Personal Trainer Mauro Crupi

Personal Trainer Mauro Crupi Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Personal Trainer Mauro Crupi, Sport e tempo libero, Via Vittorio Veneto 47, Grottaferrata.

SEDUTE DI ALLENAMENTO PERSONALIZZATO
Composizione corporea, culturismo atletico, preparazione atletico sportiva, preparazione per concorsi, ginnastica posturale e correttiva, ginnastica post parto, ginnastica per la flessibilità.

09/02/2026

👉 Scrivici subito su WhatsApp al 3465041202 prima che i posti vadano a ruba!
​Protocollo "Shape & Tone" Over 50
Specifico per il rimodellamento del corpo femminile durante la menopausa.
​Non è la solita dieta, non è il solito allenamento. È un percorso di 30 giorni focalizzato sul contrastare il rallentamento metabolico e la perdita di tono muscolare sui glutei.
​Investimento per il tuo benessere: 350€
​Disponibilità limitata: Solo 10 partecipanti.

27/12/2025
27/12/2025

Aperti h 24 info 331 348 1526 .

08/08/2025
08/08/2025

Preparazione atletica calcio per info 346 504 1202 .

21/07/2025

Come ogni estate ,daremo dei consigli su come rimanere in forma oggi parleremo di allenamento si o allenamento no nel periodo estivo
Buona lettura
Estate e sport: amici o nemici?
E’ pensiero comune credere che l’attività sportiva in questa stagione sia un tabù. Ma è davvero sconsigliato praticare sport in estate?

“Il nostro corpo si adatta alle temperature esterne. Il suo compito, infatti, è quello di mantenere costante a 37° la temperatura corporea. In caso di calore eccessivo, quindi, il corpo reagisce aumentando la sudorazione: si tratta di un meccanismo di difesa che serve a compensare l’aumento della temperatura corporea. Con queste premesse, dunque, è corretto affermare che praticare sport quando fa caldo non è necessariamente scorretto, sempre prestando attenzione ai necessari accorgimenti e, in linea di massima, occorre alleggerire l’allenamento quando la temperatura esterna supera 28°C”, spiega lo specialista.

In relazione all’intensità e durata dell’allenamento, praticare esercizio fisico in estate implica, in ogni modo, una maggiore perdita di liquidi. Non solo, attraverso l’aumento della sudorazione il corpo perde anche sodio ed elettroliti, che svolgono un ruolo importante nell’assorbimento e scarto delle sostanze nutritive nell’organismo.
Quindi niente scuse e forza con il movimento, smettiano di essere pigri .

Biomeccanica della spalla buona lettura.Analisi della biomeccanica della spalla, il ruolo di scapola, clavicola, omero, ...
07/07/2025

Biomeccanica della spalla buona lettura.
Analisi della biomeccanica della spalla, il ruolo di scapola, clavicola, omero, dei legamenti e
Il movimento del cingolo scapolare implica una reciproca coordinazione tra le articolazioni sternoclavicolare, acromioclavicolare, gleno-omerale e scapolotoracica, gestita dall'azione di circa 30 muscoli.

Disarticolando la scapola, è stato osservato che l'articolazione sternoclavicolare può compiere movimenti di elevazione, depressione, protrusione, retrazione e rotazione in alto e basso.
Ad arto integro, il movimento è però limitato dalla connessione con la scapola e dal complesso capsulo-legamentoso.

La traslazione inferiore della clavicola è contrastata prevalentemente dall'azione del lagamento interclavicolare e della capsula posteriore, mentre quella superiore è contrastata dall'articolazione costoclavicolare.
La traslazione anteriore è invece limitata dalla capsula anteriore e dai legamenti interclavicolare e sternoclavicolare posteriore; quella posteriore, dall'azione dei legamenti capsulari inferiori e dei legamenti costoclavicolare e sternoclavicolare anteriore.
La rotazione verso il basso e l'alto della clavicola è limitata a 10° e 45°. A frenare le due rotazioni intervengono i legamenti capsulari.
L'articolazione acromioclavicolare compie un movimento di rotazione anteroposteriore della clavicola sulla scapola, rotazione superoinferiore e rotazione assiale anteriore e posteriore.

