25/09/2024
Dal mio libro "Il sogno della serie B istante dopo istante" il ricordo della prima vittoria in serie B che avvenne proprio il 25 settembre 2012.
Reggina-Virtus Lanciano 0-1
Nemmeno il tempo di riposare, che si giocava la sesta giornata in un turno infrasettimanale. Si giocava di martedi, in notturna. La Virtus non aveva mai vissuto questi ritmi ed era compito di Gautieri alternare i giocatori, per non pagare pegno in fatto di condizione fisica. I problemi, però, erano altri, più psicologici che tecnici. Gestire trenta giocatori che, salvo leggere gerarchie di valori, potevano aspirare ad un posto da titolare, non era impresa facile, anche se il tecnico dimostrò di avere la tempra giusta per farlo egregiamente.
Ceccarelli, Gouano, Falcone, Marceta e Hottor stentavano a trovare la forma migliore con Testardi sempre più ai margini del progetto. Fu, invece, incoraggiabile il nuovo assetto difensivo. L’esordio di Almici sulla fascia destra, con relativo spostamento di Aquilanti al fianco di Amenta al centro della difesa, diede maggior sicurezza a Mammarella che, così, riuscì a trovare più libertà per le sue incursioni offensive. La Reggina di Dionigi, invece, si presentò all’incontro ancora imbattuta in casa, avendo vinto 1-0 con la Nocerina in Coppa Italia, 1-0 all’esordio in campionato sulla Pro Vercelli, e pareggiato 2-2 contro il Modena. La Virtus ritrovò sulla strada un altro ex legato alla conquista della B: Vincenzino Sarno.
A Reggio arrivò la prima storica vittoria della Virtus Lanciano in serie B, tanto attesa e tanto meritata, perché ottenuta su un campo di una veterana della serie B, dopo una gara condotta bene tatticamente. L’entusiasmo dei giocatori contagiò anche Gautieri, vero artefice dell’organizzazione di gioco della squadra. Il suo salto di gioia al termine della gara fu l’espressione di una vera e propria liberazione di una tensione durata per tutti i novantacinque minuti. La reazione della Reggina al gol (bellissimo) di Mammarella fu buona ma non particolarmente pressante, anche se la difesa della Virtus si dimostrò arcigna. La Virtus espugnò così il “Granillo” grazie ad una rete di Mammarella con un tiro da fuori area spettacolare per potenza e precisione. Non ero tra gli impavidi tifosi presenti in tribuna. Ero, come la maggior parte dei lancianesi, davanti al televisore e ricordo come adesso quella gran gioia provata e racchiusa in uno scatto dalla poltrona, ad esultare come fossi stato dentro allo stadio
Dopo il gol di Mammarella il vantaggio fu gestito dalla squadra con un gioco lineare, mai apprensivo, anche con l’aiuto di un pizzico di fortuna. I calabresi partirono bene rendendosi pericolosi ad inizio gara, trovando Leali assoluto protagonista. A livello psicologico il gol di Mammarella diede forza e vigore alla Virtus che si rafforzò quando gli amaranto locali, dopo una ventina di minuti, ebbero la possibilità di agguantare il pari beneficiando di un calcio di rigore, assegnato per un fallo di Almici su Rizzato. Leali fece un duplice miracolo parando il tiro di Ceravolo ed anche la successiva ribattuta. Passato il pericolo, la Virtus non restò di certo a guardare, sfiorando anche il raddoppio.
Su Tuttomercatoweb” il vice presidente della Virtus Guglielmo Maio commentò così il primo storico successo degli abruzzesi in Serie B. "La prima vittoria è sempre la più bella, che sia venuta pure al Granillo aggiunge quella componente di prestigio che non guasta, ma se fosse venuta da altre parti sarebbe stato lo stesso. Siamo felici e sappiamo che dobbiamo lottare duramente perché siamo una neopromossa. Da inizio campionato abbiamo sempre giocato bene tranne i primi 20 minuti a Cittadella. Finora non abbiamo mai subito l'avversario, abbiamo avuto la possibilità di vincere le partite ma per mancanza d'esperienza o errori personali non ce l'abbiamo fatta, penso addirittura alla partita col Varese dove abbiamo perso. Siamo giovani, siamo da rodare e l'obiettivo è quello di raggiungere la salvezza.
Nella giornata in cui il Sassuolo si fermò nella impressionante serie di vittorie, pareggiando in casa con il Vicenza, tornava prepotentemente alla ribalta il Verona che, a Varese, mostrò il meglio di sé, violando il “Masnago” con tre gol di Cacia.