Centro Didattico Mediterraneo

Centro Didattico Mediterraneo Centro culturale per la diffusione delle lingue europee e della cultura siciliana nel mondo. www.cen Il corso standard prevede 2 ore di lezione al giorno.

Il Centro Didattico Mediterraneo si affaccia sulla splendida baia di Naxos. Alcune attività del Centro:
Corsi di lingua Italiana;
Corsi di lingue straniere (Inglese, Francese, Tedesco, Russo, Arabo, Cinese);
Corso di Doposcuola per i bambini delle scuole primarie;
Preparazione Scolastica e Universitaria
Corsi culturali;
Arti Marziali: Brazilian Jiu Jitsu, Aikido, Tai Chi;
Yoga
Teatro

altre attività: presentazioni di libri con l’autore, incontri e dibattiti culturali, mostre di pittura, scultura e fotografia, con l'ulteriore finalità di far incontrare i nostri ospiti stranieri con la comunità e la cultura locale. Servizi presenti

Sala studio con biblioteca, TV, proiettore e lettore DVD
Ambiente climatizzato
WIFI gratuito

Corso di lingua italiana per stranieri

L’insegnamento è basato sul metodo comunicativo, tale approccio permette allo studente di acquisire la lingua in maniera quasi spontanea e naturale. Durante le lezioni vengono utilizzati manuali didattici e materiale didattico “autentico” della nostra cultura e società (riviste, giornali, video, registrazioni audio e musica). Il corso alterna lezioni frontali in aula a momenti di attività di comunicazione, simulazioni ed esercitazioni di carattere più ludico e pratico. Il fine del nostro corso è quello di far conoscere la lingua sviluppandone le 4 abilità linguistiche (ascoltare, parlare, leggere e scrivere). I nostri corsi sono finalizzati all’apprendimento della lingua e cultura italiana. Lo scopo è quello di dare ai propri studenti la possibilità di unire ad un piacevole periodo di vacanza un interessante approfondimento e rilassante approccio alla lingua e cultura italiana. Durante la settimana si alterneranno giorni dedicati alla grammatica con quelli focalizzati sulla conversazione, lettura ed analisi di un testo scritto di letteratura. Questo tipo di corso permette allo studente di lavorare in gruppo, utilizzare testi scritti ed analizzare materiale video e di ascolto. Il corso individuale prevede un’ora e trenta minuti di lezione, lo studente che già segue il corso standard potrà approfondire ciò che è stato fatto in classe e migliorare le proprie capacità linguistiche soprattutto comunicative. Gli studenti possono scegliere di seguire solo corsi individuali, in tal caso svolgeranno un programma più personalizzato secondo il proprio livello linguistico



Corsi di Lingue straniere


Tutti i corsi di lingue straniere sono tenuti da insegnanti madrelingua qualificati ed esperti. Le lingue attualmente insegnate presso il centro sono: Inglese, Francese, Tedesco, Russo e Arabo accessibili attraverso corsi di gruppo o individuali. I corsi di gruppo (massimo 10 persone) sono di livello elementare. Le lezioni si svolgono due volte alla settimana per un totale di 32 ore (2 mesi). Corsi di Lingue per operatori turistici


I corsi sono incentrati sulla professionalità delle strutture ricettive. Il corso si prefigge di sviluppare maggiori e migliori competenze nelle lingue per gli operatori dei servizi turistici, alberghieri, del ricevimento, dell’accoglienza in generale e nell’attività di promozione delle risorse produttive, artigianali e artistiche del territorio in cui operano o intendono operare. Le figure così formate saranno in grado di facilitare la fruizione del sistema turistico-culturale del territorio, occupandosi della promozione, animazione dei percorsi/itinerari ed iniziative/eventi organizzati nel territorio di riferimento. Il corso è rivolto a quanti operano o intendono operare nel settore turistico-alberghiero. Durata 2 volte alla settimana per 2 mesi per un totale di 32 ore. Ogni lezione ha la durata di 2 ore. Corsi culturali:

Corso Teatro
Teatro per stranieri
Miti e leggende siciliane
Pittura e decorazione siciliana
Storia della Mafia e Antimafia
Corso Storia del Cinema
Corso di Storia dell’Arte
Lezioni di Cucina Italiana

Attività extra:
Escursioni culturali, naturalistiche,artistiche › Gite in barca, Attività di svago › Aperitivi comunicativi › Degustazione di vini e prodotti tipici › Seminari

