La Baganara da Zeno e non solo

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28/08/2019

“Ci sono un calcio di destra e un calcio di sinistra. Il calcio di destra dice che la vita è sofferenza. Richiede sacrifici, bisogna diventare di ferro e vincere con ogni mezzo. Obbedienza e funzionalità: è questo che quelli con il potere vogliono dai giocatori. E’ così che creano ritardati, utili idioti che vanno col sistema”. César Luis Menotti

21/08/2019
Dedicato a Pippo fionda Stanchini la punta n’1 della baganara Bernacci Loris Lorenzo
09/08/2019

Dedicato a Pippo fionda Stanchini la punta n’1 della baganara Bernacci Loris Lorenzo

«Sempre meglio di Inzaghi comunque, perché il suo rito era decisamente più invasivo. Cagava. Cagava tantissimo, e questo di per sé è un bene, il fatto però che la facesse allo stadio, nel nostro spogliatoio, poco prima di giocare, ci rendeva alquanto nervosi. In particolare se lo spogliatoio era piccolo, perché tanta puzza in poco spazio tende a comprimersi. Andava in bagno anche tre o quattro volte nel giro di dieci minuti. “Ragazzi, mi porta bene”. A pestarla mi avevano raccontato, non a produrla o annusarla. “Pippo, a noi no. Ma cos’hai mangiato, un cadavere?”. “I bambini, comunista!” avrebbe urlato Berlusconi, mentre Inzaghi si limitava ad ammettere: “I Plasmon”. In effetti la domanda era mal posta. Lui i Plasmon li mangiava per davvero, tutti i giorni, a tutte le ore, e noi lo sapevamo. Un neonato di quasi quarant’anni. Alla fine ne doveva per forza avanzare due e lasciarli sul fondo della confezione, non uno di più e non uno di meno: “In questo modo la congiuntura astrale sta dalla mia parte”. Il famoso allineamento dei pianeti e dei biscotti. “E per ca**tà, non toccate quei due che restano, altrimenti cambia l’equilibrio”. Intestinale, probabilmente. Abbiamo tentato di rubarglieli in tutti i modi, senza successo. Li custodiva gelosamente, egoista nel passare la palla e nel condividere la merenda: “Lo faccio per il vostro bene, i miei gol vi servono”. Al di là del dessert per poppanti, vigeva una monotonia assoluta anche nella scelta degli altri suoi piatti: pasta in bianco con un pizzico di sugo rosso e bresaola a pranzo, pasta in bianco con un pizzico di sugo rosso e bresaola a cena. Un menu lungo una vita. A tavola si comportava come quando si trovava davanti al portiere avversario: faceva sempre la stessa cosa, senza fantasia ma con il massimo dell’efficacia. Durante i pasti stava seduto ad aspettare che il cameriere gli portasse le pietanze e quasi lo imboccasse, durante le partite che una palla in qualche modo gli carambolasse addosso e finisse in rete».

(Andrea Pirlo)

Compie oggi 46 anni Pippo Inzaghi, e chissà che non festeggerà mangiando qualche plasmon.

12/07/2019

Ma quanto fa paura la preparazione estiva? Il momento in cui riemergono tutti i bagordi delle vacanze, tutti gli strappi alla regola che ci siamo concessi non appena abbiamo terminato l’ultim…

05/06/2019

“I social mi hanno praticamente estromesso dal calcio. È iniziato tutto quando dei ragazzi mi fecero una foto mentre bevevo un calice di vino in condizioni fisiche compromesse, facendomi passare per ubriacone, quando invece soffrivo di un ipotiroidismo che mi ha fatto prendere 10 chili. Ho una vigna e produco vino, sono appassionato, ma ciò non vuol dire che sia un alcolizzato. Prendevo cortisone tutti i giorni, non stavo nemmeno in piedi in quel periodo per il problema alla tiroide, ma questa foto che è girata sui social mi ha ‘etichettato’ come uno che beveva e si ubriacava. Poi hanno iniziato a girare quelle ‘cazzate’ che ho detto in momenti di sana passione, frasi dette perché forse mi immedesimavo troppo nel lavoro che amavo e amo. Hanno creato profili su profili falsi con il mio nome quando io invece non ho mai avuto un profilo social.
La realtà è che sui social non puoi difenderti, è un mondo utile, ma che se vuole ti distrugge. Seguo sempre il calcio e anche se ormai credo sia difficile, spero che un giorno possa tornare a fare ciò che ho sempre amato fare: allenare.”
Alberto Malesani con il cuore in mano raccontava qualche mese fa tutto il suo malessere in una toccante intervista a Sky.
Uno che è partito dal basso prima di arrivare nel grande calcio, lasciando un buon lavoro alla Canon per inseguire un sogno: il sogno di diventare allenatore.
Ha vinto un campionato di serie D con l’Audace San Michele, poi ha vinto uno storico campionato di C1 con il Chievo Verona, iniziando quel percorso che avrebbe portato il piccolo quartiere veronese stabilmente nella massima serie italiana.
Ha portato tre trofei nel Parma e fino a pochi giorni fa, prima che Sarri vincesse l’Europa League con il Chelsea, è stato l’ultimo tecnico italiano ad aver vinto la Coppa UEFA.
Un mister da 600 panchine e più in carriera.
Ma adesso il calcio sembra essersi dimenticato di lui.

