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Nei prossimi giorni sarà pronto l'articolo con gli esercizi per l'ipertrofia di tricipidi e dorsali
03/09/2021

Nei prossimi giorni sarà pronto l'articolo con gli esercizi per l'ipertrofia di tricipidi e dorsali

Esercizi spalleSe stai cercando degli esercizi per allargare le spalle questo è il posto giusto. L’area della spalla è c...
16/08/2021

Esercizi spalle

Se stai cercando degli esercizi per allargare le spalle questo è il posto giusto. L’area della spalla è composta da una complessa serie di muscoli: deltoide, muscolo tridimensionale che si divide in

anteriore

mediale

posteriore

infraspinato

sovraspinato

sottoscapolare

piccolo rotondo

grande rotondo;

l’apparato muscolo-tendineo formato da :

sovraspinato

infraspinato

sottoscapolare

piccolo rotondo concorre poi a formare la cuffia dei rotatori (importante per la stabilizzazione della spalla durante il movimento).

Tutto l’articolato apparato muscolare della spalla concentra essenzialmente il suo lavoro sui tre suoi movimenti fondamentali, quello di adduzione, di abduzione (avvicinamento ed allontanamento delle braccia dall’asse del corpo) e di rotazione. Oggi l’argomento della nostra trattazione sarà finalizzato ad una serie di allenamenti che mirino alla sua ipertrofia completa.
Bisogna innanzitutto tenere presente un fattore molto importante a riguardo di questo gruppo: i muscoli delle spalle vanno allenati con giudizio ed in maniera corretta proprio per l’importanza che essi rivestono nel movimento della parte.
Le spalle spesso vengono trascurate a vantaggio dell’allenamento, in particolare, di pettorali e bicipiti (gruppi muscolari che attirano maggiormente i frequentatori, soprattutto principianti, della sala pesi).
Trascurarne l’ allenamento completo può però, a lungo andare, comportare oltre a inestetismi evidenti, quali l’eccessiva sporgenza in avanti delle spalle (spalle anteposte, che “tirano” in avanti), un petto rientrato e rimpicciolito e i suoi conseguenti problemi posturali, anche una serie di infortuni a carico soprattutto della cuffia dei rotatori, rischiando di compromettere tutta la stabilità della spalla.
Mi raccomando, non dimenticatevi nemmeno delle gambe, (non basta solo la cyclette!), anche per queste vale lo stesso discorso; nel potenziamento di un gruppo muscolare, tutti gli altri gruppi, anche quelli non ausiliari, vanno irrobustiti, il corpo deve svilupparsi in maniera sana ed armonica a tutto vantaggio dell’estetica, certamente, ma soprattutto della buona salute.

Allenamento spalle

Fatta questa premessa, ricordiamoci ancora qualche altra cosa che può aiutarci in allenamento :
1. I muscoli delle spalle che si allenano principalmente, cioè i deltoidi, essendo suddivisi in tre sezioni, anteriore, mediale e posteriore, possono essere allenati anche in sedute differenti, in quanto, singolarmente, vengono coinvolti come muscoli ausiliari durante l’allenamento di altri gruppi muscolari.
Quindi si potranno “affaticare” in precedenza un giorno allenando i dorsali (con trazioni e rematori “riscalderete” il deltoide posteriore), un altro giorno allenando i pettorali (con le varie distensioni o con le croci “affaticherete” il deltoide anteriore), mentre quelli laterali posso essere propedeutici all’allenamento nel giorno dedicato a bicipiti e tricipiti.
2. I muscoli delle spalle sono costituiti prevalentemente da fibre muscolari rosse, quelle cioè ad alta resistenza, mentre i muscoli dorsali, pettorali e i quadricipiti sono costituiti prevalentemente da fibre muscolari bianche o intermedie, quindi in maggioranza ad alta esplosività e potenza.
Cosa vuol dire questo? Che, in linea generale, i muscoli delle spalle potrebbero essere allenati anche più volte in una settimana, mentre gli altri gruppi muscolari hanno bisogno di maggiori tempi di recupero a causa della costituzione diversa di una parte delle loro fibre.
E’ vero però che, a differenza degli altri gruppi (più potenti e che possono essere caricati con allenamenti intensi per poi farli recuperare in più tempo) per evitare danni e lesioni ulteriori (spesso uno dei motivi addotti da chi allena poco le spalle è proprio la paura di danneggiamenti alla cuffia dei rotatori, ad esempio), il mio consiglio è di non sovraccaricare di pesi il lavoro sulle spalle, ma di aumentare piuttosto il volume delle ripetizioni.

