Ipazia Imperia Self Defence Krav Maga, Systema & Kapap

Ipazia Imperia Self Defence Krav Maga, Systema & Kapap Corsi di difesa personale aperti a tutti anche senza esperienza nelle arti marziali:
Krav Maga e Kapap
mar e gio 19:00-20:30
2 lezioni di prova gratuite.

vieni a provare! (gli allievi in foto e video hanno autorizzato l'uso della loro immagine) Il Krav Maga e il Kapap sono due sistemi Israeliani di autodifesa di derivazione militare. Per la loro semplicità di apprendimento ed esecuzione sono adatti a tutti, sia uomini che donne di qualsiasi corporatura, peso e altezza anche senza nessuna precedente esperienza nel campo delle arti marziali. Il Systema è un metodo di combattimento di derivazione militare di origine russa; esso racchiude tecniche adatte a ogni individuo sia esso civile, militare o professionista nel settore operativo.

05/09/2026

Genitori, insegnate l’amore ai vostri figli.
Insegnate loro, prima di tutto,
che amare qualcuno
significa incontrare una persona libera:
libera di scegliere noi,
libera di cambiare idea,
libera di andare via.

Diteglielo quando sono piccoli,
quando ancora la parola amore
vuol dire una mano cercata nel sonno,
un ginocchio sbucciato,
qualcuno che aspetta fuori da scuola.
Ditegli che nessuno è nostro.
Mai.

Che un no resta un no,
anche dopo cento sì.
Anche dopo dieci anni.
Anche dopo una casa insieme,
un figlio,
un matrimonio,
una promessa.

Genitori, insegnate l’amore ai vostri figli.
Soprattutto ai vostri figli maschi,
insegnate che la rabbia esiste,
ma non deve trovare un corpo su cui cadere.

Che essere lasciati fa male.
Fa malissimo.
Si piange.
Si dorme poco.
Si telefona a un amico.
Si chiede aiuto.
Si attraversano giorni in cui sembra impossibile
che quella persona possa continuare a vivere
senza di noi.

E invece può.

Ed è proprio lì
che bisogna imparare a lasciarla vivere.

Spiegate loro
che amare una donna
non significa sapere dove si trova,
con chi parla,
come si veste,
a che ora torna,
chi mette un cuore sotto una sua fotografia.

La gelosia non è una prova d’amore.
Il controllo non è premura.
La paura che qualcuno se ne vada
non ci autorizza a chiudergli la porta.

Insegnate ai vostri figli
che una password data per amore
può essere restituita.
Che una fotografia ricevuta nell’intimità
rimane affidata alla nostra dignità,
anche quando quell’amore finisce.

Che il corpo di una donna
non diventa un territorio conosciuto
solo perché lo abbiamo già accarezzato.

Ogni volta si domanda.
Ogni volta si ascolta.
Ogni volta si rispetta.

Genitori, insegnate l’amore ai vostri figli.

Insegnate loro a riconoscere
quell’istante preciso
in cui l’amore comincia a somigliare al possesso:

quando nasce il bisogno di controllare;
quando un messaggio senza risposta
diventa un’offesa;
quando un vestito diventa una discussione;
quando un’amicizia diventa una minaccia;
quando la frase
«senza di te non vivo»
smette di essere una frase
e comincia a diventare paura.

Fate capire loro
che perdere qualcuno
non significa perdere se stessi.

Che si può sopravvivere a un addio.
Che si può essere disperati
senza diventare crudeli.
Che si può avere il cuore distrutto
e continuare ad avere rispetto
per il cuore degli altri.

Insegnate loro a chiedere aiuto
prima che la rabbia diventi qualcosa
che non sanno più governare.

A dire:
«Sto male.
Sono geloso.
Ho paura.
Non riesco ad accettarlo.»

Sono parole molto più coraggiose
di un pugno sul tavolo,
di una minaccia,
di una porta presa a calci.

Genitori, insegnate l’amore ai vostri figli.

