14/09/2026
La rubrica del lunedì - Storie di tennis
La rinascita di Naomi Osaka
Ci sono momenti nella vita in cui sembra impossibile capire come si possa cadere proprio quando si è arrivati più in alto.
Naomi Osaka aveva conquistato il mondo. Aveva vinto gli Slam, raggiunto il numero uno del mondo, acceso il braciere olimpico. Eppure, dietro quei trofei e quei riflettori, qualcosa dentro di lei faceva sempre più fatica a respirare.
Perché la vita non segue mai una linea retta.
Puoi essere sul tetto del mondo e, nello stesso tempo, sentirti smarrito. Puoi avere tutto ciò che gli altri sognano e non avere, in quel momento, la forza di sorridere.
E allora forse il vero coraggio non è non cadere mai.
È avere la forza di fermarsi. Di ascoltarsi. Di accettare le proprie fragilità senza vergognarsene.
E poi, un giorno, ricominciare.
Non necessariamente da dove ci si era fermati.
Ma da un posto nuovo, più consapevole, più vero.
La storia di Naomi Osaka è anche questo: la dimostrazione che a volte bisogna perdere l’equilibrio per imparare un modo diverso di stare in piedi.
Perché nella vita non conta soltanto quanto in alto riesci ad arrivare.
Conta anche quante volte, dopo essere caduto, trovi il coraggio di rialzarti!
Le tappe della carriera della giapponese che, superati i problemi di natura depressiva e un periodo di stop per la maternità, nel 2025 si è ripresa la Top-15 del ranking mondiale e ora sogna di tornare a dire la sua negli Slam