10/02/2026
Lo sport insegna a non essere violenti, A volte il problema Γ¨ che ci sono dei tecnici che non insegnano le regole, ma al contrario, pur di vincere insegnano la violenza e il non rispetto dell'avversario.
Chi mi conosce lo sa: non amo la violenza. Non la sopporto nelle parole, nei gesti e, men che meno, nello sport. Per me la boxe Γ¨ sempre stata una disciplina difficile da concepire, qualcosa di troppo lontano dal mio modo di intendere il rispetto per il corpo e per lβaltro.
βEppure, ieri ero lΓ¬. Seduta a bordo ring, con il cuore in gola.
ββTutto Γ¨ iniziato in classe. Tra un compito e l'altro, questo mio alunno mi raccontava della sua passione. Vedeva la mia smorfia di disappunto e, con una maturitΓ che mi ha spiazzata, cerca di spiegarmi: "Maestra, la boxe Γ¨ disciplina. Fuori da qui, io non colpirei mai nessuno".
βMi ha invitata al suo primo incontro. E io, nonostante i miei pregiudizi, ho detto di sΓ¬. PerchΓ© la scuola non Γ¨ solo libri; la scuola Γ¨ relazione.
βNon ho visto solo "pugni", ho visto la tensione pulita di chi sa di aver lavorato s**o, l'impegno nei mesi di allenamento che traspariva da ogni movimento e l 'emozione pura negli occhi di un bambino che cerca lo sguardo di chi stima.
βSono stati due minuti in cui ho letteralmente smesso di respirare. Ma quando l'arbitro ha alzato il suo braccio in segno di vittoria, non ho festeggiato il "colpo vincente". Ho festeggiato la sua dedizione. βSpesso pensiamo che noi maestre dobbiamo avere tutte le risposte e veritΓ assolute. Ma la veritΓ Γ¨ che la scuola Γ¨ vita. E la vita ci chiede di restare aperti.
βHo imparato che si puΓ² non amare uno sport, ma si deve amare l'impegno che un ragazzino ci mette. Ho capito che un rapporto costruito sulla fiducia puΓ² far cadere anche il muro del pregiudizio piΓΉ solido. Il mio alunno ha vinto sul ring, ma io ho vinto una lezione di umiltΓ : per educare davvero, bisogna essere disposti a farsi cambiare...anche dai propri alunni.