Cantiere della Memoria

Cantiere della Memoria Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Cantiere della Memoria, Via libertà 119, Le Grazie.
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Locali  prestigiosi: quelli dell'Istituto  italiano di cultura  a Zagabria; parterre istituzionale di rilievo per il bat...
14/09/2026

Locali prestigiosi: quelli dell'Istituto italiano di cultura a Zagabria; parterre istituzionale di rilievo per il battesimo, a cominciare dall'ambasciatore italiano in Croazia Paolo Trichilo e dal direttore dell'istituto Gianluca Borghese. Così il nuovo corso della mostra su Agostino Straulino curata dal Cantiere della Memoria. Un approdo innescato dall'interesse suscitato dall'esposizione a Lussinpiccolo, nel 2024, allestita dalla comunità italiana dell'isola dove nacque il 'Figlio del mare, amico del vento'. Mentre in italia prosegue l'itineranza promossa dalla Lega Navale nelle sue sedi, la mostra sbarca nella capitale della Croazia, dove esiste una nutrita comunità di italiani. Un bel riconoscimento al frutto della nostra ricerca. Grazie all'ambasciatore Trichilo per l'interesse risposto e rilanciato, al direttore Borghese per l'ospitalità, ad Adriana Giurissa per la tessitura dei rapporti e il nuovo allestimento della mostra, con testi anche in croato e in inglese, destinata a proseguire fino al 4 ottobre, per poi far rotta su Chioggia. Così la 'fiamma' di Straulino illumina la passione per il mare e le nuove generazioni che ad esso si accostano, con la sponda del Cantiere della Memoria, progetto culturale dell'associazione La Nave di Carta, nell'interazione con Obiettivo Spezja per la restituzione grafica di testi e foto frutto delle ricerche, che continuano...

https://ambzagabria.esteri.it/it/chi-siamo/lambasciatore/

La soddisfazione con la quale Alessandro Busoni ci porge notizia e foto al telefono allarga il cuore: "E' stata un'esper...
13/09/2026

La soddisfazione con la quale Alessandro Busoni ci porge notizia e foto al telefono allarga il cuore: "E' stata un'esperienza bellissima... l'avevo già vissuta lo scorso anno con mio figlio Matteo; ma questa volta insieme ad Andrea Martinetti è stata un'emozione unica; vedere due ragazzi che, con quello che hanno passato, sono tornati ad imbracciare i remi dando il massimo nella voga, e avvertire tutto il calore che è stato loro tributato dagli spettatori, è stato meraviglioso". È accaduto oggi al Fezzano, con la seconda edizione del 'Palio per tutti', nel confronto fra equipaggi improbabili che, fuori dalle regole canoniche della disfida, si sono fatti espressione di goliardia e inclusione, tra vecchie glorie e giovani promesse, offrendo uno spettacolo capace di unire in un comune sentire, aldilà dei campanili. Matteo ed Andrea sono stati i più applauditi.
Entrambi ogni giorno patiscono i limiti impressi alla loro esistenza a causa di terribili incidenti stradali: Matteo, originario delle Grazie, dal dicembre del 2020; Andrea, portovenerese, da due anni. La loro voglia di vita e di voga si fa faro e lezione per tutti. Grazie, ragazzi! Grazie a chi con voi ha fatto squadra: Alessandro, papà di Matteo Busoni, portatore di un'incontenibile e contagiosa felicità; l'altro vogatore, Matteo Ghironi, e il piccolo timoniere Tommaso Miglioranza. Un grande plauso agli oltre 50
equipaggi che, salendo a rotazione sulle barche degli squali, si sono messi in gioco; un plauso particolare va alla borgata del Fezzano per aver inventato questa manifestazione che, svoltasi nello specchio acqueo davanti alla calata del borgo, "vuole farsi linfa per l'anima marinara del golfo della Spezia, omaggio alle vecchie glorie, incoraggiamento alle nuove leve, inclusione... " come ci ha ben spiegato Ginevra Ricciotti illustrandoci la bella iniziativa, puntualizzata nell'articolo di Matteo Marcello (vedi ultima foto dopo quelle dell'equipaggio speciale).

Graziato da StraulinoUn altro simpatico aneddoto su Agostino Straulino e' emerso nell'imminenza della inaugurazione dell...
13/09/2026

Graziato da Straulino

Un altro simpatico aneddoto su Agostino Straulino e' emerso nell'imminenza della inaugurazione della mostra curata dal Cantiere della Memoria in corso di allestimento nell'Istituto italiano di cultura di Zagabria per iniziativa della Comunità degli italiani di Lussinpiccolo, in occasione della Giornata dello Sport Italiano nel Mondo. Ce lo ha appena raccontato Giuseppe Frijia, all'epoca dei fatti, Incursore in forza al Comsubin.
Siamo nel 1969, la storia ha teatro su una Star della Sezione velica della Spezia della Marina Militare, nel
Golfo della Spezia. Ecco il racconto di Giuseppe, 77 anni (nella prima foto).