2. Esercizi Per Allargare le Spalle

Come ho già detto, esistono più varianti in allenamento per far lavorare le spalle, e ciascuno si senta libero di prendere in considerazione quello che ritiene più opportuno al caso.
E’ comunque sempre buona norma, soprattutto per coloro che si avvicinano per la prima volta agli allenamenti specifici per gruppi muscolari, farsi seguire da esperti allenatori per non incappare in errori che potrebbero causare infortuni seri all’apparato articolare della spalla intera.

1. Military Press con Manubri

Uno dei più famosi esercizi per allargare le spalle è il military press con manubri. Da posizione eretta con la schiena in posizione di forza e le ginocchia leggermente flesse, impugnate due manubri con presa prona o neutra (consigliata), gomiti flessi e polsi dritti, quindi portate i manubri verso la parte alta dello sterno. Sollevate i manubri ai lati della testa estendendo i gomiti ed espirando durante il movimento concentrico.
La spinta termina poco prima che le braccia si trovino perpendicolari al pavimento. Inspirate nella fase di rientro alla posizione di partenza. Importante : non estendete le ginocchia e non inarcate mai la schiena (l’estensione delle ginocchia è ammesso con il termine di cheating, ma soltanto per mantenere l’equilibrio in caso di bisogno).
Può essere eseguito anche da seduti su panca con schienale a 90°. La variante con bilanciere è anche molto efficace ma più complessa in quanto, nel movimento del sollevamento con la sbarra che necessariamente deve passare davanti al viso, potrebbe costringervi ad un inarcamento innaturale della schiena.
I muscoli della spalla coinvolti in questo esercizio sono il deltoide laterale e quello anteriore, oltre agli adiacenti coracobrachiale, fasci inferiori ed intermedi del trapezio.
2. Arnold Press

Uno dei migliori esercizi per allargare le spalle è chiamato arnold press. Su panca a 90°, seduti, afferrate i manubri con presa supina (palmi rivolti verso il corpo) e avvicinateli allo sterno. Con movimento fluido da questa posizione sollevate le braccia estendendole sopra la testa ed allargando i gomiti, i palmi delle mani rivolti ora verso l’esterno. Riportate i manubri e i palmi delle mani nella posizione di partenza e ripetete.
L’esercizio fa lavorare tutto il gruppo muscolare del deltoide, in particolare quello anteriore, oltre al pettorale alto nella fase iniziale del movimento, ed ai tricipiti

omeri non siano paralleli al pavimento.
Importante: non flettete troppo i gomiti per non spostare il carico di lavoro eccessivamente sulla parte anteriore. In questo esercizio lavorano principalmente il deltoide laterale, il sovraspinato, il deltoide anteriore ed il coracobrachiale (oltre alla fascia alta del pettorale e al bicipite brachiale).
Non “iperestendete” mai la schiena e non aiutatevi di slancio con le gambe, l’unica parte coinvolta nel movimento è quella della spalla; anche i polsi devono essere sempre dritti. Si possono eseguire con l’ausilio di manubri oppure di bande elastiche
4. Alzate Posteriori su Panca Inclinata

Uno dei nostri esercizi per allargare le spalle preferito! Alzate posteriori su panca inclinata : a cavallo di una panca che avrete precedentemente inclinato a 45° afferrate due manubri e con i palmi rivolti uno verso l’altro.
Effettuate delle alzate laterali, gomiti leggermente flessi, fino a portare le braccia poco oltre l’altezza della schiena. Ritornate nella posizione di partenza, ricordandovi sempre di espirare nel momento concentrico dell’esercizio e di inspirare nella posizione di partenza.
In questo esercizio coinvolgerete il deltoide posteriore, la porzione spesso più trascurata dell’intero gruppo muscolare, quindi è un esercizio estremamente allenante e vivamente consigliato durante le vostre routine

Squat bulgaro: esecuzione e muscoli coinvolti Pubblicato il 17 Luglio 2021 - tratto da testi e blogSquat bulgaro per all...
17/07/2021

Squat bulgaro: esecuzione e muscoli coinvolti

Pubblicato il 17 Luglio 2021 -
tratto da testi e blog

Squat bulgaro per allenare gambe e glutei

Squat bulgaro, esecuzione corretta, come si fa, muscoli coinvolti, glutei, gambe, palestra, bodybuilding, squat alla bulgara
In questo articolo andremo a conoscere ed analizzare lo squat bulgaro, la sua corretta esecuzione, quali sono gli errori più comuni e i muscoli coinvolti.
In palestra, sia nel fitness che nel bodybuilding, questo esercizio è inserito in genere come esercizio “per le gambe”, ma non di rado lo si definisce anche “per i glutei”; quale di queste affermazioni è vera? Scopriamolo.

