10/09/2026
📖Rileggere con occhi nuovi ciò che pensavo di conoscere
Appena è uscito, ho comprato il libro scritto dalla mia amica, insegnante e formatrice Deborah Deepa Sgueglia , dedicato allo stile di Yoga che lei stessa ha creato.
E poi?
Poi il libro è rimasto lì.
Sul tavolino vicino al divano. Pronto per essere letto, ma in realtà soltanto sfogliato di tanto in tanto.
Forse perché, in qualche modo, avevo la sensazione di conoscerlo già.
Ho avuto la fortuna di essere al fianco di Deborah durante la sua stesura, di vederlo nascere passo dopo passo e, soprattutto, conosco bene la pratica che racconta, perché ho potuto studiarla e viverla direttamente con lei durante la mia formazione.
Così, paradossalmente, proprio quella familiarità non mi aveva mai spinta a leggerlo davvero.
Poi qualche giorno fa l'ho ripreso in mano.
E questa volta ho provato a fare una cosa diversa: sfogliarlo come se parlasse di qualcosa che non conoscevo.
Ed è stato bellissimo. 🌿
Pagina dopo pagina sono rientrata nel mondo degli insegnamenti che Deborah ci ha trasmesso durante la formazione, ma li ho incontrati con uno sguardo nuovo.
Perché questo libro non racconta soltanto uno stile di Yoga.
Ripercorre alcuni dei principi fondamentali dello Yoga e li intreccia con fisiologia, anatomia e Ayurveda, offrendo una visione ampia della pratica e della persona.
Ma soprattutto mi sono soffermata nuovamente sulla parte dedicata allo stile creato da Deborah.
Ed è lì che sono nati i pensieri che oggi voglio condividere con voi.
🪷 Sthira e Sukha.
Stabilità e agio.
Due parole che racchiudono un principio essenziale dello Yoga e che, per me, aiutano a comprendere profondamente il senso di questa pratica.
Non cercare di costringere il corpo dentro una forma.
Non rincorrere la posizione perfetta.
Non trasformare lo Yoga in una prestazione.
Cercare invece quella condizione nella quale possiamo essere presenti, stabili, ma anche comodi e rispettosi di ciò che siamo in quel preciso momento.
Ed è proprio da qui che parte lo stile creato da Deborah.
Una pratica pensata per essere accessibile, capace di adattarsi alle persone e non di chiedere alle persone di adattarsi allo Yoga.
Tiene conto dei ritmi circadiani del corpo, accoglie alcuni principi dell'Ayurveda e prevede l'utilizzo dei supporti affinché la pratica possa realmente diventare alla portata di persone diverse, con corpi, possibilità ed esigenze differenti.
Perché ogni tanto vale la pena ricordarcelo:
lo Yoga non è performance.
Non è riuscire a fare la posizione più difficile.
È stare nello Yoga.
È ascoltare.
È respirare.
È rispettare il proprio corpo.
È, poco alla volta, essere Yoga.
E c'è un altro aspetto che trovo particolarmente interessante: Deborah ha pensato la pratica anche in relazione ai diversi momenti della giornata.
Esiste una proposta adatta alle prime ore del mattino e una pratica pensata per la sera.
Perché il nostro corpo non è uguale al mattino e alla sera.
Ha ritmi, energie e necessità differenti. E forse praticare Yoga significa anche imparare ad ascoltare questi cambiamenti, invece di chiedere sempre al corpo la stessa cosa.
Oggi, dopo aver ripreso quel libro che credevo di conoscere già, mi ritrovo quindi a fare una cosa molto semplice: consigliarvi di leggerlo.
Io ho avuto il privilegio di studiare questo metodo direttamente con la sua creatrice, ma ritrovarlo sulla carta mi ha permesso di osservarlo da un'altra prospettiva e di comprenderne ancora meglio alcuni aspetti.
E il libro ha un grande pregio: è chiaro, concreto e accompagna il lettore dentro la pratica passo dopo passo, offrendo strumenti preziosi anche a chi desidera approfondirla dal punto di vista dell'insegnamento.
Ma forse ciò che arriva più forte, almeno a me, è qualcosa che va oltre il metodo.
Dietro quelle pagine c'è una persona che vive realmente lo Yoga e i suoi principi a 360 gradi.
E quando un insegnamento non viene soltanto studiato, ma vissuto, credo che si senta.
Si sente nelle parole.
Si sente nella pratica.
E, qualche volta, si sente persino nel modo in cui quelle parole riescono a raggiungerci.
Forse è proprio questo il regalo più grande di questo libro: ricordarci che lo Yoga non è qualcosa da aggiungere alla nostra vita, ma un modo più consapevole di abitarla, ascoltarla e attraversarla.
Per questo, se sentite il desiderio di avvicinarvi a una pratica più rispettosa, accessibile e autentica, vi consiglio di lasciarvi accompagnare da queste pagine.
Io, questa volta, non l'ho soltanto sfogliato.
L'ho incontrato davvero.
Marzia 🌻✨