21/02/2026
Oggi sarebbe il 50esimo compleanno di Chicco Ravaglia.
1,93 metri di talento, cuore enorme, figlio d’arte e anima pura del basket italiano. Nato a Imola, cresce tra i canestri dell’Andrea Costa, fino a passare giovanissimo alla Virtus Bologna, scelto a soli dodici anni da Ettore Messina. Fin da bambino il suo talento era evidente: tocco elegante, visione di gioco sorprendente, rapidità e furore agonistico. E fuori dal campo? Dinoccolatissimo, pieno di humour, capace di far ridere con un triciclo troppo piccolo o una bici da cross bislacca che pareva una Harley.
Chicco debutta in B1 a Cento, a 18 anni, e conquista tutti con giocate impossibili, canestri che lasciavano senza fiato e un’intelligenza cestistica fuori dal comune. Poi Varese, il ritorno alla Virtus Bologna, un club che dominava l’Europa… ma un brutto infortunio al ginocchio lo tiene lontano dal parquet per quasi due anni. Eppure, chi conosceva Chicco sa che non si arrendeva mai. Firma per Cantù nel 1999 e pian piano torna a splendere, dimostrando che il talento vero non si perde mai.
La sera del 22 dicembre 1999 gioca una partita che resterà nella storia: 23 punti, 4 triple, passaggi illuminanti, il 70% dal campo. Il Pianella esplode, i tifosi cantano: “Chicco è tornato!”.
Ma il destino, crudele, lo aspetta la notte stessa. Sull’autostrada, mentre torna a Imola per Natale, un incidente spezza per sempre la sua vita. A 23 anni, Chicco se ne va, e con lui se ne va un pezzo di basket italiano.
Eppure, la sua presenza non è mai svanita. Ogni tripla, ogni assist, ogni sorriso rimangono impressi nella memoria di chi l’ha conosciuto. Disponibile con tutti, “uno di noi” cantavano i tifosi, e ancora oggi lo striscione con il numero 6 ritirato a Cantù racconta quanto fosse speciale. Chicco era un lampo di genialità, un ragazzo capace di accorciare le distanze tra parquet e tifosi, di far ba***re forte ogni cuore presente in palestra.
Oggi, nel giorno del suo compleanno, ricordiamo non solo il campione, ma l’uomo.
Chiunque abbia giocato con lui, contro di lui, o semplicemente lo abbia visto, porta ancora un pezzo di Chicco dentro di sé.
Come disse Gianmarco Pozzecco: “E come facevi a non volergli bene? Con quel sorriso conquistava tutti.”
E Federico Buffa: “Veri campioni con la classe di Chicco Ravaglia non muoiono mai.”
Buon compleanno, Chicco. 💙
Il tuo talento, la tua grinta, il tuo sorriso e il tuo cuore continuano a brillare, e continueranno a ricordarci che alcune stelle, le più luminose, anche se sembrano essersi spente troppo presto, non smettono mai di illuminare.