16/02/2016
Il ritorno dei lupi fa paura ai pastori. "Pronto un piano per abbatterli"...
Così si intitola l'ennesimo articolo (devo dire sì pieno zeppo di numeri e di dati, ma certo non di molto buon senso) in tema di lupi e allevatori, uscito proprio ieri su la Repubblica e che, se volete, trovate qui: http://www.repubblica.it/ambiente/2016/02/14/news/il_ritorno_dei_lupi_fa_paura_ai_pastori_pronto_un_piano_per_abbatterli_-133393356/
Beh, nel mio piccolo, a chi si autoelegge portavoce di (alcuni) allevatori esasperati, mi sento di rispondere citando proprio un altro allevatore: un mio caro amico abruzzese, pastore "di montagna" da ben quattro generazioni, che del lupo dice “... E' un po' come il temporale. Non puoi fare nulla per evitarlo, ma se porti con te l'ombrello per lo meno non ti bagni”.
E con questa stupenda metafora, lui intende sottolineare come l'esperienza e la prevenzione siano l'unico mezzo per raggiungere una possibile convivenza tra uomini e lupi. Un rapporto con i grandi carnivori che molti allevatori dell'Appennino centro-meridionale hanno saputo accettare e gestire per secoli e che le misure previste dal nuovo piano sembrano sminuire, attente come sono alle esigenze di chi non riesce a concepire una pastorizia fatta quotidianamente di cura del gregge e attenzione all'ambiente circostante.
Le deroghe all'abbattimento di alcuni lupi potranno soddisfare l'ambizione di qualche politico locale, ma mai risolvere del tutto la tensione e il conflitto presenti in molte regioni italiane. L'educazione, l'informazione e l'intelligenza forse sì.
Cane da pastore abruzzese a guardia del gregge. Abruzzo, 2009. © Bruno D'Amicis - www.brunodamicis.com. All rights reserved worldwide.