14/04/2026
Sul campo di Sedegliano, che quella sera parve più un campo di guerra che un terreno di gioco, si schierarono due eserciti destinati a scontrarsi fino all’ultima stilla di energia.
Da una parte gli Atti Impuri, arroccati nella loro fortezza, consapevoli che una vittoria avrebbe garantito loro la sopravvivenza. Dall’altra gli Amatori Gonàrs, logori, stanchi, decimati, ma ancora in piedi. Undici uomini appena, senza un vero guardiano tra i pali, con Max Fabbro costretto a indossare l’armatura del portiere, e senza il loro condottiero a guidarli. I corpi appesantiti dalle fatiche e dai bagordi della Festa di Primavera, ma lo spirito… quello no, non era domo.
Al primo squillo di battaglia, il Gonàrs si lanciò all’assalto. Gjelso avanzò tra le linee nemiche e scagliò il primo colpo, ma il portiere avversario respinse. E come spesso accade in guerra, a un attacco fallito seguì una punizione immediata: gli Atti Impuri contrattaccarono, e con un tiro preciso colpirono al cuore. 1-0.
Il Gonàrs vacillò.
Un secondo affondo degli avversari rischiò di essere letale, ma Fabbro, eroe improvvisato, si oppose con un intervento disperato, salvando i suoi dalla capitolazione. Da quel momento, però, gli uomini di Gonàrs serrarono i ranghi.
Iniziò l’assedio.
Sant, Pinzani e Zorzenon guidarono le offensive, colpendo ripetutamente le difese nemiche, ma le mura resistevano. Il primo tempo si chiuse con il Gonàrs ancora sotto, ma tutt’altro che sconfitto.
Durante la pausa, lontano dal fragore dello scontro, Tafuro parlò ai suoi come un generale prima dell’ultima carica. Cambiò lo schieramento, riaccese gli animi e fece una promessa semplice ma potente: una grigliata per i vincitori. E fu come versare fuoco nelle vene.
Quando la battaglia riprese, il Gonàrs tornò in campo trasformato.
Pinzani, con la lucidità di un comandante, scagliò un lancio perfetto oltre le linee. Pardini lo raccolse e, trovatosi solo davanti al nemico, non tremò: colpì e trafisse. 1-1.
Il pareggio fu come un urlo di guerra.
La stanchezza divenne irrilevante, il dolore svanì. Restava solo la volontà. Beltrame e Ciotti si eressero come scudi invalicabili. Gjelso e Chiarandini correvano senza sosta, guerrieri instancabili. Sulle ali, Pardini e Zorzenon affondavano come lame, mentre Basello, Pinzani e Del Sal tessero trame di gioco come strateghi sul campo. Sant sfiorò più volte il colpo decisivo, ma il destino attendeva.
E poi, l’attimo.
A dieci minuti dalla fine, Zorzenon sfondò sulla destra con furia incontenibile. Superò l’ultima linea e scagliò il pallone al centro dell’area. Lì, come un predatore in agguato, Sant colpì. La rete si gonfiò. 2-1.
Il colpo mortale.
Gli Atti Impuri tentarono l’ultimo disperato assalto, ma il Gonàrs non arretrò. Zorzenon trovò ancora la forza per due cavalcate, mentre Chiarandini compì una chiusura eroica, strappando via un gol già scritto e salvando il risultato.
Poi, il silenzio.
Il fischio finale sancì la fine della battaglia.
Gli Amatori Gonàrs, stremati ma vittoriosi, lasciarono il campo come guerrieri sopravvissuti a una guerra impossibile. Non fu solo una vittoria: fu conquista, resistenza, fratellanza.
Fu una battaglia vinta con il cuore 💙🖤