Fukuda et al. hanno dimostrato che lievi spostamenti sono contrastati da:

Legamento acromioclavicolare (45%)
Legamento conoide (35%)
Legamento trapezoide (16%)
Gli ampi spostamenti sono limitati prevalentemente da:

Legamento conoide (70%)
Legamento trapezoide (18%)
Legamento acromioclavicolare (12%)
Quando la spalla è flessa o abdotta di 130°, la clavicola si innalza di circa 30°; inoltre, durante i primi 40° di flessione/abduzione, la clavicola ruota per circa 10°, un'ulteriore rotazione di 15° si verifica nell'arco di movimento compreso tra 130° e 180° di flessione/abduzione.
Tali dati sono stati criticati da Rockwood e Green che hanno osservato una rotazione massima della clavicola di 10° e hanno attribuito all'articolazione sternoclavicolare i restanti 30° di rotazione assiale. Essi hanno inoltre fatto rilevare che la fissazione della clavicola alla coracoide con una vite limita solo di pochi gradi il movimento di flessione della spalla.

La mobilità della spalla è superiore a quella delle altre articolazioni
Studi cinesiologici hanno rilevato che l'arco di movimento in flessione è compreso tra 0° e 180°; quello di intra/extrarotazione è di circa 155°; infine, quello di rotazione anteroposteriore sul piano orizzontale è di circa 170°.
La possibilità di una così ampia escursione articolare è data dal movimento sincrono dell'articolazione gleno-omerale e scapolo-toracica.

Il movimento che ha suscitato il maggiore interesse scientifico è stato quello della flessione del braccio per il coinvolgimento contemporaneo dell'articolazione gleno-omerale e della scapolo-toracica (ritmo scapolo-omerale).

Bergmann ha riassunto i dati ottenuti da studi effettuati in oltre mezzo secolo e riguardanti il rapporto di movimento gleno-omerale/scapolo-toracico.
Durante i primi 30° di flessione, il rapporto è variabile e va da 4: 1 a 7: 1.
Gli ultimi 60° di movimento si verificano con un paritario impegno in gradi tra le due articolazioni. Il rapporto complessivo durante l'intero arco di movimento è di circa 2: 1.

In uno studio cinesiologico, è stato osservato che durante i primi 90° di flessione del braccio, la scapola ruota verso l'alto ed anteriormente; con il proseguire della flessione, la scapola ruota posteriormente di circa 15°.
La stabilità articolare della gleno-omerale è data dalle caratteristiche morfologiche e morfometriche della testa omerale e della glenoide e dall'azione di quelli che comunemente vengono chiamati stabilizzatori statici e dinamici.
Il concetto di instabilità dovuto ad una modificazione della reciproca versione gleno-omerale è attualmente desueto; a meno che la deformità della testa omerale, quale esito di una frattura, o di una ipoplasia congenita della glena, non alterino marcatamente il rapporto articolare.
La superficie articolare glenoidea corrisponde a circa un quarto di quella omerale; diventa però di un terzo se si considera il cercine glenoideo. Sebbene il cercine aumenti la profondità della glena e di conseguenza innalzi il tetto che la testa omerale deve superare per sublussarsi, ancora oggi si discute se considerare il cercine uno stabilizzatore statico o una struttura anatomica che dà inserzione ai legamenti gleno-omerali, di cui è comprovata la funzione stabilizzante.

La lesione del cercine, conseguente ad una lussazione, annulla l'effetto suzione dato dalla pressione negativa vigente all'interno della capsula articolare integra. Questo effetto stabilizzatore è risultato particolarmente efficace quando l'arto è a riposo ed i muscoli rilassati.
In misura minore, la stabilità è anche data dall'effetto coesione dovuta all'interposizione del liquido sinoviale tra le superfici articolari.

I muscoli della cuffia dei rotatori stabilizzano l'articolazione gleno-omerale poiché le loro linee di azione centrano la testa omerale nella glenoide e perché dinamizzano i legamenti gleno-omerali dato che la loro inserzione distale è a ridosso della capsula articolare. L'azione stabilizzatrice è coordinata da informazioni propriocettive fornite da terminazioni nervose poste sulla capsula e sui legamenti gleno-omerali.

Il reciproco contatto tra la testa omerale e la glenoide è garantito anche dal "ritmo scapolo-omerale". Lesioni nervose che provocano una paralisi del dentato anteriore o del trapezio causano un posizionamento "alato" delle scapole ed una conseguente anomala disposizione spaziale della glenoide.

