18/08/2026
Il 29 gennaio 2025 avevo pubblicato qui una domanda:
“Organizzazione nei diving: quanto documentiamo davvero?”
Osservavo che nei diving vengono svolte molte attività — controlli, manutenzioni, organizzazione delle immersioni, briefing — ma che non sempre ne rimane una traccia scritta.
Allora ne parlavo soprattutto come questione di organizzazione e di metodo.
Oggi il Capo III della Legge 7 maggio 2026, n. 70 introduce espressamente alcuni obblighi documentali: il registro relativo al collaudo e alla manutenzione delle attrezzature, il registro delle immersioni e il libretto delle immersioni con le informazioni previste dalla legge.
Non tutto ciò che sarebbe utile documentare è diventato obbligatorio. Tuttavia, rispetto a gennaio 2025, il quadro è cambiato: la tracciabilità non è più soltanto una scelta organizzativa del diving.
A questo punto mi interessa soprattutto il parere di chi dovrà applicare concretamente queste disposizioni:
il registro delle immersioni, così come previsto dalla legge, può diventare uno strumento realmente utile oppure rischia di essere vissuto soltanto come un ulteriore adempimento?
E quali difficoltà pratiche vedete nella sua gestione quotidiana?
Proviamo, se possibile, a ragionare sul testo concreto della legge e sull’esperienza reale dei diving.
📷 Foto: Juanma Clemente-Alloza / Unsplash