Tanti auguri Mister

20/05/2019

22 luglio 2004. Durante un'amichevole tra Roma e Stoke City, un difensore nordirlandese Gerry Taggart, sovrappeso e scoordinato entra con un tackle assurdo su Damiano Tommasi e gli "sbrana" un ginocchio.
La diagnosi dell’infortunio sembra un bollettino di guerra: lesione complessa di tutte le strutture capsulo-legamentose del ginocchio destro, rottura dei menischi interni ed esterni, rottura del crociato anteriore e posteriore, rottura del collaterale mediale, rottura dell'inserzione dei flessori della coscia destra.
In un momento così tragico, Damiano Tommasi dimostra ancora una volta di essere un giocatore "diverso".
Lui è uno con altissimi principi morali e l'idea di guadagnare tanti soldi senza fare nulla non lo fa stare in pace con sé stesso. Allora chiede alla Roma una cosa:

"Mettetemi allo stipendio minimo previsto per legge, 1500 euro, fino a quando non tornerò a giocare".

La riabilitazione durerà 15 mesi ma il ritorno in campo sarà indimenticabile: il 27 novembre 2005, in Roma-Fiorentina, Tommasi torna in campo e segna anche un gol.
La giusta ricompensa per un grande giocatore ed un uomo immenso.
Uno che nel 2001 acquistò un'intera collina in Valpolicella, con una villa, una chiesa del ‘400, più 100 ettari di bosco e 12 vigneti (valore 3 miliardi): diede tutto in gestione ad una comunità locale.
Uno che si faceva consegnare l'incasso delle multe pagate dai compagni di squadra per costruire campi da calcio in Kosovo.
Uno di quegli uomini sempre più rari nel mondo del calcio.
Purtroppo.

Tanti auguri Damiano

My Football Heroes Romanzo Calcistico 2.0

17/05/2019

Oggi vi raccontiamo la storia di un uomo innamorato di questo sport, di alcuni valori che, purtroppo, stanno sempre più scomparendo nel mondo del calcio.
Correva, tanto, e lo faceva nel modo migliore, diventando una pedina fondamentale nella Roma fine anni '90 e primi 2000, vincendo da protagonista il titolo di Campione d'Italia.
Purtroppo nell'estate del 2004, durante un'amichevole di precampionato, subì la rottura del crociato anteriore, del crociato posteriore, del collaterale mediale esterno e interno, dei due menischi, infrazione dei condili e del piatto tibiale.
Un trauma.
Il ritorno all'attività agonistica è difficoltoso, tanto che il giocatore resta fermo per più di una stagione. In seguito, per riconoscenza nei confronti della società giallorossa che lo aveva seguito durante l'infortunio ed aspettato, chiede di rinegoziare il contratto e ne firma uno di un anno al minimo sindacale di 1.500€ al mese, tornando a giocare il 30 ottobre 2005 contro l'Ascoli, subentrando per 20 minuti.
Solo il 27 novembre 2005, a causa dei molti infortuni, Tommasi torna a giocare dal primo minuto: lo fa nel match Roma-Fiorentina dove realizza il gol del momentaneo 1-0 per i giallorossi.
A fine stagione decide di lasciare la squadra giallorossa dopo ben dieci anni, ma non ha mai lasciato il cuore dei tifosi.
Tanti auguri Damiano, ci vorrebbero più Damiano Tommasi nel mondo del calcio.
Ne abbiamo bisogno.

14/05/2019

L’ultima settimana di maggio del 1989 al Libero Liberati di Terni si doveva giocare un amichevole internazionale di lusso tra la Nazionale italiana in preparazione per Italia ’90 e la Seleccion argentina “campeonessa” del mondo in carica dopo Messico ’86,: tutto l’incasso della serata er...

08/05/2019

Ci sono difensori e difensori, e poi c'è IL DIFENSORE.
Perdona loro che ti paragonano ad altri senza averti visto giocare.
Tanti auguri Franco.

06/05/2019

"Vorrei sinceramente ringraziare nessuno dei miei compagni di squadra dato che questo ho vinto è un premio individuale. Siete dei perdenti". Joe Lolley, premiato come miglior giocatore del Nottingham Forrest, la tocca piano su Twitter.

25/04/2019

25 aprile 1995.
Sono già passati 24 anni da quella tragedia.
E noi certamente non ti dimentichiamo.
Andrea sempre con noi.

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