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biciclub laterina DOMATTINA ALLE 07.30

13/04/2026

L' UNICO GIRO DELLE FIANDRE
disputato da GIUSEPPE SARONNI
fu quello del 1981.
Questa partecipazione è documentata da questa foto, che lo riprende in azione su un muro, in maglia tricolore a maniche lunghe ( a causa del freddo ).
La "Gazzetta dello sport " in edicola il 6 Aprile 1981, in prima pagina titolava :
" CICLISMO.
Fiandre : si rivede Kuiper. Moser a 4 minuti, Saronni s'arrende.
Il campione del mondo 1975 ha vinto per distacco - Gavazzi (16°) primo degli italiani ".
A pagina 19 un articolo/intervista a Saronni e Moser firmato Rino Negri si intitolava : "Il trentino: "Mal di gambe !"
Il tricolore : "Che caduta !".
Ma ecco la parte dell'articolo relativa a Saronni, che spiega i motivi del suo ritiro :

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Saronni: «Non basta andar forte, in corse come questa ci vuole fortuna».

Si pensava che Saronni, dopo l'abbandono, prendesse la strada del quartier generale della Gis-Campagnolo a Gand, invece ha raggiunto il traguardo. Ha fatto una doccia e poi si è rifugiato sul sedile posteriore dell'ammiraglia di Chiappano.
" Non basta andare forte-brontola il campione d'Italia- per ottenere un risultato di rilievo in queste corse. Se non hai fortuna, una fortuna sfacciata, non ti salvi".

-Parla della caduta di cui é stato vittima :

-"Sono finito in un fosso e Zuanel mi ha dato una mano a venir fuori. Non mi ero fatto sorprendere nelle posizioni di coda, ma evidentemente era destino che mi dovesse andare storta. Avevo fatto di tutto per viaggiare nelle posizioni di testa, specialmente dopo che eravamo usciti da quei bei vialoni asfaltati che avevamo percorso nei primi 80/90 chilometri".

-Chi ha provocato la caduta ?

-"Non lo so nemmeno io. Ogni tanto c'era qualcuno per terra. Bastava che qualcuno toccasse i freni perché ne venisse fuori un macello. Immagina cosa sarebbe venuto fuori se si fosse messo a piovere ?"

-E' vero che ha dichiarato che per questa corsa non la vedranno più ?

-"Mai sognato di fare una dichiarazione del genere. Senza la caduta, coi primi sarei rimasto senz'altro, perché pedalavo bene"

-Ha avuto occasione di trovarsi al fianco di Moser?

-"Sì, nella prima parte, quando le strade erano larghe".

-Vi siete parlati ?

-"Era troppo presto. Ci fossimo trovati a contatto di gomito nel finale, ci saremmo sicuramente parlati"

-Cosa farà dopo la Gand-Wevelgem di mercoledi ?

-"Tornerò in Italia per rimanervi una settimana, prima di ve**re nuovamente in Belgio per la Freccia Vallone"

-Dov'è atteso da Hinault, il quale vuole prendersi la rivincita di un anno fa.

-"Vedremo. Alla Freccia Vallone non c'è pavé"

-E' già una sfida?

-"Veda lei"

Rino Negri

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Cliccare sulla foto per vederla interamente sullo smartphone.

13/03/2026
05/03/2026
24/12/2025

𝗜𝗹 𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿𝘃𝗲𝗿𝗺𝗲 𝗯𝗿𝗲𝘁𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗽𝗮𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗹’𝗮𝗻𝘁𝗶𝗱𝗼𝗽𝗶𝗻𝗴

L’Arenicola marina è un piccolo verme marino lungo circa 15 centimetri, simile a un lombrico bitorzoluto, che vive nella sabbia delle coste bretoni. Sopravvive ai lunghi periodi di bassa marea grazie a un’emoglobina straordinaria: questa proteina, infatti, può trasportare fino a 156 molecole di ossigeno quando è satura, contro le sole quattro dell’emoglobina umana. In pratica, ha una capacità di legare l’ossigeno circa 40 volte superiore.La sostanza estratta dal verme, nota come M101 o HEMO2life, è sviluppata dalla biotech francese Hemarina per usi medici: viene studiata come vettore di ossigeno in interventi chirurgici o gravi traumi, con interessanti proprietà antiossidanti e antinfiammatorie che la rendono stabile anche a temperature estreme.

Nei test sugli animali criceti e ratti M101 ha mostrato risultati sorprendenti, aumentando resistenza e potenza fino a dieci volte rispetto a EPO o trasfusioni, senza provocare effetti collaterali noti come ipertensione o trombosi.Ma la sua potenza ha attirato anche l’attenzione del mondo antidoping. La WADA ha lanciato l’allarme: laboratori in Bielorussia e Cina potrebbero già produrne versioni destinate agli atleti. Il problema? Questa sostanza è quasi invisibile al passaporto biologico, perché non altera i parametri ematici standard.

