15/06/2026
⚠️Stiamo crescendo una generazione sotto una campana di vetro. E fa male.
Oggi voglio dirla tutta, perché quello che vedo ogni giorno sul campo con i ragazzi non si può ignorare.
Vedo bambini di 8 o 10 anni che non hanno più un briciolo di autostima o di capacità motoria di base. Impacciati, bloccati. Ragazzini che non sanno salire su una sella o allacciarsi la clip del casco da soli, semplicemente perché qualcuno lo ha sempre fatto al posto loro, togliendogli ogni autonomia.
Oggi un bambino si è messo a piangere due volte. Non è caduto. Non si è fatto un graffio. Piangeva perché stava per cadere. Era terrorizzato dalla sola idea del rischio. Poco dopo, lo stesso bambino correva a passo lento, frenato, con il terrore di andare alla velocità naturale a cui un ragazzino dovrebbe correre.
Gli ho dovuto urlare da dietro: "Corri! Corri forte! Corri libero! Vai!".
È un trauma vederli così. Ingabbiati nell'iper-protezionismo, nell'ansia e nell'angoscia costante dei genitori. Le vittime di queste paure sono loro, intrappolati in una campana di vetro che non vedono ma che li soffoca.
Qui da noi non facciamo il "parcheggio per bambini". Nel tempo che passano con me, il mio obiettivo non è solo farli pedalare. Il mio obiettivo è spaccare quella campana. Voglio che siano liberi di vivere le proprie emozioni, di trovarsi davanti a una difficoltà tecnica, di affrontarla, di sbagliare e di impegnarsi per crescere.
E sapete qual è la cosa più assurda? Che basta guardarli negli occhi e dirgli: "Credi in te stesso, vedrai che ce la farai", per vedere la loro espressione cambiare completamente. Rinascono in un secondo.
La MTB non è solo sport, è educazione alla vita e alla gestione del rischio. Se volete che i vostri figli crescano forti, autonomi e sicuri dei propri mezzi, sapete dove trovarci. Altrimenti, è pieno di giostre con la gommapiuma.