I legamenti gleno-omerali rappresentano gli stabilizzatori statici dell'articolazione gleno-omerale. Recenti studi hanno dimostrato come queste strutture possano adattarsi a sollecitazioni meccaniche marcate e ripetute, aumentando il loro spessore e la loro resistenza.

Un altro stabilizzatore statico è il legamento coracoacromiale. Questo viene spesso sacrificato nel corso di interventi di acromioplastica, effettuata in caso di attrito sottoacromiale, ritenendo che il suo contatto con la testa omerale, in uno spazio ristretto, provochi dolore.
Oggi sappiamo che il contatto si verifica anche in spalle con spazio acromio-omerale sufficientemente ampio e con aree della cuffia non direttamente coinvolte nella sindrome d'attrito.
Ciò spinge alcuni chirurghi a ripararlo in caso di resezione accidentale od a reinserirlo se l'intervento necessita di un suo momentaneo distacco.
Inoltre, il legamento è risultato essere un valido ostacolo alla migrazione prossimale della testa omerale, o della componente omerale protesica, nei casi di rottura massiva della cuffia.
Pt .MC

07/07/2025

Spesso in palestra sento clienti che hanno problematiche alle spalle ,per aiutare a comprendere meglio la struttura,di questa delicata articolazioni,ne parlerò qui ,seguiteci .

♦️Il Grande Inganno: Quando 99 Personal Trainer Non Fanno un AtletaCompetenza, incompetenza o ignoranza in materia… viag...
01/07/2025

♦️Il Grande Inganno: Quando 99 Personal Trainer Non Fanno un Atleta

Competenza, incompetenza o ignoranza in materia… viaggio nelle strutture sportive alla ricerca del vero professionista.

📍C’è una statistica spietata che aleggia nel mondo del fitness come un fantasma nelle palestre: mentre un solo atleta si allena seriamente, novantanove persone hanno deciso di diventare personal trainer. È come se in una cucina stellata ci fossero novantanove chef che insegnano a cucinare e un solo cuoco che effettivamente sa preparare un piatto commestibile.
Il risultato? Un panorama desolante in cui la tecnica corretta è diventata un’arte perduta, dove l’esecuzione precisa è stata sostituita da un teatrino di movimenti approssimativi che farebbero inorridire qualsiasi biomeccanico che si rispetti.

📍La Tragedia delle Articolazioni

Entrate in una palestra qualunque e osservate: squat che sembbrerebbero più adatti a una danza folkloristica, affondi che ricordano il primo tentativo di un bambino di camminare sui tacchi, piegamenti sulle braccia che trasformano una spalla in un cantiere edile perennemente in costruzione.
Il problema non è nell’intenzione, che spesso è nobile, ma nell’esecuzione. Ogni movimento scorretto, ogni angolo sbagliato, ogni accelerazione mal controllata trasforma quello che dovrebbe essere un dialogo armonioso tra muscolo e resistenza in un urlo disperato dei nostri capi tendinei.

📍Con quasi 300.000 infortuni sportivi documentati ogni anno solo negli accessi al pronto soccorso, e le lesioni muscolari che rappresentano tra il 10 e il 55% di tutti i traumi sportivi, ci troviamo di fronte a un’epidemia silenziosa che ha trasformato le nostre palestre in fabbriche di micro-traumi.

📍L’Anatomia dell’Errore
I tendini costituiscono l’anello debole della catena osso-tendine-muscolo perché presentano una bassa capacità di adattamento all’allenamento. Eppure, paradossalmente, sono proprio loro che paghiamo il prezzo più alto quando l’esecuzione è scorretta.
Immaginate i tendini come le corde di un violino: sono progettati per vibrare in armonia, per trasmettere la forza dal muscolo all’osso con eleganza e precisione. Ma cosa accade quando invece li suona qualcuno che ha appena scoperto l’esistenza dello strumento? Si spezzano, si infiammano, gridano dolore.
Il principio biomeccanico è cristallino: la crescita e lo sviluppo muscolare avvengono primariamente nel ventre muscolare, quella porzione carnosa compresa tra origine e inserzione. È lì che dobbiamo concentrare il lavoro, è lì che dobbiamo dirigere lo stimolo allenante.