Che cos’è lo squat bulgaro? A cosa serve?

Lo squat bulgaro rientra nella categoria degli esercizi definiti “split squat” in cui abbiamo una gamba davanti a noi che va ad eseguire il movimento ed una dietro di noi che serve a fornirci equilibrio e stabilità. Esso è una variante multiarticolare in cui abbiamo il coinvolgimento di 3 articolazioni:

Caviglia

Ginocchio

Anca

I movimenti che si verificano principalmente durante questo esercizio sono 2:

Flesso-estensione di ginocchio: si piega quando scendi, e si estende quando sali;

Flesso-estensione d’anca: quando scendi coscia e busto si avvicinano (flessione), mentre quando sali essi si allontanano (è un movimento a compasso).

Questo esercizio serve di base per allenare gli arti inferiori compresi i glutei, ma in base ad alcuni accorgimenti possiamo variare l’enfasi sui vari muscoli, su quali e come farlo lo vedremo tra poco.

Squat bulgaro: esecuzione corretta, tecnica e tutorial

La corretta esecuzione dell’esercizio prevede l’utilizzo di una panca, di un box di medie dimensioni o di un rialzo in generale che non superi il livello delle ginocchia, ma sia all’incirca alla stessa altezza.

Posizionati in piedi con la panca (messa in orizzontale) alle tue spalle con i piedi circa alla stessa larghezza delle tue spalle.

Porta il collo del piede di una gamba in appoggio sulla panca (la tibia o “stinco” non tocca la panca), lasciando l’altro piede a terra in appoggio con la gamba distesa.

Aggiusta la distanza dalla panca e la larghezza del piede a terra cercando una posizione confortevole in cui ti senti stabile. Circa l’80-90% del carico ricade sul piede a terra.

Fletti il ginocchio (piega la gamba) ed inizia a scendere, cercando di arrivare con il bacino sotto il parallelo, indicativamente “più in basso” del ginocchio della gamba che lavora, un possibile riferimento può quello di toccare il terreno con il ginocchio della gamba posteriore.

Risali estendendo il ginocchio.

Il busto durante il movimento può essere più o meno inclinato in avanti (flessione d’anca variabile), allo stesso modo il piede a terra può essere più o meno vicino alla panca, così come il carico su di esso può essere più o meno verso punta o tallone. Vedremo cosa cambia in termini di lavoro muscolare nei prossimi paragrafi.

Errori da non fare durante l’esecuzione

Errori di postura:

Perdere le curve fisiologiche della colonna vertebrale, esecuzioni “ingobbiti” e con compensi sono da evitare;

Posizionare il piede a terra in linea con quello sulla panca, questo crea insabilità. Per evitare questo posizionatevi seguendo la sequenza vista sopra.

Posizionare il piede a terra troppo vicino o troppo lontano.

Errori di esecuzione:

“Cadere” all’interno con il ginocchio della gamba che lavora (valgismo dinamico del ginocchio);

Scendere troppo poco nella fase eccentrica, diminuendo quindi il lavoro muscolare;

Anticipare la salita dal basso con il bacino, “la sculata”, bacino e spalle salgono contemporaneamente;

Inclinare il bacino verso la gamba in appoggio, il bacino rimane dritto, frontalmente le anche sono allo stesso livello;

Aiutarsi con la gamba in appoggio dietro premendo il piede sulla panca, togliendo lavoro all’altra che esegue l’esercizio.

Muscoli coinvolti nello squat bulgaro: cosa allena?

I muscoli maggiormente coinvolti sono:

Grande gluteo

Piccolo gluteo, medio gluteo

Ischiocrurali (bicipite femorale, semimembranoso, semitendinoso)

Quadricipite

Adduttori

Addominali muscoli del CORE (come stabilizzatore).