Lezioni private: lezioni private materie umanistiche e scientifiche per le scuole superiori e università, supporto debiti formativi e stesura tesi. Sala conferenze per seminari e congressi
Una sala polifunzionali al chiuso, dotata di ogni comfort per l'organizzazione di congressi e piccoli eventi. All’interno della nostra sala potrete organizzare conferenze, seminari, incontri di lavoro con degustazione di prodotti tipici siciliani, corsi di formazione ed attività culturali. La sala è fornita di: video proiettore, lettore dvd, lavagna a fogli girevoli, wifi, ambiente climatizzato, sistema audio e microfoni. Capienza massima 40 persone. Palestra. Per qualsiasi informazione contattarre
www.centrodidatticomediterraneo.it
[email protected]
Skipe:cdmformazione
twetter:cdm
tel: 0942 52024

06/06/2026
30/05/2026

È online il nuovo sito della Fondazione Taormina. ✨

Uno spazio digitale nuovo, moderno e pensato per raccontare in modo chiaro e immediato tutte le attività, gli eventi, i progetti culturali e le iniziative che accompagneranno il percorso della Fondazione e della città.

Un luogo virtuale che nasce con l’obiettivo di rendere ancora più accessibile la programmazione culturale di Taormina, offrendo informazioni, aggiornamenti e strumenti utili per cittadini, visitatori e operatori del settore.

All’interno del sito è già attiva anche la sezione dedicata alla prima Stagione Teatrale 2026/2027 del Palazzo dei Congressi di Taormina. 🎭

Per la prima volta la città avrà una vera stagione teatrale: organica, continuativa e strutturata, con undici spettacoli in abbonamento e grandi protagonisti del teatro italiano, della musica e del musical.

Sarà possibile consultare il cartellone completo, conoscere formule di abbonamento, prezzi, date degli spettacoli e acquistare direttamente online i biglietti.

https://www.fondazione-taormina.it/

Uno spettacolo… sempre. ✨

25/05/2026

La Dragunera, portatrice di tempesta

Con ottobre, la Sicilia cambia respiro. L’estate si ritira come un animale sazio e mezzo addormentato, e il vento comincia a parlare con voce diversa — una voce di sabbia, di pioggia e di presagi.
Capiamo ca non è cosa di dormire con la finestra aperta: e nelle campagne può succedere che da un momento all’altro può arrivare la Dragunera, la portatrice di tempesta.

Non era solo vento, ma una presenza.
Un tempo, quando i raccolti erano tutto ciò che separava la fame dalla sopravvivenza, i temporali non erano fenomeni atmosferici, ma offese del cielo contro uomini, piante e bestie.
Distruggevano il grano, strappavano gli ulivi, sradicavano la fatica degli uomini. E il popolo, che dava un’anima a ogni cosa, vedeva in quei venti furiosi la mano di una creatura maligna, mandata da maghi tempestari o scaturita dall’inferno stesso: la Dragunera.

Si diceva fosse la trasformazione di una magara, una donna che aveva stretto patti col demonio. I suoi occhi erano lampi, i suoi capelli si confondevano con le folate di pioggia impastata di sabbia rossa. Passava nella notte senza stelle, e il suo grido — un miscuglio di rabbia e canto — faceva tremare le capanne di stoppie e i tetti di gesso.
Le case sembravano ciatare scantate, come animali . Le ombre si allungavano alla luce dei lampioni, e figure maligne apparivano sulle pareti: mostri alati, donne fuse col vento, draghi che divoravano le colline.

Ma ogni maleficio ha il suo antidoto.
Contro la Dragunera, c’era sempre una donna — una “sciogliventi”. Poche e coraggiose che avevano acquisito la conoscenza dalle loro madri, uscivano nella burrasca con un falcetto in mano, recitando antiche litanie :

«Quannu la Dragunera pi lu munnu iva
contru a Gesù e Santa Maria,
ci dissiru: “Unni vai, Dragunera?”
– “Vaju arbuli a pigghiari
e lavuru di li cristiani a sdradicari.”
Ma Gesù ci rispunnì:
“Vattinni na valli niura,
unni nun canta iaddru
e nun si vidi mancu la Luna.
Pi lu nomi di Gesù, sta cosa non sia chiù.
Pi lu nomi di Maria, dicemu n’Avi Maria.”»

E se il vento calava dopo la preghiera, si diceva che la Dragunera fosse fuggita, ricacciata nel suo antro di tenebra.

Vediamo in quella superstizione una forma di resistenza metafisica: la donna più vicina alle cose del cielo, che lotta contro l’invisibile con le sole armi del linguaggio e del coraggio domestico.
Contro la Dragunera un antico spirito del Mediterraneo, dimenticato dagli dei ma ancora affamato di rispetto.

E c’è una beffa sottile nel destino.
Quelle stesse colline che tremavano sotto la furia della Dragunera oggi ospitano pale eoliche, giganti d’acciaio che domano il vento e lo trasformano in luce.
La creatura che un tempo portava distruzione ora genera energia: il demone è stato per quanto possibile addestrato, il mito riconvertito in tecnologia.

