27/07/2022
Abbiamo aspettato 11 mesi per portarli in salvo. Abbiamo sofferto e sperato per le nostre ragazze e i nostri ragazzi, che dall’Afganistan hanno chiesto il nostro aiuto. Sono ragazzi e ragazze che hanno fatto parte della nazionale di ciclismo afgana e che correvano per i team del Bamyan, Kabul e Erat. Open Arms questa mattina all’alba ha spiccato il suo volo ed ha attraversato i cieli di Islamabad per arrivare in Italia. Sono stati 270 gli afgani arrivati a Roma, per il corridoio umanitario più grande dallo scorso agosto. Open Arms ha portato a Roma i miei, i nostri ciclisti afgani e le loro famiglie. Tante lacrime, tanti sorrisi e abbracci che non avevano fine. Siamo stati insieme tante ore oggi e tante ne passeremo ancora insieme. Questa sera ci siamo fatti delle promesse e presto ci ritroveremo insieme. Si potrebbe scrivere un libro su questa storia, dove i colpi di scena non sono mancati, le ansie e le paure ci hanno sempre accompagnato. C’è stato chi ha ostacolato in ogni modo questo salvataggio, noi però non ci siamo mai arresi e abbiamo continuato a sperare. Tante persone hanno lavorato per salvare i nostri 70 afgani, ma oggi non parlerò di loro, di chi da dietro le quinte ha lavorato per raggiungere la salvezza, perché queste foto, sono dedicate a Mahnaz, a Zohra, Sharbano, Marja, Karima, Bahra, Aref, Aziz, qurban, Samaneh, Muktar e di tutti gli altri ragazzi e ragazze che sono gli unici eroi di questa storia, dove il bene ha trionfato sul male, dove la speranza ha abbattuto la disperazione. Solo una cosa mi sento ancora di dire: Benvenuti in Italia amici miei.
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