Possiamo enfatizzare più o meno il lavoro sui quadricipiti o sui glutei, vediamo quali accorgimenti possiamo utilizzare nella variante classica con un piede a terra e l’altro su panca.
Enfasi glutei, movimento “hip dominant” (anca dominante):

Posizionati con il piede a terra in modo che quando inizi la discesa percepisci il carico sul piede a terra verso il tallone, la gamba distesa vista di profilo è perpendicolare al terreno.

Mentre scendi fletti il busto anteriormente mantenendo le curve fisiologiche della schiena, in basso devi percepire un lieve allungamento del gluteo della gamba che lavora.

Scendi più in basso che riesci, fino al punto in cui riesci a mantenere la curva lombare (lordosi lombare).

Sali pensando di far sprofondare il tallone nel pavimento.

Enfasi quadricipiti, movimento “knee dominant” (ginocchio dominante):

Posiziona il piede a terra più vicino alla panca, il carico su di esso devi percepirlo centrale/leggermente più anteriore.

Durante il movimento tieni il busto dritto, senza inclinarlo in avanti.

Scendi più in basso che riesci, almeno al parallelo, ma anche più in basso se riesci a mantenere le curve fisiologiche.

Benefici dello squat bulgaro

Lo squat bulgaro dal punto di vista muscolare non differisce molto dai tradizionali affondi in camminata o affondi posteriori, permette sicuramente di lavorare maggiormente sulla componente equilibrio senza far ve**re meno il lavoro con sovraccarico.
Si adatta bene a situazioni in cui non abbiamo la possibilità di utilizzare molto carico, permettendo di lavorare con un tempo sotto tensione muscolare maggiore, rendendo il lavoro più “duro” a parità di carico. Questa variante infatti, rispetto agli affondi tradizionali, ci obbliga a rimanere sempre con il carico distribuito quasi per la totalità sul piede in appoggio durante l’esecuzione.

Squat bulgaro con il bilanciere

L’utilizzo del bilanciere permette due vantaggi rispetto ai manubri:

Carico maggiore.

Rimuove la presa come fattore limitante, con i manubri senza ausilio di fasce o ganci essa diviene limitante.

Lo svantaggio nell’utilizzo del bilanciere nella variante bulgara risede nel fatto che è poco pratico in quanto dobbiamo staccare il bilanciere, metterci in posizione con il carico sulle spalle, ecc… Utilizzando i manubri il problema di appoggio del bilanciere non c’è e sono in genere più pratici.
Qualora si voglia utilizzare il bilanciere consiglio di eseguire l’esercizio al multipower.
L’esecuzione e le peculiarità tecniche per enfatizzare maggiormente glutei o quadricipiti sono le medesime viste nei paragrafo relativo ai muscoli coinvolti.

Squat bulgaro con manubri

Variante pratica, veloce e che non richiede di caricare o scaricare dischi (con manubri a carico fisso, viceversa dovrai farlo). Il fattore limitante come visto è la presa, ma possiamo risolvere questo “limite” mediante l’utilizzo di fascette da stacco o ganci.
Il carico utilizzato è minore della variante con bilanciere, ma non è un problema, puoi eseguire il lavoro più “pesante” con esercizi di accosciata e inserire questa variante a medio-alte ripetizioni (10-15 reps).
Possiamo eseguire l’esercizio in due modalità:

Con manubri bilaterali: entrambe le mani hanno un manubrio, consente l’utilizzo di più carico.

Con il manubrio da un solo lato: omolaterale (carico dal lato del piede in appoggio), controlaterale (carico dal lato opposto del piede in appoggio, con maggiore attivazione dei muscoli controlaterali per tenere la stabilità).
Queste varianti sono utili dal punto di vista coordinativo, possono fornire uno stimolo differente, ma aggiungono un fattore che può essere limitante nell’espressione di forza ed effort: “l’equilibrio”.

Quale scegliere? Il consiglio è quello di optare per la variente con manubri bilaterali se l’obiettivo è quello del miglioramento della forza e aumento della massa muscolare.
Qualora tu abbia a disposizione solo 1 manubrio e gli obiettivi sono quelli appena menzionati, utilizza un supporto su cui poggiare l’altra mano, come un bastone o una colonna, per far ve**re meno la componente “equilibrio” e concentrarti solo sul generare forza e intensità.
Se vuoi lavorare sulla stabilità e l’equilibrio, allora opta per l’opzione monolaterale senza supporto.

