10/04/2021
FERRUCCIO NON ERA SOLO UN AMICO ERA UNO DI NOI...
.. assieme a noi da quando, negli anni '80, abbiamo deciso di fare questo lavoro bellissimo, seppure incerto dal punto di vista economico e un po' pericoloso professionalmente. Volevamo un mondo diverso dove vivere liberamente e dove la gente poteva essere più felice perchè c'era più natura.
Eravamo guide escursionistiche e ambientali, istruttori di sci alpinismo, amanti delle grotte, delle grandi discese in neve fresca, delle montagne e delle terre sconosciute e poco frequentate dove la gente si fermava e non andava oltre.
Ferruccio allora era un'aspirante guida alpina, esperto e prudente, modesto, affabile e sempre disponiblie; era uno dei più forti arrampicatori del momento ed era una figura controcorrente rispetto ai suoi colleghi più appariscenti e desiderosi di fama, protagonismo e autocelebrazione.
Oggi, dopo quarantanni di avventure in parte condivise, era diventato un amico su cui poter contare sempre, una guida alpina di grandissima esperienza, una persona sensibile e aperta, un uomo che sentiva di dover raccontare qualcosa attraverso le sue storie e le sue sculture che portano sempre alla luce l'anima dei luoghi e lo spirito della materia e del legno che adoperava andandolo a cercare personalmente, assieme alle sue radici profondamente immerse nelle montagne.
Con tanti altri amici maestri di sci, e ad altre guide alpine abbiamo fatto tante cose che hanno contribuito a cambiare il punto di vista di molte persone che ci hanno accompagnato in una o più occasioni.
Abbiamo vissuto avventure bellissime assieme a migliaia di ragazzi e ragazze e anche con molti aduti che grazie a lui si sono innamorati della montagna, della natura e hanno scoperto la bellezza delle cose genuine e naturali. Dalle arrampicate sui Calanques di Marsiglia, alle coste frastagliate e ripide della Sardegna, dal Monte Bianco alle montagne del Cadore, dalle discese sulle dolomiti alle grandi stazioni di sci austriache dove accompagnavamo gruppi di sciatori e di escursionisti.
Ferruccio è sempre stato un figlio della montagna che, dopo averlo partorito, l'ha reclamato in un momento imprevedibile e inaspettato da tutti, per accoglierlo in un abbraccio di gelo e neve profonda, ai margini di questa fredda primavera del giorno 8 di aprile.