28/06/2022
Incremento della forza o miglioramento della capacità di modulazione?
Questa è la domanda che mi sono fatto tanto tempo fa riflettendo su quale deve essere il compito di uno Strength Coach.
Ero stanco di essere confuso per un allenatore per l’incremento dell’1RM e altrettanto non mi piaceva l’idea che il massimale rappresentasse il termine di valutazione del mio allenamento.
Ho deciso di cambiare paradigma ed effettuare test che indicassero il reale valore di forza che gli atleti avevano, non attraverso il massimale ma attraverso una valutazione isometrica. Analizzando ciò mi sono accorto che c’erano atleti forti che riuscivano a mettere in azione quella forza ed altri, altrettanto forti, che avevano espressioni di forza decisamente minori.
Ho quindi cominciato a lavorare in modo diverso:
chi realizzava un gradiente di forza basso doveva lavorare nella prima fase per l’incremento della qualità.
chi realizzava un gradiente alto di forza doveva lavorare sulla capacità di utilizzare questo suo patrimonio.
Ho cominciato a realizzare programmi di allenamento mirati all’aspetto neuromuscolare che andavano a lavorare sulla capacità di reclutamento e sui tempi di attivazione.
In tutto questo il Velocity Based Training mi è servito molto e, negli anni, ne ho affinato e personalizzato l’utilizzo con parametri di velocità spesso distanti da quelli trovati in letteratura; d’altra parte, si sa che un conto è uno studio e un altro è l’applicazione sul campo.
Se l’argomento ti interessa, continua a seguire i prossimi post in cui continuerò a parlarne.
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