21/10/2020
I lati incerti del Dpcm riguardano soprattutto palestre, piscine, ma anche le scuole di danza, che spesso sono difficilmente inquadrabili in una categoria sportiva ben precisa. Conte, in questo senso, è stato chiaro: “In alcuni casi sono garantite misure sicurezza e in altri no. Daremo una settimana per adeguare protocolli di sicurezza e per verificarne il rispetto: se avverrà, non ci sarà ragione di sospendere e chiudere le palestre. Altrimenti, lo preannuncio, saremo costretti a sospendere anche l’attività sportiva che si svolge nelle palestre e nelle piscine”. Ma qual è la situazione a Ragusa? Nel capoluogo ibleo la piscina comunale dovrebbe riaprire a fine ottobre in quanto si è reso necessario attuare interventi strutturali, mentre le due piscine private, ovvero Vitality ed Erea, navigano nell’incertezza. “Siamo preoccupati – dice Alessandro Ciaceri dell’Erea e delegato provinciale Fin (federazione italiana nuoto) – abbiamo dimezzato gli ingressi in piscina con un massimo di 9 bambini ogni turno, dopo di che c’è tutto un percorso fatto per potere evitare al massimo il contatto tra gli utenti. In molti ci dicono che torneranno solo quanto tutto questo sarà finito. Diciamo che c’è molta preoccupazione. C’è sicuramente una affluenza molto più bassa, ci aspettavamo liste d’attesa molto più ampie. Diciamo che un buon 50% di chi faceva piscina non la fa più. I rischi? Per quanto riguarda la piscina, se si considera che tutti i prodotti anti Covid sono a base di cloro, mi sembra abbastanza difficile che ci possano essere contagi, almeno in vasca, l’unica cosa possono essere gli spogliatoi ma anche lì mettiamo in atto accorgimenti. Per quanto riguarda l’attività agonistica, i lavori alla comunale si stanno prolungando un po’, poi si spera che si possa riprendere tranquillamente, anche se si sa già che la piscina chiuderà ad aprile-maggio per i lavori di sistemazione. La prossima stagione sportiva si dovrebbe avere una piscina che non chiude e che risparmia. L’attività agonistica si allena tutti a Chiaramonte Gulfi mentre la pallanuoto è al Petrulli a fare preparazione atletica e dovremmo iniziare tra Comiso, Vittoria e Chiaramonte”. La chiusura della piscina comunale, prima dovuta al lockdown e poi all’esigenza dei lavori, ha causato ulteriori disagi proprio agli atleti e a chi era solito frequentare l’impianto. Si tratta della sistemazione della rete elettrica, manutenzione di locale caldaia e serbatoi, ristrutturazione della vasca piccola utilizzata anche per fisioterapia e riabilitazione, che oltre a delle perdite presentava anomalie nei filtri. Tutti interventi necessari anche al risparmio energetico per un impianto dai consumi molto alti. A richiedere parecchio tempo, inoltre, è stato lo smaltimento dei liquidi, che costituiscono rifiuti speciali, senza considerare la fase burocratica di stanziamento delle risorse che ha preceduto l’avvio del cantiere vero e proprio. Dopo l’ultimazione dei lavori alla vasca piccola, i passaggi successivi sono il riempimento di quella grande e la sanificazione.
A lamentare una drastica diminuzione dei frequentatori, anche il titolare della Basaki di Ragusa, Salvo Baglieri: “Siamo in regola da sempre – dice - da quando abbiamo riaperto abbiamo avuto controlli, siamo in regola con le normative, e purtroppo tutto questo ci sta danneggiando perché la gente non viene. Siamo l’ambiente più sicuro che possa esistere: mettiamo in atto sanificazione attrezzi e ambienti, c’è obbligo di mascherine nei corridoi, misuriamo la temperatura, anche le scarpe vanno messe negli appositi contenitori. L’auspico innanzitutto è quello che si possa continuare dopo questa settimana ma poi è anche e soprattutto quello che la gente ritorni in palestra e che i controlli si mettano in atto dappertutto e non soltanto magari in alcuni posti”.
E le scuole danza? Sergio Cassisi, presidente del Csen, che si occupa da anni di tutto ciò che ruota attorno al mondo danza, spiega: “Si tratta di associazioni sportive dilettantistiche, che usano quasi tutte il termine improprio di ‘scuole’. Operano dentro le palestre e quindi a queste sono equiparate. La prima condizione, però, è che siano associazioni iscritte ai registri del Coni, i cui tesserati possono fare pratica sportiva riconosciuta dal Coni. Insomma, si può fare karate e non si può fare zumba, per esempio. Altro spartiacque importante è che si può fare pratica sportiva non solo se chi pratica l’attività sportiva è tesserati e socio. Questa è stata la linea fino al 16 ottobre nell’ordinanza del ministro dello Sport Spadafora, si evince che alcune discipline tra cui quelle del mondo della danza si possono svolgere solo a livello individuale. E dunque i ballerini, all’interno delle palestre, non possono toccarsi tra di loro e devono stare distanziati, apprendendo la tecnica o le coreografie che non prevedono che ci si tocchi”. E’ poi necessario mettere in atto tutti i vari protocolli come quelli della gestione degli spogliatoi, della misurazione della temperatura corporea, della sanificazione dei locali eccetera. Almeno per tutta questa settimana. Dopo? Al momento nessuno lo può sapere.
Michele Farinaccio