biciclub laterina

biciclub laterina DOMATTINA ALLE 07.30

26/08/2026

TADEJ POGAGAR e la solitudine dei numeri primi (e dei secondi, che arrivano dopo tre minuti)

Tappa breve di 100 km ma dura quella di Andorra. Mancano 50 km alla conclusione, parte la seconda salita della giornata e davanti si mettono le maglie della Decathlon a ti**re un’andatura infernale per Felix Gall. L’austriaco ci crede, la squadra lavora, l’aria è carica di buone intenzioni. Poi scatta Tadej. Gall prova a tenergli la ruota per circa cento metri — novanta dei quali spinti dalla forza della disperazione — prima di rendersi conto che a quella velocità l'aria scarseggia. Niente da fare: un uomo solo al comando.
Dietro va in scena la solita battaglia tra umani: Mas, Onley, Gall, un redivivo Roglič e Kuss provano a difendere il difendibile. In appena 5 km di salita lo sloveno viaggia già con un minuto e mezzo di vantaggio. Il quintetto di inseguitori viene riassorbito da Widar, Carapaz, Skjelmose e Mühlberger, ma l'unione non fa la forza: mentre davanti c'è un rullo compressore che pedala con la disinvoltura di chi sta andando a prendere il pane, dietro i nove si preoccupano soprattutto di curarsi a vicenda per un piazzamento sul podio.
A 10 km dal traguardo il margine della Maglia Rossa supera i 3 minuti. L’ultima salitella finale fa altre vittime tra i terrestri (Mühlberger, Skjelmose e Carapaz perdono terreno), mentre Pogačar taglia il traguardo in perfetta solitudine. I primi insegutori — Widar, Gall, Onley, Kuss, Mas e Roglič — arrivano a 2’39”. Carapaz a 2’57”, gli altri a oltre tre minuti.
Non ci sono più aggettivi nei dizionari. Pogačar fa semplicemente un altro sport. Quando decide di salutare la compagnia, si alza sui pedali e infligge distacchi siderali senza che sul suo viso compaia la minima traccia di fatica. Nel golf esiste l’handicap per permettere a tutti di gareggiare insieme e rendere le partite avvincenti. Se vogliamo salvare il pathos di questa Vuelta, bisognerebbe applicare la stessa regola anche al ciclismo e far partire lo sloveno con 15 minuti di ritardo alla prima tappa.
Anzi, sapete che c'è? Vincerebbe uguale.

In quale altro sport puoi vedere i tuoi beniamini così da vicino e gratuitamente
19/07/2026

In quale altro sport puoi vedere i tuoi beniamini così da vicino e gratuitamente

05/07/2026

Pogi climbed 5sec faster than Jonas ⏱️

Defending champion Tadej Pogačar flew up the 860m final climb (average 6.5% gradient) of the Tour de France Stage 1 team time trial quicker than his great rival Jonas Vingegaard, although Vingegaard completed the full 19.6km course 12sec faster to claim the yellow jersey.

𝗝𝗼𝗻𝗮𝘀 𝗩𝗶𝗻𝗴𝗲𝗴𝗮𝗮𝗿𝗱
⏱️ Time: 1’26”
💨 Avg speed: 36.1km/h
🌪️ Max speed: 57.8km/h
🚵 VAM: 2349m/h

𝗧𝗮𝗱𝗲𝗷 𝗣𝗼𝗴𝗮𝗰𝗮𝗿
⏱️ Time: 1’21”
💨 Avg speed: 38.2km/h
🌪️ Max speed: 57.0km/h
🚵 VAM: 2485m/h

In an earlier version of this post - now deleted - we stated Pogačar ascended in 1:23. This was incorrect due to a variance in GPS data. Apologies for the confusion.

📸 Getty Images

13/04/2026

L' UNICO GIRO DELLE FIANDRE
disputato da GIUSEPPE SARONNI
fu quello del 1981.
Questa partecipazione è documentata da questa foto, che lo riprende in azione su un muro, in maglia tricolore a maniche lunghe ( a causa del freddo ).
La "Gazzetta dello sport " in edicola il 6 Aprile 1981, in prima pagina titolava :
" CICLISMO.
Fiandre : si rivede Kuiper. Moser a 4 minuti, Saronni s'arrende.
Il campione del mondo 1975 ha vinto per distacco - Gavazzi (16°) primo degli italiani ".
A pagina 19 un articolo/intervista a Saronni e Moser firmato Rino Negri si intitolava : "Il trentino: "Mal di gambe !"
Il tricolore : "Che caduta !".
Ma ecco la parte dell'articolo relativa a Saronni, che spiega i motivi del suo ritiro :

* * * * * * * * * * * * * * * *

Saronni: «Non basta andar forte, in corse come questa ci vuole fortuna».