"Per due volte, a causa della bonaccia davanti al seno Varignano, avevo ritardato il rientro a vela a terra per l'appuntamento con l'allora fidanzata. Lei era spazientita. Lui, Straulino, incurante del mio disagio. Capito' per la terza volta: inchiodati senza aria. Lo implorai: 'Chiediamo un rimorchio alla Sezione velica...'. Niente da fare: 'Pazienta, il vento sta per arrivare, lo sento...' la sua risposta. Io friggevo e poiché, visto che a bordo c'era un altro ufficiale, gli dissi: 'Ammiraglio, mi scusi ma preferisco abbandonarla; rischio grosso: essere lasciato dalla donna con la quale voglio mettere su famiglia'. Così ho fatto: mi sono tuffato, correndo il rischio di sanzioni disciplinari. Queste non arrivarono. Straulino apprezzò non tanto il mio slancio sentimentale ma la nuotata per 300 metri, senza fermarmi, in velocità.
Lui era stato nel team degli uomini Gamma e sapeva bene quanto addestramento c'era dietro quelle bracciate innescate... dall'emergenza. Lo ringraziai per avermi graziato. Mi voleva bene. Poco dopo, mi sposai con la fidanzata che, dal suo canto, apprezzò il mio ardire fatto di ardore. E fra gli auguri più apprezzati ci furono quelli di Straulino"

La ricerca su Agostino Straulino prosegue sulla scia della mostra che gli abbiamo dedicato e che, attraverso l'interazio...
12/09/2026

La ricerca su Agostino Straulino prosegue sulla scia della mostra che gli abbiamo dedicato e che, attraverso l'interazione tra la Comunità degli italiani a Lussinpiccolo e l'Istituto italiano di cultura di Zagabria, approda nella capitale croata. Sulla via della trasferta personale e dei pannelli della esposizione (stampati dalla prima che li custodisce stabilmente nella sua sede di Lussinpiccolo), ci è pervenuta la testimonianza dell'ammiraglio Marco Spontoni, 92 anni, che, all'epoca dei trascorsi in Accademia navale da allievo ('54-'55; corso Draghi) fu allievo di Straulino. Ci aiuta a ben capire lo spessore dell'uomo di mare, campione di vela....
"Ho avuto l'opportunita' di uscire in mare non gia' su una Star ma su una barca-scuola a vela dell'Accademia, al comando dell'allora capitano di vascello. Ricordo soprattutto le continue piccole correzioni che ci ordinava a fiocco e randa per ottimizzarne la resa: non erano mai a posto per lui. Aveva una sensibilità straordinaria a prendere e mantenere il vento con la giusta angolazione, con l'obiettivo di raggiungere la massima velocità. Dopo un'ora eravamo esausti ma avevamo imparato a prendere il vento nel modo migliore, ad eseguire le virate, a capire l'importanza del gioco di squadra nel condurre una barca a vela, presupposto formativo della crescita nella Marina Militare. Un gran maestro". Grazie del ricordo all'ammiraglio (lo vediamo nella prima foto) e un grande plauso alla Comunita' italiana di Lussinpiccolo (in particolare alla responsabile delle pubbliche relazioni Adriana Giurissa) per la passione con la quale coltiva sull'isola e sul territorio croato la memoria di Straulino, anche attraverso l'esposizione tenuta a battesimo nel museo Apoxyomenos del dicembre del 2024 dopo la vetrina del CdM (vedi foto successive).

Il Cantiere della Memoria è stato ieri meta della visita della delegazione del Comune corso di Lumio che - guidata dal s...
12/09/2026

Il Cantiere della Memoria è stato ieri meta della visita della delegazione del Comune corso di Lumio che - guidata dal sindaco Etienne Suzzoni, su invito dell'associazione Amici dell'isola del Tino - e' giunta nel golfo della Spezia per partecipare alle celebrazioni dalla festa di San Venerio e consolidare il gemellaggio col Comune di Porto Venere. Ai nuovi amici abbiamo illustrato l'attività svolta dal Cantiere nel corso di 10 anni per approfondire la conoscenza del santo marinaio (560-630) che visse sull'isola del Tino, le sue premure 'luminose' per i naviganti e la diffusione dei possedimenti monastici a lui legati, giunti fino in Corsica (dove visse per un periodo) oltreché alle Grazie, con i frati Olivetani. Ne abbiamo parlato a bordo della goletta Oloferne dell'associazione La Nave di Carta con la quale abbiamo partecipato alla processione nautica serale fino a Porto Venere, preludio dei festeggiamenti di giornata. Agli amici corsi abbiamo donato una riproduzione di tre d del busto di San Venerio realizzata da Alessandro Conzo. Nel libro delle dediche del CdM la riflessione-programma di Etienne: "Una storia, una fede ... e un mare unisce le nostre comunità. Una bella storia da continuare". Buon San Venerio!