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Varianti di squat bulgaro

Squat bulgaro con kettlebell

Valgono le stesse considerazioni fatte in merito alla variante con manubri.

Squat bulgaro a corpo libero

L’esecuzione è la medesima di quella con i manubri, se possibile il consiglio è quello di utilizzare un sovraccarico, esso può essere uno zaino con libri o oggetti pesanti, o altri oggetti tenuti in mano.
Qualora il carico di cui disponiamo sia basso, il consiglio è quello di aumentare le serie di lavoro e inserire dei fermi in basso durante l’esecuzione e/o delle eccentriche controllate.
Ad esempio: discesa 3″ fermo in basso 1-2″ salita 1″.
Il piede poteriore, qualora non disponiamo di un gradino o una panca, possiamo posizionarlo su una sedia o un letto.

Squat bulgaro con elastico (loopband)

Se disponiamo di bande elastiche possiamo utilizzarle in 2 modalità e situazioni:

Non disponi di carichi: in tal caso posizioni la banda elastica facendola passare sotto il piede a terra, afferri le due estremità con le mani e in tal modo avrai una resitenza progressiva che ti sovraccaricherà sia la fase di salita che di discesa.

Disponi di carico e vuoi enfatizzare il lavoro sui glutei anche in fase di chiusura (in alto): metti la banda elastica intorno ai fianchi e alla panca dietro di te, in modo che quando sei in alto essa tirerà verso il basso (in obliquo) il bacino, questo farà sì che avrai un po’ più di lavoro sui glutei anche nella parte finale del movimento.

Squat bulgaro su fitball

Possiamo appoggiare il piede posteriore su una fit ball, questo però mette enfasi sulla componente “equilibrio“, se il focus è l’aumento della massa muscolare esso può essere un fattore limitante: nel carico utilizzabile e nel concentrarsi non solo ad attivare correttamente i muscoli target, ma anche nel mantenere appunto l’equilibrio e la palla ferma.
Il consiglio è di utilizzare una superficie stabile (panca, sedia, step, gradini…).

Squat bulgaro saltato

Ai fini dello sviluppo della massa muscolare è una variante che non rispetta tre fattori fondamentali:

Lavorare con sovraccarico adeguato (dipende, vedi 3° punto).

Lavorare in sicurezza e con stabilità.

Bassa possibilità di generare la massima forza: il movimento avviene troppo velocemente per permettere ai muscoli di generare la massima forza, qualora utilizzassimo un grosso carico la velocità del movimento diminuirà ed esprimeremo più forza, ma rimarrà il fattore “sicurezza“, è sicuro saltare con manubri pesanti? Eseguendo il movimento per tante ripetizioni e serie? No, quindi escludiamo i salti.

Squat bulgaro su step

Possiamo enfatizzare il range di movimento mettendo un rialzo sotto il piede a terra: uno step va benissimo, due sono troppi. Questa variante permette in particolare di aumentare il lavoro sui glutei enfatizzandone l’allungamento.

Squat bulgaro con il trx

Qualora non avessimo a disposizione un rialzo su cui posizionare il piede o volessimo lavorare maggiormente sull’equilibrio (a scapito del carico), possiamo infilare il piede della gamba che non lavora all’interno di un TRX, posto all’altezza del ginocchio della gamba che lavora.

Squat bulgari per la massa muscolare (bodybuilding)

Come descritto nel relativo paragrafo possiamo inserire diverse varianti di squat bulgari in base al lavoro che vogliamo enfatizzare.
Sono un esercizio poco impegnativo a livello di sistema nervoso, quindi poco impattanti sul recupero sistemico; possiamo tranquillamente utilizzare intensità percepite elevate (vicine o al cedimento concentrico) senza che questo comprometta eccessivamente le sessioni successive. Il consiglio è quello di non abusare del cedimento per non compromettere la capacità di generare un volume di lavoro adeguato.
Puoi inserire gli squat bulgari come esercizio “secondario” dopo esercizi in cui puoi caricare maggiormente (pressa, squat, hack squat…), in un rep range che va dalle 8 alle 15 ripetizioni.
Bret Contreras, per esempio, raccomanda di inserire non più di un pattern di movimento a singola gamba per allenamento, consigliando di evitare di inserire squat bulgari e step up in un singolo allenamento. La raccomandazione è sensata in quanto lascia spazio a lavori più pesanti bilaterali.
In base al workout e alla finalità con cui inseriamo questo esercizio adatteremo l’esecuzione dello stesso.

