11/06/2026
TROPPI SENTIERI DEVASTATI DA VANDALI A DUE RUOTE
L’articolo, pubblicato sul quotidiano Notizia Oggi dell’11 giugno e firmato da Ferruccio Baravelli, accende i riflettori su una problematica sempre più critica che colpisce l'alta Valsesia: il degrado ambientale causato dal passaggio abusivo di moto da cross ed enduro sui sentieri montani.
L'autore lancia un accorato appello alle autorità, in particolare alla Forestale e alle Guardie Provinciali, affinché intervengano con severità per fermare quello che definisce un vero e proprio "atto di vandalismo".
Baravelli sottolinea il profondo contrasto tra il duro lavoro dei volontari (appartenenti a sezioni del CAI, associazioni private o gruppi locali come ISENTIERIDEIGATTI-mtb- 🐱 di Gattinara, Egravityteam Serravalle Sesia di Serravalle e i G.S. Alpini), che dedicano il proprio tempo libero a ripristinare i tracciati danneggiati dalle intemperie, e la noncuranza di chi, in pochi secondi, distrugge tale operato con "ruote tassellate e motori imballati".
Questa situazione non rappresenta più solo un problema di maleducazione, ma una devastazione ambientale e sociale che mette a rischio l'incolumità di escursionisti a piedi e ciclisti.
Il fenomeno ha assunto proporzioni internazionali: l'autore descrive "carovane del fango" provenienti dal Nord Europa, con furgoni carichi di moto che giungono in valle attratti da una percepita impunità e guidati da accompagnatori locali compiacenti.
A peggiorare lo scenario vi è una normativa ritenuta ormai obsoleta, la Legge Regionale del Piemonte n. 32 del 1982, che VIETA l'uso di veicoli a motore sui sentieri ma equipara, erroneamente, il crossismo distruttivo alla pratica del trial, che secondo Baravelli ha invece un impatto differente.
Citando il caso positivo della Val Grande, dove l’intervento coordinato di Carabinieri Forestali e Guardie Provinciali ha ristabilito l’ordine tramite controlli e sequestri, il giornalista auspica che lo stesso modello venga applicato in Valsesia.
L'obiettivo finale è tutelare il territorio prima che i volontari si arrendano, ribadendo che i crossisti intenzionati a correre devono usufruire esclusivamente di piste e percorsi dedicati.
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