E' con grande piacere che annunciamo che la mostra su Agostino Straulino da noi  curata - ed esposta la prima volta al C...
11/09/2026

E' con grande piacere che annunciamo che la mostra su Agostino Straulino da noi curata - ed esposta la prima volta al Cantiere della Memoria nel 2024 - approda a Zagabria, all'Istituto Italiano di Cultura, emanazione diplomatica del Ministero degli Esteri. Avviene grazie al gioco di sponda della Comunità italiana di Lussipiccolo (che già ospito' l'esposizione nell'isola dove nacque e riposa il 'figlio del mare e amico del vento' come dal titolo della stessa). Invitati dall'Istituto italiano di cultura, racconteremo come è nato e cresciuto amore di Tino per il mare e le prodezze in esso compiute da militare e campione di vela.

In occasione della celebrazione della Giornata dello sport italiano nel mondo e in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia a Zagabria Inaugurazione della mostra „Tino Straulino. Figlio del mare e amico del vento“ con la partecipazione del curatore Corrado Ricci 14 settembre ore 18.00 La mos...

Una restituzione  fotografica della festa della Madonna delle Grazie per fare memoria di quello  che è stata, nelle sue ...
09/09/2026

Una restituzione fotografica della festa della Madonna delle Grazie per fare memoria di quello che è stata, nelle sue varie sfaccettature: dalla devozione religiosa che costituisce il fulcro della solennità patronale alla cornice folcloristica e gastronomica della Sagra del Polpo, a cura della Pro Loco. Lo ha realizzato Leon Carassale, promettente reporter e narratore. A distanza di 40 anni dalla poesia in dialetto scritta da Tino Barsotti (prima foto) ha preso ispirazione della stessa per restituire le emozioni provate la scorsa notte con la chiusura del sipario. Grazie a Leon per la dedizione con la quale si è cimentato nel report a suon di click (arricchito dal montaggio degli scatti di Gianluigi Angiulli nell'ultimo panel), nel testo scritto di getto che potete leggere qui sotto e, per quattro giorni, nei panni di Cicerone al Cantiere della Memoria; questo è stato meta di un record di visitatori attratti, oltreché dalla mostra permanente degli attrezzi dei maestri d'ascia, dai video storici delle processioni della Madonna delle Grazie del 1942 e 1988, dalla storia due ex voto marinari e dalla mostra temporanea su Garibaldi marinaio con le opere degli allievi di Solo Arte e le ricerche sui suoi soggiorni graziotti (curate dallo stesso Leon). Sacro e profano uniti, attingendo alle radici...
Intanto prosegue al CdM la mostra su Garibaldi, con un'appendice espositiva a poca distanza dalla casa in qui lo stesso nacque a Nizza... poi vi diremo

La festa è finita

È in quel esatto momento, che l'entusiasmo di un intero paese si dissolve in una profonda nostalgia che segna l'addio alla festività tanto acclamata e contemporaneamente, alla bella stagione. Un tutt'uno che lascia le anime graziotte in un'attesa logorante. Quell'esatto momento è quando la band sul palco inizia a staccare i microfoni, il paese si fa silenzioso, i commercianti iniziano ad andarsene, alcuni contenti, altri meno. Lo si vede dalle espressioni; alcuni vanno di fretta, un'altra fiera li aspetta. Altri vendono ancora nonostante l'orario tardo. I bambini sono ancora lì, ai giochi, che rimangono ancora aperti.
Quella via, fino a pochi minuti fa piena zeppa di gente, adesso diventa teatro di una processione di bancarelle. Quello che ne rimane sono solo alcuni resti, scatoloni vuoti, cibo per terra, cavi penzolanti. Dal monte si affacciano i primi nuvoloni. Il giorno dopo il pavese viene rimosso. La festa è finita. E quell'esatto momento diventa una sensazione che presto si tramuta in nostalgia.
Leon Carassale

Le testimonianze di affetto verso Enzo Carassale e di vicinanza ai suoi familiari  dopo la notizia sulla sua dipartita c...
08/09/2026

Le testimonianze di affetto verso Enzo Carassale e di vicinanza ai suoi familiari dopo la notizia sulla sua dipartita ci hanno indotto a ricercare le tracce del suo amore per il borgo delle Grazie e del suo spessore umano, intellettuale e poetico, per farne tesoro condiviso. Le tracce sono impresse in una serie di articoli pubblicati sulla rivista Ria edita dalla Pro Loco delle Grazie e sulle edizioni del Gianchelon che la precedettero. Grazie alla scansione di tutti i numeri cartacei delle riviste effettuata nel 2021 dall'amico Piergiorgio Cavallini e alla sua disponibilità ad attingere ora alle stesse con la parola chiave 'Enzo Carassale', ecco affiorare una serie di scritti preziosi. A poche ore dall'ultimo saluto nella chiesa parrocchiale delle Grazie il materiale digitale si fa fonte di conoscenza e riconoscenza verso 'Enca' e di partecipazione al dolore dei familiari. Grazie a Piergiorgio per il lavoro pregresso e attuale per custodire e rendere fruibile la memoria.

