30/10/2024
“So di non sapere”: questa celebre frase è attribuita a Socrate e rappresenta il fondamento della filosofia occidentale.
A dispetto di come può sembrare a una prima lettura, non si tratta in alcun modo di un mero elogio dell’ignoranza fine a stessa. Piuttosto, configura una presa di coscienza fondamentale per la nascita di un pensiero che voglia definirsi davvero critico: afferma l’incapacità umana di raggiungere una conoscenza definitiva.
Il che non significa che sia inutile studiare o scoprire cose nuove, perché tanto ci è impossibile svelare l’assoluto.
Al contrario, vuol dire proprio l’opposto: il fatto che la nostra conoscenza non abbia mai una fine dev’essere il movente per non smettere mai di conoscere.
“So di non potere”: questa è la frase su cui dovrebbe fondarsi lo sport.
Infatti, ogni miglioramento deve partire anzitutto dall’accettazione della propria impotenza: solo ammettendo i nostri limiti, possiamo sperare di superarli.
Anche in questo caso, accettare la propria limitatezza non vuol dire rassegnarsi all’idea che impegnarsi sia inutile, visto che la perfezione è irraggiungibile.
Piuttosto, il fatto che la perfezione sia irraggiungibile significa che impegnarsi ha sempre senso, dal momento che siamo creature infinitamente perfettibili.
Alla fine, lo sport non fa altro che allenarci a pensare che i limiti non siano catene che ci bloccano, ma opportunità che ci fanno crescere.
Se ti piace ciò che scrivo, “𝗧𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗶𝗺𝗶𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝘁𝗿𝗮𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗶. 𝗟𝗼 𝘀𝗽𝗼𝗿𝘁 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗳𝗶𝗹𝗼𝘀𝗼𝗳𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝘁𝗮” è il mio nuovo libro.
Racconta di come lo sport possa migliorarci la vita.
Il Saggio dello sport