04/06/2026
A Sua Santità Papa Leone
Santità,
ci rivolgiamo a Lei con rispetto, ma anche con l’amarezza di chi, di fronte alla burocrazia, non sa più a chi rivolgersi.
Questa lettera non vuole in alcun modo offendere la sensibilità religiosa di nessuno. Vuole semplicemente rappresentare, con una provocazione rispettosa, l’assurdità di una burocrazia che troppo spesso rende difficile anche ciò che dovrebbe essere affrontato con buon senso.
Siamo operatori balneari di Lampedusa e Linosa e da mesi viviamo una situazione paradossale legata alla gestione degli ammassi di Posidonia oceanica depositati sulle nostre spiagge dopo il ciclone Harry.
Abbiamo chiesto che tutto venisse fatto nel rispetto dell’ambiente, delle norme e delle procedure. Nessuno vuole trattare la posidonia come un semplice rifiuto. Sappiamo bene che è una risorsa naturale e che va gestita correttamente.
Eppure, mentre l’isola si riempie di turisti, mentre le spiagge restano in condizioni difficili, mentre gli operatori attendono di poter lavorare, ci troviamo ancora bloccati tra pareri, pubblicazioni, protocolli e passaggi amministrativi. E tutto questo si è ulteriormente rallentato anche per colpa di qualcuno del comparto balneare.
Santità, il prossimo 4 luglio Le chiediamo idealmente di intercedere per noi.
Non chiediamo scorciatoie.
Chiediamo un miracolo di buon senso.
Chiediamo che si possa intervenire nel rispetto delle regole, ma con tempi compatibili con la realtà di un’isola che vive pochi mesi di stagione e che non può permettersi di restare ferma davanti a procedure infinite.
Lampedusa e Linosa non sono la terraferma.
Qui ogni ritardo pesa di più. Pesa sulle famiglie, sulle imprese, sui lavoratori, sull’immagine dell’isola e su un’economia fragile che vive quasi esclusivamente di turismo.
Se la burocrazia non riesce a comprendere l’urgenza, se le procedure non riescono ad adattarsi alla realtà, se il buon senso fatica a trovare spazio, allora forse davvero serve un miracolo.
Un miracolo per far ripartire il lavoro.
Un miracolo per ricordare che il rispetto dell’ambiente e il rispetto delle comunità possono e devono camminare insieme.
Con rispetto e speranza,
Consorzio Turistico Balneare Isole Pelagie