Forse la Dragunera non è mai scomparsa.
Forse vive ancora nelle centrali eoliche e ride, ogni volta che un’elica gira: una risata antica come il temporale, sappiamo che nulla si perde davvero, nemmeno una tempesta.

Fonti : G. Pitrè, Usi e costumi, credenze e pregiudizi del popolo siciliano, vol. II (1889); S. Tusa, Miti e leggende di Sicilia (Sellerio, 2001) ; F. D’Alessandro, Le Magare e i Tempestari della Sicilia rurale (Archivio Antropologico Mediterraneo, 2017)

15/05/2026

... per sempre Chico.

22/02/2026

I Bizzocchi di Sicilia
(eresia, potere e memoria nell’isola dove tutto passa e niente resta)

Il catarismo fu un movimento ereticale cristiano diffuso in varie regioni d’Europa durante il Basso Medioevo. I catari ritenevano che il mondo materiale fosse dominio del Male, una prigione destinata a contaminare la purezza dell’anima.

Da questa convinzione discendeva una pratica rigorosa: povertà assoluta, rifiuto del possesso, astinenza dalla carne dei mammiferi; e, tra i più radicali, il rifiuto del coito e persino degli specchi, perché ogni forma di riproduzione – della carne o dell’immagine – era vista come perpetuazione della caduta nella materia.

Secondo la loro dottrina non esisteva un inferno eterno: l’inferno era questo mondo, governato da Satana. L’anima vi compiva un breve passaggio, prima di tornare a unirsi a Dio. Una visione che trovò consensi tra i ceti poveri – che nulla possedevano – mentre parte del clero appariva ricca e potente. Anche alcuni sovrani, insofferenti all’autorità papale, guardarono con favore al movimento.

Il catarismo si diffuse soprattutto nel sud della Francia, nel nord della Spagna e nell’Italia settentrionale. Per contrastarlo, il III Concilio Lateranense (1179), convocato da papa Alessandro III, colpì i catari con anatemi e confische, sollecitando i principi a perseguitarli.

L’assassinio del legato papale Pietro di Castelnau (1208) fornì il pretesto per la crociata contro gli albigesi: una lunga guerra che fu insieme repressione religiosa e conquista politica del Midi francese. Con la caduta di Montségur (1244) il catarismo organizzato fu annientato. Le cifre delle vittime sono controverse: la storiografia invita alla cautela, ma la repressione fu indubbiamente feroce.

Alcuni catari trovarono rifugio in Italia e, dal porto di Genova, si spostarono in Sicilia. Federico II, pur attento ai rapporti con il papato, confiscò beni e perseguitò alcuni eretici; suo figlio Manfredi, in chiave antipapale, li accolse e li impiegò anche nell’esercito. Dopo la sconfitta di Manfredi, le comunità passarono alla clandestinità, ma la loro presenza nell’isola continuò a crescere. Viaggi di catari verso la Sicilia sono documentati fino agli inizi del XIV secolo.

Agli inizi del Trecento sembra fosse attivo nell’isola l’ultimo diacono cataro sopravvissuto alle persecuzioni. Papa Martino IV, nella bolla Solebas hactenus mater (1284), lamentava il sostegno che i catari avrebbero ricevuto da Pietro II, padre di Federico III d’Aragona. Si narra inoltre che Arnau de Vilanova, precettore di Federico III e vicino ai beghini catalani, avesse chiesto al re di ospitarli prima della sua morte (1311).

A Montalbano, le chiese di Santa Caterina e Spirito Santo, datate 1310, sono talvolta considerate di matrice catara. Presentano portali romanici – rari nella Sicilia del XIV secolo – e una struttura a navata unica priva di abside e presbiterio; le croci sarebbero state aggiunte in seguito. Secondo l’interpretazione tradizionale, tali elementi sarebbero coerenti con la teologia catara, che vedeva nella croce un simbolo di sofferenza e nell’ostia, materia consacrata, un elemento problematico.
L’Inquisizione pose fine alla presenza organizzata dei catari in Sicilia, con centinaia di condanne a morte. Le fonti tramandano che nessuno abiurò.

Restano forse tracce linguistiche: “bravu cristianu”, eco dei bons homes, e “bizzocchi”, termine che nel XIV secolo designava i catari e che in seguito assunse il significato di persona ipocritamente devota o, per ironico slittamento semantico, di pietanza apparentemente leggera ma difficile da digerire.

Anche Andrea Camilleri ha lasciato un’eco di questa memoria, chiamando Catarella il suo centralinista di Vigata: impacciato, ma di buon cuore. Perché le eresie, finiscono forse nei roghi, ma sopravvivono nelle parole. E la lingua, è il più ostinato dei testimoni.

Fonti: Un tesoro a Montalbano? di Paul Devins & Alessandro Musco; Treccani; Wikipedia

Indirizzo

Via Vittorio Emanuele 206
Giardini Naxos
98035

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

Telefono

094252024

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