10/07/2025
Negli ultimi tempi si assiste a una crescente diffusione di post, video e corsi su pratiche chiamate “stretching dei meridiani”.
Se da un lato questo interesse è segno di un rinnovato desiderio di ascolto corporeo, dall’altro lato ci preoccupa la possibilità di fraintendimenti, soprattutto riguardo a ciò che abbiamo scritto nel nostro testo StretQing®, sviluppato da Mauro Massaro e me, Marco Superbi.
Nel nostro lavoro abbiamo sì fatto riferimento ai meridiani, ma cercando con attenzione di chiarire i molteplici strati che questi concetti orientali comprendono: pelle, muscoli, tessuti connettivo, canali e collaterali (come è chiao dagl hanzi e kanji: 經絡 jingluo, 経絡 keiraku), e tutto ciò che attraversa l’essere umano secondo la visione antica cinese e giapponese.
La parte grafica del libro include rappresentazioni dei meridiani (jingluo/keiraku), ma non come mappe rigide o strumenti diagnostici.
Servono piuttosto da riferimento didattico per accompagnare il movimento nel rispetto del corpo e delle sue sensazioni.
StretQing® non è un esercizio muscolare localizzato.
Non si lavora “per curare” o “per sbloccare” un determinato tratto, né tantomeno si propone una ginnastica spirituale.
È una pratica globale, mai parziale, in cui il movimento nasce dal corpo percepito, non da un obiettivo prestabilito.
Si ascoltano i ritmi interni, si dialoga con la postura e si favorisce una riconciliazione somatica, restituendo alle varie parti del corpo una coerenza interna.
Abbiamo più volte sottolineato quanto il termine “meridiani” sia una traduzione riduttiva e fuorviante dei concetti orientali.
Più che comprenderli, quei percorsi andrebbero sperimentati, sentiti e vissuti.
Non sono fili invisibili da ti**re, ma traiettorie di senso, di respiro, di relazione fra interno ed esterno.
Il nostro testo è sempre stato pensato come supporto esperienziale per chi partecipa ai nostri incontri.
Non è un manuale tecnico, non è una certificazione, non è un metodo sportivo e non è una religione.
StretQing® è un invito alla presenza, all’ascolto e alla ricerca di un “stare migliore”, senza finalità terapeutiche né promesse di risultati meccanici.
immagine di Mauro Massaro
"HuaTuo"