Nei test su ratti, è risultata rilevabile solo per 4-8 ore dopo l’assunzione (200-600 mg/kg), un lasso di tempo brevissimo che la renderebbe praticamente indetectable. Più efficace dell’EPO, ma infinitamente più difficile da scovare: un potenziale incubo per ciclismo, corsa e altri sport di endurance.

22/12/2025
16/12/2025

Oggi, 16 dicembre, Roberto Conti compie 61 anni. Chi è Roberto Conti? Chi segue il ciclismo e ha la mia età (o qualche anno meno) lo conosce benissimo, i più giovani forse no.
É un romagnolo di Bagnara, provincia di Ravenna, una vittoria da esordiente, una da Juniores e quattro da dilettante in tre anni nella categoria.
Passa professionista nel 1986 nella Santini di Bruno Reverberi e nel 1987 conquista la maglia bianca al Giro d’Italia terminando quindicesimo in classifica generale.
Ha partecipato a 17 Giri d’Italia, 11 Tour de France ed una Vuelta di Spagna e tutti lo ricordano per la vittoria all’Alpe d’Huez al Tour de France del 1994.
In salita era fortissimo, in pianura un po meno nel senso che aveva un po’ paura a stare in gruppo. Sempre ultimo, sempre in coda e sempre a lamentarsi con tutti quelli che limavano troppo. Sapete chi sono i limatori vero? In due parole quelli che vogliono sempre stare a ruota, non prendere aria rischiando di cadere e far cadere gli altri. Roberto Conti è stato l’unico corridore nella storia ad essere stato tamponato da una moto quando si trovava in coda al gruppo. Ultimo in pianura sempre con i primi in salita. In pratica il mio contrario. Io cominciavo le salite davanti e dopo qualche km arrivava lui, mi salutava e non lo vedevo più. È stato uno dei gregari più forti nella storia del ciclismo italiano. Perché in salita andava come una moto. Sempre a disposizione, sempre al
Fianco dei propri capitani: Max Lelli (terzo) al Giro 1991, Tonkov nel Giro vittorioso del 1996, Marco Pantani in quella memorabile doppietta Giro e Tour, Francesco Casagrande (secondo) al Giro d’Italia. E nonostante lavorasse sempre per gli altri è arrivato sesto e decimo in due tour de France e nono in un Giro d’Italia. E nel 2002 in Acqua e Sapone a ti**re per Mario Cipollini in pianura c’era anche lui.
Sì, Roberto di corse ne ha vinte poche ma si è tolto la soddisfazione di vincere in cima alla mitica Alpe d’Huez e conquistare la corsa di casa sua, il Giro di Romagna. Roberto Conti è stato un corridore buono, forte e generoso, in poche parole un grande perché anche grazie a lui tanti campioni sono riusciti a vincere le più belle corse di questo mondo.
In questi ultimi anni Roberto è sempre lo stesso: buono, generoso, sempre sorridente. Forte no, non lo è più, in salita ora va tranquillo (lo stacco pure io) ma lui ha vinto sull’Alpe d’Huez una vittoria che vale una carriera.
Tanti auguri Roby.

Seratona
27/11/2025

Seratona

20/11/2025

Una volta l'Italia era la base dei corridori per la preparazione invernale. Venivano ad allenarsi in Riviera. Oggi abbiamo perso tutto questo potenziale perché si è trasferito tutto in Spagna. In Spagna sicuramente c'è più sicurezza, c'è più rispetto del ciclista rispetto all'Italia. La sicurezza purtroppo sulla strada oggi in Italia non c'è.

Gianni Bugno

14/11/2025

Il Giro d'Italia 2026 si presenta con un percorso ricco di salite e grande spettacolo sulle montagne italiane, confermando il suo carattere duro e panoramico. Da quanto emerso, sono molte le tappe di montagna, tra cui alcune delle più iconiche come Piancavallo e Madonna di Campiglio.In particolare, la 20ª tappa sarà un grande classico, con arrivo a Piancavallo dopo un percorso che prevede due salite impegnative, tra cui la doppia scalata sulla montagna sopra Aviano.

La tappa partirà da Gemona del Friuli, attraversando i meravigliosi paesaggi del Friuli Venezia Giulia, e si concluderà in un finale di alta intensità in montagna, ideale per i grandi Match-up di salita.Un’altra tappa importante vedrà l’ascesa a Piani di Pezzè, nel Bellunese, con un finale che ricorderà le grandi imprese di Marco Pantani, e sarà un'occasione fondamentale per gli uomini di classifica.

La corsa attraverserà anche le Dolomiti bellunesi, con tappe sui sentieri emblematici come il Passo del Bracco e il Comelico.Il percorso complessivo, ancora in fase di definizione, punta ad offrire scenari mozzafiato, salite leggendarie e finali di tappa di grande spettacolo, con l’obiettivo di valorizzare le montagne italiane più iconiche e di regalare emozioni indimenticabili ai tifosi e agli appassionati di ciclismo.

Indirizzo

Laterina
52020

Orario di apertura

Lunedì 12:00 - 22:00

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