📍La fisiologia dell’allenamento ci insegna che l’adattamento muscolare è un processo raffinato, quasi aristocratico nella sua precisione. Il muscolo cresce quando viene sottoposto a uno stress controllato, quando viene invitato gentilmente a superare i propri limiti attraverso contrazioni pulite e movimenti biomeccanicamente corretti.
Ma nella realtà delle palestre moderne, questa scienza elegante viene violentata quotidianamente. Vediamo carichi eccessivi mossi con compensazioni grottesche, velocità di esecuzione che farebbero impallidire un pugile, range di movimento che sembrano inventati da qualcuno che non ha mai visto un’articolazione umana.

📍Il Paradosso della Perfezione Imperfetta
E qui arriviamo al cuore del problema: la pratica, infatti, rende perfetti. Ma solo se l’esecuzione è perfetta. È un paradosso che fa sorridere quanto spaventa: ogni ripetizione sbagliata non è solo tempo perso, è un mattone in più nel muro che ci separa dal vero progresso.
Ogni squat mal eseguito insegna al nostro sistema nervoso un pattern motorio scorretto. Ogni piegamento sulle braccia impreciso programma le nostre spalle per il fallimento. Ogni movimento approssimativo è come scrivere una lettera d’amore con errori di grammatica: il messaggio si perde, l’intenzione si tradisce.

📍La Rivoluzione del Dettaglio
La vera rivoluzione nel mondo dell’allenamento non arriverà da nuovi attrezzi miracolosi o da tecnologie fantascientifiche. Arriverà dal ritorno all’essenziale: la comprensione profonda della biomeccanica umana, il rispetto per i principi fisiologici, l’umiltà di ammettere che prima di insegnare bisogna imparare.
Significa smettere di considerare il personal training come una professione improvvisata e iniziare a trattarla come quello che dovrebbe essere: una scienza applicata che richiede studio, competenza, e soprattutto la capacità di distinguere tra ciò che appare efficace e ciò che è realmente funzionale.

📍Un movimento perfetto è come una frase ben scritta: ogni parola ha il suo posto, ogni pausa il suo significato, ogni accento la sua ragione d’essere. Quando osserviamo un atleta vero allenarsi, quello che vediamo non è solo forza o resistenza: è poesia biomeccanica, è l’arte del controllo motorio elevata alla sua massima espressione.
Il ventre muscolare che si contrae nel momento giusto, l’articolazione che si muove nel range ottimale, il tendine che trasmette la forza senza subire stress eccessivi: questo è l’allenamento come dovrebbe essere. Questo è quello per cui il nostro corpo è stato progettato.

📍Conclusione
È tempo di smettere di accontentarsi. È tempo di pretendere che chi insegna sappia davvero quello che sta facendo. È tempo di trasformare le nostre palestre da luoghi di approssimazione a templi della precisione biomeccanica.
Perché alla fine, la differenza tra progresso e regresso, tra salute e infortunio, tra risultato e frustrazione, spesso si misura in millimetri di esecuzione, in gradi di angolazione, in secondi di controllo.
La perfezione non è un lusso: è una necessità fisiologica.
“Nel mondo dell’allenamento, come in quello dell’orologeria svizzera, sono i dettagli a fare la differenza tra un capolavoro e un oggetto che segna l’ora sbagliata.”
Nicola Camera

Vuoi dei glutei sodi e senza inestetismi, contattaci per una prova gratuita.
23/06/2025

Vuoi dei glutei sodi e senza inestetismi, contattaci per una prova gratuita.

Chi l ha detto che l 'estate non si può migliorare,per abbiamo ideato percorsi personalizzati,e vantaggi economici, iniz...
30/05/2025

Chi l ha detto che l 'estate non si può migliorare,per abbiamo ideato percorsi personalizzati,e vantaggi economici, inizia subito,a star meglio.
Info .331 3481526

08/09/2024

Solo in questo week ci sono 30 pro in più dai 70 kg in su.......,

Indirizzo

Via Vittorio Veneto 47
Grottaferrata
00046

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 21:00
Martedì 09:00 - 21:00
Mercoledì 09:00 - 21:00
Giovedì 09:00 - 21:00
Venerdì 09:00 - 21:00
Sabato 09:00 - 21:00

Telefono

+393313481526

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Personal Trainer Mauro Crupi pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Personal Trainer Mauro Crupi:

Condividi