15/09/2026
Gianfranco Monteleone è il 4° master 5 al mondo ai Mondiali 2026, a soli due minuti dal podio. Firma una prestazione che lo annovera tra i migliori quaranta master del mondo.
E mentre lo scriviamo, il fiato si spezza. Perché questo risultato non è una semplice posizione in classifica: è la prova concreta di una strada fatta di sacrifici, di ostinazione, di amore puro per questo sport.
Questo quarto posto nasce nelle mattine gelide, nelle ore rubate al riposo, nelle salite che bruciano e insegnano.
Nasce nella forza di una squadra che ha costruito ogni centimetro di questo percorso con pazienza, con dedizione, con quella ostinazione che solo chi vive davvero il ciclismo può capire.
Ma soprattutto nasce negli occhi dei bambini che lo tifano.
Quegli occhi che si illuminano quando lui passa, che lo guardano come si guarda un eroe, che credono in lui con una purezza che nessun adulto può imitare.
Sono loro che hanno trasformato ogni fatica in un motivo per andare avanti, ogni dubbio in un “Vai Gianfranco!” gridato con tutta l’anima.
Sono loro che oggi, vedendolo arrivare tra i migliori del mondo, capiscono che la grandezza non è solo un podio: è il coraggio di provarci, di non mollare, di arrivare fin dove il cuore ti porta.
Oggi Gianfranco non ha solo chiuso quarto.
Oggi ha insegnato.
Ha mostrato ai bambini che lo seguono che la storia non la scrive solo chi sale sul podio, ma anche chi lotta fino all’ultimo metro, chi non si arrende, chi continua a credere nei propri sogni anche quando sembrano lontani due minuti.
E mentre lui taglia il traguardo mondiale, noi sappiamo una cosa:
che dentro quel risultato ci sono le sue lacrime, le nostre, e quelle dei bambini che lo hanno sempre visto per ciò che è davvero.
Un esempio. Un uomo che ispira. Un atleta che ha trasformato la fatica in un messaggio di forza.
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