale di centinaia di migliaia di euro, hanno delle rendite catastali di gran lunga inferiori alle case in cooperativa della zona 167A.
Se l’amministrazione Salvemini avesse istituito una zona censuaria all ‘interno del centro storico, si sarebbe potuto effettuare una rivalutazione delle rendite, secondo l’attuazione di un principio fondamentale quale quello della correttezza dell’applicazione dei tributi a livello locale, riportando un principio doveroso di equità! Tutto ciò non è stato fatto e vede allo stesso tempo l’indifferenza atavica da parte degli organi finanziari dello stato quali il Catasto e L’ agenzia delle entrate, le quali hanno a disposizione tutti gli strumenti necessari per poter verificare il valore delle rendite ma non l’hanno mai fatto. È da aggiungere inoltre, che le rendite catastali potevano essere rivalutate anche per effetto degli atti pubblici notarili che sono depositati presso la conservatoria dei registri immobiliari. Tutto ciò non è stato mai fatto ed ovviamente tutte le amministrazioni degli enti locali hanno avuto delle grossissime perdite di gettito per effetto di questa situazione. La situazione si può ripristinare, nonostante le sentenze che ci siano state, per effetto della potestà regolamentare che ha l’organo del Consiglio comunale nel rivedere la ridistribuzione complessiva del tributo.
Uno dei primi impegni che assolverò da Sindaco di Lecce, sarà proprio quello di risolvere per i cittadini questa confusione. Con un atto infatti, proporrò un regolamento che provveda a dividere Lecce in tre zone: Lecce centro, lecce circonvallazione e Lecce fuori porta, zona che comprenderà tutte le periferie. Solo in questo modo potrò riportare e garantire un principio di equità tributaria tra i cittadini.