27/09/2025
Vorrei fare 𝙙𝙞𝙛𝙚𝙨𝙖 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙤𝙣𝙖𝙡𝙚!
Sempre più di questi tempi (e a ragione vedendo i tempi verso i quali andiamo), viene fatta questa richiesta alle palestre di sport da combattimento come la nostra. La formula assume un sapore quasi magico e viene ripetuta in modo automatico come se bastasse evocarla per sentirsi già più sicuri.
Sì, negli anni abbiamo lavorato anche in questo settore e con discreto successo.
Eppure c'è un eppure.
Quando penso al senso immediato di riuscita di alcune tecniche e tattiche che sembrano facili espedienti contro l'esplosione della violenza inaspettata mi vengono sempre in mente invece le migliaia di sedute di allenamento delle arti marziali, il sudore e la fatica, il superamento di infortuni e di sconfitte cocenti, la ricerca di una forma perfetta, di forza elasticità e velocità, tecnica e potenza, le quali nonostante tutto non danno ancora una certezza matematica di uscirne interi da un confronto che non sappiamo se alla pari o meno. Vero, la difesa è un po' un mondo a parte, ma ha a che vedere con il modo nel quale impariamo a comba***re.
Le arti marziali e gli sport da combattimento si occupano di una cosa in particolare: di realtà. Sul tatami non si mente. Si viene messi costantemente a n**o. Bisogna a tutti i costi affrontare le proprie paure, mancanze, sofferenze.
E per restare nella realtà devo ammettere che soltanto il lavoro duro e serio, costante, fatto di attività competitive che ci portano a sfidarci in sicurezza ma con avversari non collaboranti è ciò che serve davvero. Fare della nostra attività in palestra non uno metodo o uno sport ma uno stile di vita, accresce di moltissimo le percentuali di sopravvivenza, le capacità di previsione di un movimento, le possibilità di fuga e di eventuale estrema difesa in piedi e a terra.
In questo senso mi sento di consigliare un'arte marziale/sport da combattimento fenomenale: il 𝙅𝙞𝙪 𝙅𝙞𝙩𝙨𝙪. Conosciuto anche come brazilian jiu jitsu a causa di una insperata mediazione brasiliana di inizio '900 che diffuse un'arte giapponese dei Samurai nel continente americano, si è dimostrato negli ultimi decenni uno degli stili di combattimento più efficaci di sempre.
Tecnicamente sofisticatissimo si basa su pochi principi generali. Ciò che viene costantemente testato è la capacità di ragionamento sotto pressione. Immaginate una persona che vi sovrasta col suo peso e che vi sta per isolare un arto o la testa e sta per settare una tecnica di strangolamento o rottura articolare. O sulla strada sta per sferrare colpi che vi metterebbero ko.
Avete non secondi ma pochi decimi per prendere delle decisioni essenziali per la vostra vita. Nonostante il dolore, il fiato che manca, la fatica, ci si esercita ogni volta a fare appello a tutte le conoscenze, percezioni, energie per sfruttare le leve giuste e ba***re i muscoli con lo scheletro, la violenza con il cervello, e come dice il bellissimo nome 𝙅𝙞𝙪 𝙅𝙞𝙩𝙨𝙪, vincere il duro con il flessibile.
In allenamento questo è un "gioco", anche se molto duro, e devo ammetterlo, non per tutti. La chiave per affrontare nel modo giusto, non sappiamo se vincere o meno, ma con i migliori mezzi possibili le sfide in palestra e soprattutto là fuori che è ciò di cui giustamente ci preoccupiamo oggi.
Ho visto delle esili ragazze nel Jiu Jitsu capaci di rovesciare omoni grandi e grossi e di costruire come un piccolo ragno una tela tecnica che obbligasse chi sembrava invincibile a ba***re e ad ammettere la propria inferiorità. Nel jiu jitsu ho conosciuto tra i migliori combattenti che abbia mai incontrato. Ed allenandoci con costanza puntiamo anche noi a diventare sempre più forti, e al contempo abituandoci ad allenare sotto pressione, calmi.
Venite a provare questa incredibile disciplina, il lunedì e giovedì presso il nostro centro di via Marconi 110 a .
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