E alle vostre figlie,
insegnate che l’amore non deve chiedere
di diventare più piccole.

Che possono andarsene
al primo insulto,
alla prima paura,
alla prima volta in cui si accorgono
di dover scegliere le parole
per evitare una reazione.

Insegnate loro che essere amate
non significa essere sorvegliate.

Che nessuno deve convincerle
che la propria violenza
dipende da quanto le ama.

E quando una figlia vi dice
«ho paura»,
credetele.

Prima delle spiegazioni.
Prima dei forse.
Prima del
«ma lui ti vuole bene».

Credetele.

Genitori, insegnate l’amore ai vostri figli.

Insegnate loro anche l’addio.

È una delle lezioni d’amore
che abbiamo trascurato di più.

Insegnate che una storia può finire
senza che qualcuno debba pagare.

Che chi se ne va
non ci sta togliendo qualcosa che ci appartiene.

Sta scegliendo la propria vita.

E quella vita
va lasciata andare intera:
con il suo corpo,
con i suoi amici,
con le sue nuove domeniche,
con un altro amore,
se arriverà.

Bisogna insegnare ai ragazzi
che esiste una dignità enorme
nel saper dire:
«Avrei voluto che restassi,
ma rispetto il fatto che te ne vai.»

Forse dovremmo cominciare proprio da qui.

Perché nessun uomo nasce sapendo amare.
Nessuna donna dovrebbe crescere
imparando a riconoscere il pericolo
dentro qualcuno che dice di amarla.

L’amore si insegna.

Si insegna a tavola,
nel modo in cui un padre parla a una madre;
nel modo in cui una madre difende i propri confini;
nel modo in cui chiediamo scusa;
nel modo in cui discutiamo;
nel modo in cui accettiamo una porta chiusa.

I figli ci guardano
molto prima di ascoltarci.

Genitori, insegnate l’amore ai vostri figli.

Fatelo adesso.

Perché fuori dalle nostre case
ci sono ancora donne
costrette ad avere paura
di qualcuno che un giorno
ha detto loro:
«Ti amo.»

E forse una delle cose più importanti
che possiamo insegnare a un figlio
è questa:

se ami davvero qualcuno,
la sua libertà deve essere al sicuro,
anche da te.

05/09/2026

In Sudafrica la violenza sulle donne è un’emergenza sociale drammatica. Per questo Bohlale Mphahlele, a soli 16 anni, ha inventato un orecchino intelligente capace di salvare vite umane.

Il dispositivo si chiama “Alerting Earpiece”: sembra un normale gioiello, ma nasconde una tecnologia avanzata. In caso di pericolo, basta premere un pulsante sul lobo per attivarlo. L'orecchino scatta subito una foto al volto dell’aggressore, rileva la posizione GPS e invia un allarme immediato alla polizia e ai contatti di emergenza.

Oggi Bohlale ha 21 anni e sta raccogliendo fondi per produrre la sua invenzione su larga scala, con un obiettivo chiaro: proteggere le donne in tutto il mondo.

14/07/2026

As a family, we want to invite all of you who have supported and loved Chuck throughout the years to join us for a special tribute celebrating his life, legacy, and the impact he had on so many people around the world.

The tribute will take place on July 18th in Las Vegas during this year’s UFAF ITC. We hope you’ll join us as we come together to honor and celebrate the man who inspired generations.

A portion of the proceeds will go to the Kickstart Kids foundation, which as many of you know was one of Chuck’s greatest passions and missions in life.

We look forward to seeing you there!

Go to ufafnation.com/tribute to register.

With love and gratitude,
The Norris Family

17/06/2026

Fu umiliata, perseguitata e uccisa perché DONNA e perché LIBERA. Sto parlando di Ipazia, l’eroina greca uccisa da un gruppo di fanatici per colpa della sua intelligenza.