Allenamento squat bulgaro

Quali carichi e intensità usare?

L’intensità di carico intesa come range in cui lavorare, ipotizzando un tempo di esecuzione classico: salita 1″ discesa 2-3″, equivale a carichi con cui possiamo svolgere dalle 8 alle 12-15 ripetizioni.
Chiaramente utilizzando eventuali variazioni esecutive, ad esempio fermi in basso e/o discese molto controllate, il numero di ripetizioni possibile con un dato carico varia.

Quante serie fare? Quanto volume?

Ovviamente il numero di serie è altamente individuale, indicativamente qualora si includa questo esericizio possiamo dare una linea guida generale in termini di serie allenanti:

Serie di squat bulgaro nell’allenamento in cui è presente: da minimo 2 serie a massimo 5 è un buon range in cui possiamo muoverci.

Serie settimanali di squat bulgari: questo dipende da quanta enfasi poniamo sull’esercizio e da come distribuiamo il volume totale.

Frequenza di allenamento: quante volte allenarli a settimana?

Essendo un esercizio non tassante a livello sistemico, possiamo indicare una frequenza di allenamento (che è individuale) che va da 1 volta settimanale fino alle 3 volte settimanali. Questa è una linea guida che va adattata al contesto e al soggetto.

Esempio di scheda di allenamento

Vediamo un esempio di programma in cui eseguiamo gli squat bulgari contestualizzandoli nella variante “knee dominant” (ginocchio dominante):

Volume settimanale quadricipiti: 15 serie.

Multifrequenza.

Lavoro in monofrequenza sugli squat bulgari (sono allenati in un solo allenamento).

GIORNO 1
EsercizioRep Range di riferimento a scopo di esempioSquat4x 8-6Leg extension3x 10-8
GIORNO 2
EsercizioRep Range di riferimento a scopo di esempioPressa orizzontale3x 10-8Squat bulgari “Knee dominant” (ginocchio dominante)3x 12-10Leg extension2x 15-12

Squat bulgaro e schiena

Può capitare il soggetto accusi fastidio alla schiena nel momento in cui esegue l’esercizio, in particolare nella variante “hip dominant“, possiamo contestualizzare il fastidio in due “soggetti tipo” cercando di capire su che fattori agire:

Soggetto principiante-novizio: accusa affaticamento a livello lombare generalmente perchè è semplicemente deallenato, in questo soggetto è più sensato inserire varianti di affondo in camminata, questo gli consentirà di sviluppare maggior equilibrio, stabilità e rinforzare anche la schiena (di per sè debole per la sedentarietà).
Passerà successivamente, qualora lo si ritenga opportuno, agli squat bulgari: il consiglio è di approciare dapprima nella variante knee dominant, successivamente a quella hip dominant.



Soggetto intermedio-avanzato: l’affaticamento a livello lombare può essere dovuto ad un mal dosaggio dei volumi allenanti o ad un ordine degli esercizi nella seduta o nella settimana non ottimale.
Qualora per esempio vi siano movimenti nella sessione tassanti a livello lombare (stacchi SLDL, stacchi rumeni, ecc…), può avere senso inserire gli squat bulgari prima nella seduta, spostarli in un’altra giornata, evitarli in quella sessione.

Esula dallo scopo di questo articolo parlare di soggetti con lombalgie dovute a cause differenti da quelle citate.

Alternativa allo squat bulgaro

Squat bulgaro o affondi?

Gli affondi e lo squat bulgaro sono esercizi che sembrano simili, ma che in realtà differiscono molto in termini di complessità. Lo squat bulgaro richiede controllo ed equilibrio maggiore rispetto agli affondi classici in camminata, così come una presa di confidenza con il set up iniziale (dove collocare il piede a terra, quanto lontano ecc.).
Il consiglio pratico di un possibile approccio è quello di andare per step:

1° step: imparare prima gli affondi classici in camminata.

2° step: passare agli affondi posteriori sul posto (che richiedono più equilibrio e precisione ad ogni ripetizione rispetto a quelli in camminata).

3° step: approciare allo squat bulgaro.

Squat bulgaro o squat?

