04/06/2026
Iscrizione in Serie C, liberatorie e scadenze: cosa dice davvero il regolamento
Da qualche giorno, attorno all'iscrizione al prossimo campionato di Serie C, si rincorrono voci, interpretazioni e soprattutto sentenze emesse con sorprendente anticipo. Secondo alcuni, infatti, la partita sarebbe già chiusa: se una società non ha pagato tutti i tesserati entro il 31 maggio, non può iscriversi. Fine della discussione. Peccato che il regolamento FIGC dica qualcosa di più articolato. Per questo siamo andati a leggere direttamente il Manuale delle Licenze Nazionali 2026/2027, evitando il solito passaparola da social network o da bar sport.
Il termine del 16 giugno
Le società neopromosse dalla Serie D devono presentare entro il 16 giugno 2026 la domanda di ammissione al campionato di Serie C e la documentazione prevista dal Manuale Licenze. Tra gli adempimenti figurano anche le dichiarazioni liberatorie attestanti l'inesistenza di debiti nei confronti dei tesserati, della FIGC, delle Leghe e delle società affiliate. Fin qui nulla di nuovo.
Il nodo del 31 maggio
La discussione nasce dal fatto che il regolamento richiama le liberatorie riferite alla situazione debitoria al 31 maggio 2026. Da qui è nata la convinzione che il 31 maggio rappresenti una sorta di "giorno del giudizio" oltre il quale non sia più possibile regolarizzare alcuna posizione. Ma il Manuale non si ferma qui.
Le liberatorie al 30 giugno
Lo stesso impianto normativo prevede infatti anche le dichiarazioni liberatorie riferite al 30 giugno 2026. Non si tratta di un'interpretazione, ma di una previsione espressamente contenuta nelle Licenze Nazionali. Ed è proprio questo passaggio a rendere molto meno scontate alcune certezze che in questi giorni vengono sbandierate come verità assolute.
La questione fideiussione
C'è poi un altro elemento spesso ignorato.
La normativa prevede infatti due differenti livelli di garanzia:
- fideiussione da 700.000 euro in presenza delle liberatorie riferite al 31 maggio 2026;
- fideiussione ridotta a 350.000 euro in presenza delle liberatorie riferite al 30 giugno 2026.
A prima vista potrebbe sembrare una contraddizione. In realtà il meccanismo risponde a una logica ben precisa.
Le liberatorie al 31 maggio attestano infatti l'assenza di debiti fino a quella data, ma lasciano ancora aperta la questione relativa alle competenze maturate nel mese di giugno e agli eventuali premi da corrispondere ai tesserati.
Le liberatorie al 30 giugno, invece, certificano una situazione economica ulteriormente aggiornata e comprendono anche le spettanze maturate nell'ultimo mese della stagione sportiva, oltre agli eventuali premi previsti.
È proprio per questo motivo che il regolamento consente una riduzione della garanzia richiesta: non perché venga premiato chi paga più tardi, ma perché viene documentata una situazione debitoria più avanzata e completa.
Resta comunque fermo un principio fondamentale: la data del 16 giugno mantiene la propria centralità nel procedimento di iscrizione, poiché rappresenta il termine perentorio entro il quale devono essere presentati la domanda e gli adempimenti previsti dal Manuale Licenze.
La scadenza del 3 agosto
C'è di più. Le società neopromosse devono depositare entro il 3 agosto 2026 le dichiarazioni liberatorie riferite al 30 giugno, qualora non siano già state prodotte in precedenza. Una previsione che esiste, è scritta nero su bianco e che fa parte integrante del procedimento previsto dalla FIGC.
E se non vengono depositate?
Anche qui il regolamento è chiaro. Il mancato deposito delle liberatorie al 30 giugno entro il termine del 3 agosto non determina automaticamente l'esclusione dal campionato. La sanzione prevista è una penalizzazione di 2 punti da scontare nel campionato di Serie C 2026/2027. Un ulteriore elemento che dimostra come il sistema delle Licenze Nazionali sia molto più articolato rispetto alle semplificazioni che si leggono in questi giorni.
Tradotto in parole semplici
Questo significa che una società sia certamente iscritta? No.
Questo significa che una società possa ignorare le scadenze? Nemmeno.
Significa però che sostenere oggi, a prescindere da quali documenti verranno prodotti e da quali verifiche verranno effettuate dagli organi federali, che una società sia già fuori dai giochi semplicemente perché al 31 maggio non avrebbe completato tutti i pagamenti, è un'affermazione che trova più fondamento nelle opinioni personali che nel testo del regolamento. E quando si parla di norme federali, tra ciò che si pensa e ciò che è scritto esiste una differenza enorme. La prima appartiene alle chiacchiere. La seconda, fortunatamente, continua a chiamarsi regolamento.
Manuel Pifferi