Ipazia nacque intorno al 370 d.C. ad Alessandria d’Egitto. Fin da piccola manifestò un’intelligenza fuori dal comune. In un’epoca in cui nascere femmina era una disgrazia e alle donne era proibito perfino parlare, divenne astronoma, filosofa, matematica. Fu suo padre a insegnarle a guardare le stelle, ma fu lei a imparare a vederci oltre. Ipazia credeva che la cultura fosse un bene che appartenesse a TUTTI e non soltanto un privilegio per pochi, per questo teneva le sue lezioni in strada. Tutta la città la amava e le rendeva onore.

Era bella, colta, carismatica. Perché Ipazia non insegnava solo formule e numeri: insegnava a pensare. Parlava, divulgava, apriva le menti, e per questo faceva PAURA. Un giorno il vescovo Cirillo passò presso la casa di Ipazia, e vide una grande folla di fronte alla sua porta. Quando chiese il motivo di tutto quel clamore, gli fu detto che quella era la casa di Ipazia: una grande filosofa. Roso dall’invidia, aizzò gli animi contro Ipazia, accusandola di essere una STREGA, una pagana.

Così un giorno dei fanatici la aggredirono mentre faceva ritorno a casa. La trascinarono nel tempio, le strapparono le vesti e la uccisero a colpi di cocci. E poi bruciarono il suo corpo. Ma non riuscirono a cancellarne la memoria; dopo più di duemila anni il ricordo di Ipazia sopravvive. Il suo corpo fu distrutto ma non la sua voce.

Ipazia oggi è il simbolo di tutte le donne che hanno pagato caro il coraggio di essere libere. Quelle che la Storia ha tentato di cancellare, ma non hanno mai smesso di brillare. È il simbolo di ogni uomo che rifiuta di piegarsi, che preferisce la verità alla paura, la libertà alla sopravvivenza. E allora rendiamole giustizia e ricordiamo il nome di Ipazia, colei che ci ha insegnato che la cosa più pericolosa su questa terra è una mente libera.

Guendalina Middei (➡️ Tratto da «NON RINNEGARE IL CUORE» che ho scritto per raccontarvi le storie di chi scelse di non omologarsi e andare controcorrente. Qu potete leggerne un estratto gratuito: https://www.amazon.it/rinnegare-cuore-Storie-scrittori-spengono/dp/8807175223/

31/01/2026
14/12/2025
25/11/2025

Oggi, , le nostre bacheche si riempiranno di post quasi con un unico tema. Conterranno propositi, proclami, iniziative d’ogni sorta.
È la Giornata Mondiale per l’eliminazione della violenza maschile contro le Donne.
Come ogni ripostiamo l’origine di questa ricorrenza. È stata istituita per loro.
Per queste tre donne belle come il sole. Loro sono le sorelle Patria, Minerva, e Maria Teresa , attive oppositore del dittatore dominicano Trujillo che governò dal 1930 al 1961. Sono le fondatrici di un gruppo di opposizione, il Movimento 14 Giugno, data di un massacro di cui Patria era stata testimone.
All’interno del gruppo le sorelle venivano chiamate ‘las mariposas’ (le farfalle). Minerva e Maria Teresa vennero imprigionate e torturate in diverse occasioni.
Anche i loro mariti finirono in carcere. Le sorelle vennero prima liberate e poi, mentre tornavano dalla visita in carcere ai loro compagni, il 25 novembre 1960, vennero uccise.
La giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata istituita dall'Onu nel 1999, proprio in ricordo delle tre sorelle Mirabal.
Conoscere il fatto che è all’origine di questa data simbolica è importante. Perchè dice che qualunque forma di violenza maschile sulle donne è ‘politica’.
Che sia quella di un dittatore che vuole eliminare chi afferma un’idea diversa dalla sua o che sia quella di un marito violento, che non accetta la libera espressione di qualcosa che non comprende.
E parlarne ogni giorno, non solo il 25 novembre.

05/10/2025
05/09/2025

A Polish woman has survived a brutal knife attack thanks to the swift reaction of Italian second-division footballer Alessandro Bellemo and his brother.

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