Non dobbiamo vedere le cose in bianco e nero, non esiste un esercizio migliore o peggiore, ma più o meno sensato e adatto al contesto di lavoro.
Lo squat è un pattern di movimento definito “accosciata” che ha la precedenza in termini di apprendimento rispetto ad un affondo nel contesto di un soggetto principiante che approccia alla sala pesi. Questo esercizio insegna un gesto motorio complesso che, oltre chiaramente allo sviluppo muscolare degli arti inferiori, ha molti transfer negli altri esercizi per la parte inferiore del corpo in termini di percezione, equilibrio, superamento del timore del carico, rinforzo della schiena, core.
Lo squat è più adatto a lavori con carichi elevati ed il soggetto in genere si sente più sicuro a sollevarli in tale esercizio rispetto ad una variante come lo squat bulgaro.
Meglio o peggio non esiste, se vogliamo lavorare con carichi pesanti meglio squat o varianti come pressa, hack squat, ecc… viceversa per lavori a rep range medi (12-15), se dobbiamo scelgliere rispetto allo squat, meglio optare per uno squat bulgaro.
Lo squat bulgaro rimane nella maggior parte dei casi un lavoro “di contorno” rispetto a movimenti che permettono di lavorare con carichi maggiori e in cui l’equilibrio non è un fattore limitante (ad esempio lo squat).

Conclusioni: consigli pratici sullo squat bulgaro

Lo squat bulgaro ha origini abbastanza recenti, nasce come esercizio accessorio della pesistica (weightlifting) utilizzato dai pesisti bulgari in est Europa tra il 1970-1980 (forse anche prima), diffuso dal coach bulgaro di weightlifting Angel Spassov in questi anni grazie alle sue esperienze lavorative in occidente, in particolare negli Stati Uniti tra gli anni ’80-’90.
Il consiglio è quello di non guardare a questo esercizio come un “movimento insostituibile/obbligatorio“, ma nel contesto dell’allenamento volto all’estetica e al benessere, di inserirlo valutando diversi fattori, tra i quali:

Livello del soggetto.

Selezione degli esercizi del programma.

Obiettivo per cui si inserisce questo esercizio.

Range di ripetizioni che si ha intenzione di utilizzare.

Percezione del soggetto riguardo l’esercizio: nell’allenamento volto all’ipertrofia muscolare il bello è che non vi sono movimenti obbligatori, è importante l’aderenza al programma, quindi qualora non sia ben tollerato dal soggetto questo esercizio guardare ad altre varianti è consigliabile.
Note sull’autore:
ALESSANDRO IRMINO
Classe ’82, ha sviluppato durante gli studi la passione verso la letteratura scientifica attraverso la quale cerca di combattere i falsi miti che girano nelle palestre su allenamento e nutrizione.

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17/07/2021
Siamo tornati attivi in linea con la riapertura delle palestre ..  Si riparte per prenotare le tue lezioni contattare Al...
21/05/2021

Siamo tornati attivi in linea con la riapertura delle palestre .. Si riparte per prenotare le tue lezioni contattare Alessandro Irmino Personal trainer 3884497528

25/07/2020
LA PROFONDITA' NELLO SQUAT E SALUTE OSTEO-ARTICOLARE,BILL STARR Ci fu una fase in cui i preparatori atletici di licei e ...
12/06/2018

LA PROFONDITA' NELLO SQUAT E SALUTE OSTEO-ARTICOLARE,BILL STARR

Ci fu una fase in cui i preparatori atletici di licei e college dissuadevano i loro atleti dallo scendere sotto la parallela al pavimento nello squat. Per qualche strana ragione, credevano che fosse dannoso per le ginocchia, e così gli atleti non sviluppavano granché i glutei. Risultato: ne risentiva notevolmente il loro rendimento sul campo da gioco. Per la cronaca, interrompere lo squat sopra o lungo la parallela è molto più stressante per le ginocchia che scendere sotto. Quando gli atleti superano la parallela, anche, glutei, posteriori delle cosce e adduttori aiutano a stabilizzare le ginocchia. Invece gli squat parziali costringono le ginocchia stesse a controllare il carico discendente, cosa che le sottopone a molto stress.
Ovviamente, un’altra ragione per cui molti preferiscono fare gli squat parziali invece di quelli più profondi è che sono più facili da eseguire. È molto più divertente poter dire di fare lo squat con 225 kg che confessare di riuscire a usare solo 158 kg quando si cerca di scendere sotto la parallela. Tuttavia i benefici ottenuti eseguendo mezzi o quarti di squat non si avvicinano minimamente a quelli derivanti dall’esecuzione lungo l’arco di movimento completo.

-Bill Starr-

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