Falo', con Leon si riaccendono i ricordiIl ricordo è sempre 'caldo' in chi, fino ai primi anni Novanta, alla vigilia del...
07/09/2026

Falo', con Leon si riaccendono i ricordi

Il ricordo è sempre 'caldo' in chi, fino ai primi anni Novanta, alla vigilia della festa patronale della Madonna delle Grazie, attendeva il buio per dare corso all'accensione dei falò in vari punti del paese, epilogo spettacolare del grande impegno profuso per la raccolta del materiale destinato ad andare in cenere. Una tradizione sopraffatta dall'imporsi delle norme di sicurezza poste a prevenzione degli incendi e dal mutare gli assetti urbanistici dei luoghi teatro un tempo dei fuochi, diventati incompatibili. La ripercorriamo qui sotto con uno scritto di Leon Carassale frutto dell'ascolto del nonno Nando. Un'altra bella ricerca del piccolo/grande appassionato di storia e amante del paese nel condividere - e stimolare - la mission del Cantiere della Memoria: raccogliere e rilanciare storie di mare. Nelle foto a corredo due immagini d'epoca dei falò lungo la strada (un tempo fatta di ciottoli) che porta al Varignano e un mio articolo tratto da Ria del 1984 .

Ma ecco il racconto di Leon scritto tre giorni fa.

Stasera, a pochi giorni dalla festa della Madonna delle Grazie, mio nonno ha deciso di parlarmi di una tradizione ormai perduta, quella dei falò. Venivano effettuati alla vigilia della festività, ed era una tradizione sentita in diverse zone dell'Europa, si bruciava ciò che si poteva, impilando una torre di legno a cui dare fuoco. Un'usanza che secondo le antichità scacciava gli spiriti maligni. Beh, alle Grazie divenne una competizione. Ovviamente mio nonno si riferisce agli anni 60-70', quando era un ragazzo. Mi dice che una volta alle Grazie venivano accesi 6 falò. Tre più grandi e tre più piccoli, ognuno rappresentava un "rione". C'erano Ria vecchia, che mio nonno chiama semplicemente Le Grazie, (come se vivesse lontano dal centro storico, tipico.), le Case Rosse, il Campo e poi tre falò secondari, più piccoli; uno al Fosso, uno ai Bondoni e uno a Sant'Antonio. Mio nonno apparteneva alle Casse rosse. Per tutta l'estate si raccoglieva ciò che arrivava con le mareggiate, ciò che si trovava in vecchi orti, qualsiasi cosa da ardere che si trovasse per strada. Addirittura mio nonno, proprietario di un pezzo della lecceta della Gigia, faceva un po' di legna lì. Così come faceva, insieme ad altri ragazzi giù per Panigaglia. Raccoglievano e legavano gruppi di legni, e Nino Vecoli con il suo camioncino caricava il legname, che portava a ridosso degli ex bunker per la guerra alle Case Rosse. In occasione del falò si bloccava la strada e il fuoco veniva appiccato al centro di essa. Si parla anche di bizzarri episodi di boicottaggio reciproco tra i rioni. Mio nonno dice che lui insieme al gruppo di ragazzi delle Case Rosse partiva dal campo con la sua gozzetta e accendeva anticipatamente la pila avversaria. Dopo diversi anni, alle Case Rosse venne proibito il falò. I ragazzi fecero di tutto pur di poterlo fare, ma uno squadrone di forze dell'ordine non glielo permise. Allora legarono la legna accatastata e la portarono giù per la scalinata delle Cannette, ereditando il luogo dove veniva praticato il falò del campo sportivo che da anni non si faceva più. Mia nonna aggiunge che venivano impilati anche i relitti di barche intere per fare durare di più il fuoco. Spesso durava dalla sera al mattino del giorno dopo. Una tradizione perduta che era stata riproposta sulla Rotonda - con presidio dei Vigili del fuoco - durante il mandato dell'amministrazione Calcagnini, nel 2006, per poi essere dismessa definitivamente. Spero che un giorno si possano trovare soluzioni per recuperare la tradizione contemperando le primarie esigenze di sicurezza con lo spettacolo dei falò'..."
Leon Carassale

Indirizzo

Via Libertà 119
Le Grazie
19022

Telefono

+393405579811

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