Si pensava che Saronni, dopo l'abbandono, prendesse la strada del quartier generale della Gis-Campagnolo a Gand, invece ha raggiunto il traguardo. Ha fatto una doccia e poi si è rifugiato sul sedile posteriore dell'ammiraglia di Chiappano.
" Non basta andare forte-brontola il campione d'Italia- per ottenere un risultato di rilievo in queste corse. Se non hai fortuna, una fortuna sfacciata, non ti salvi".

-Parla della caduta di cui é stato vittima :

-"Sono finito in un fosso e Zuanel mi ha dato una mano a venir fuori. Non mi ero fatto sorprendere nelle posizioni di coda, ma evidentemente era destino che mi dovesse andare storta. Avevo fatto di tutto per viaggiare nelle posizioni di testa, specialmente dopo che eravamo usciti da quei bei vialoni asfaltati che avevamo percorso nei primi 80/90 chilometri".

-Chi ha provocato la caduta ?

-"Non lo so nemmeno io. Ogni tanto c'era qualcuno per terra. Bastava che qualcuno toccasse i freni perché ne venisse fuori un macello. Immagina cosa sarebbe venuto fuori se si fosse messo a piovere ?"

-E' vero che ha dichiarato che per questa corsa non la vedranno più ?

-"Mai sognato di fare una dichiarazione del genere. Senza la caduta, coi primi sarei rimasto senz'altro, perché pedalavo bene"

-Ha avuto occasione di trovarsi al fianco di Moser?

-"Sì, nella prima parte, quando le strade erano larghe".

-Vi siete parlati ?

-"Era troppo presto. Ci fossimo trovati a contatto di gomito nel finale, ci saremmo sicuramente parlati"

-Cosa farà dopo la Gand-Wevelgem di mercoledi ?

-"Tornerò in Italia per rimanervi una settimana, prima di ve**re nuovamente in Belgio per la Freccia Vallone"

-Dov'è atteso da Hinault, il quale vuole prendersi la rivincita di un anno fa.

-"Vedremo. Alla Freccia Vallone non c'è pavé"

-E' già una sfida?

-"Veda lei"

Rino Negri

* * * * * * * * * * * * * * * *

Cliccare sulla foto per vederla interamente sullo smartphone.

13/03/2026
05/03/2026
24/12/2025

𝗜𝗹 𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿𝘃𝗲𝗿𝗺𝗲 𝗯𝗿𝗲𝘁𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗽𝗮𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗹’𝗮𝗻𝘁𝗶𝗱𝗼𝗽𝗶𝗻𝗴

L’Arenicola marina è un piccolo verme marino lungo circa 15 centimetri, simile a un lombrico bitorzoluto, che vive nella sabbia delle coste bretoni. Sopravvive ai lunghi periodi di bassa marea grazie a un’emoglobina straordinaria: questa proteina, infatti, può trasportare fino a 156 molecole di ossigeno quando è satura, contro le sole quattro dell’emoglobina umana. In pratica, ha una capacità di legare l’ossigeno circa 40 volte superiore.La sostanza estratta dal verme, nota come M101 o HEMO2life, è sviluppata dalla biotech francese Hemarina per usi medici: viene studiata come vettore di ossigeno in interventi chirurgici o gravi traumi, con interessanti proprietà antiossidanti e antinfiammatorie che la rendono stabile anche a temperature estreme.

Nei test sugli animali criceti e ratti M101 ha mostrato risultati sorprendenti, aumentando resistenza e potenza fino a dieci volte rispetto a EPO o trasfusioni, senza provocare effetti collaterali noti come ipertensione o trombosi.Ma la sua potenza ha attirato anche l’attenzione del mondo antidoping. La WADA ha lanciato l’allarme: laboratori in Bielorussia e Cina potrebbero già produrne versioni destinate agli atleti. Il problema? Questa sostanza è quasi invisibile al passaporto biologico, perché non altera i parametri ematici standard.

Nei test su ratti, è risultata rilevabile solo per 4-8 ore dopo l’assunzione (200-600 mg/kg), un lasso di tempo brevissimo che la renderebbe praticamente indetectable. Più efficace dell’EPO, ma infinitamente più difficile da scovare: un potenziale incubo per ciclismo, corsa e altri sport di endurance.

Indirizzo

Laterina
52020

Orario di apertura

Lunedì 12:00 - 22:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando biciclub laterina pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi