28/02/2026
Un campionato molto difficile giunge praticamente al termine, ancora una partita per decidere in quale posizione della classifica ci posizioneremo e capire il nostro avversario da affrontare tra dieci giorni ai playoff.
Storie di dentro e fuori, con noi che arriviamo da sfavoriti classifica alla mano, quelle scene che abbiamo già vissuto tante volte e che tante volte ci hanno visti uscire dal campo stremati e vittoriosi.
Dopo un secondo, un terzo e un quarto posto (con vetta del campionato a quattro dalla fine sublimata dalla finale di Conference) nelle ultime tre stagioni, quest’anno torniamo pesantemente sulla terra, vivendo emozioni e sensazioni che mancavano da tanto, le facce incazzate nello spogliatoio, gli sguardi al cielo all’ennesima partita con un risultato diverso da quello che meritavamo sul campo.
Como, Pina, Anto, Ale, Merk, Nico.
Con un portiere sarebbe una formazione forte, quasi sempre vincente.
Giocatori cruciali, amici, quasi tutti cuori orange della prima ora, con tante stagioni importanti e tante battaglie condivise, gente con un peso specifico forte dentro e fuori dallo spogliatoio.
Contano poco più di dieci presenze in sei in quindici partite, principalmente a causa degli infortuni, accaniti su di noi già dal mese di Agosto.
Abbiamo dovuto chiamare giocatori amici di amici, tesserati in fretta e furia, per riuscire a scendere in campo, un qualcosa di totalmente lontano dal nostro modo di intendere la squadra.
Anche la differenza reti dice tante cose sull’annata, con un parziale a -8 nonostante le nove sconfitte, cinque per una rete, molte in cui ci andava stretto persino il pareggio.
Annata balorda, in cui tutto quello che poteva andare storto è andato storto, all’interno di uno strano campionato a girone unico che vede incredibilmente tre delle prime quattro dello scorso campionato in fondo alla classifica, a giocarsi la Conference insieme a noi.
Non abbiamo aspettative.
Perché questa stagione ci ha insegnato che a volte è forse meglio non averne, se il Destino ha scelto di remare contro.
Ma abbiamo sogni. Quelli di sempre, quelli che ci fanno uscire di casa per andare a giocare alle 22 nelle partite casalinghe, nonostante sbattimenti, stanchezza, freddo.
E abbiamo un gruppo enorme.
Che anche in mezzo alle difficoltà non ha mollato un centimetro compattandosi, tutti per uno, uno per tutti, come ai bei tempi, più che ai bei tempi.
Aspettando di capire contro chi giocheremo, ci vediamo ai playoff tra dieci giorni.
Una squadra ferita come la nostra è sempre meglio evitarla e passarci al largo.
Go Sborrange.
🧡