22/09/2026
Dopo la bella esperienza del percorso Cerviasca-Pentema, eccoci qui che alziamo l'asticella e ci lanciamo in una Carsi-Antola con ritrovo alle 9 nei pressi del Santuario della Madonna dell'Acqua in Valbrevenna, dove ci accoglie, scesi dalle auto, una temperatura di 13 piacevolissimi gradi. Ci compattiamo tutti su poche auto e saliamo a Carsi, dove ci aspettano 11 km di percorso (segnatevi questo numero) e un dislivello di circa 800m.
L'antico e primo municipio del Comune di Valbrevenna attira subito la nostra attenzione (è stato a Carsi dal 1896 fino al 1930, successivamente spostato a Molino Vecchio dopo la costruzione della strada di fondovalle). Poi una rapida discesa alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie, da dove si gode di un'ottima vista sulla valle. Adesso si inizia a fare sul serio e, raggiunte le case in località Gherfo, ci tuffiamo nel bosco e raggiungiamo il crinale, da cui la vista spazia sulla sottostante Val Pentemina.
E qui iniziano i guai. Gli scarponcini di uno dei nostri, induriti da un troppo lungo riposo in soffitta, alzano bandiera bianca. La suola si stacca prima da uno e poi dall'altro, lasciandolo con una sorta di ciabattine lisce ai piedi. Il rischio è che anche questo piccolo strato di gomma si stacchi dalla scarpa, lasciandolo praticamente scalzo. Ma lui non demorde e decide tenacemente di non abbandonare il gruppo.
Dopo il Ballo della Gallina, la salita si fa tosta, il gruppo si sfilaccia ma si ricompatta appena il sentiero spiana. Si prosegue nel bosco misto, su versanti quasi verticali ricoperti da un'erba verde brillante, fino a raggiungere un castagno secolare che ci lascia attoniti nella sua maestosità. I chilometri percorsi aumentano così come il dislivello, ma la compagnia mantiene un buon passo, e si attraversano prati soleggiati mentre il faggio, silenziosamente, si erge a Re del bosco e ne diventa il dominatore incontrastato.
Eccola, la faggeta, ci siamo. Se guardi in alto, vedi le fronde lassù, a 15-20 metri di altezza, mentre i nostri passi proseguono cadenzati sui grigio-chiari calcari dell'Antola. Ovunque intorno i fusti slanciati e decorati con la caratteristica corteccia a "pelle di elefante", che rendono unico e magico l'ambiente della faggeta.
I chilometri sembrano allungarsi, il tempo passa... una voce chiede "ma quanto manca?"... e la guida con sicurezza: "una mezz'oretta e ci siamo!!!" Così finalmente raggiungiamo il rifugio intorno alle 14. Sulla tavola arrivano pappardelle a ragù e al pesto, frittata, salsiccia, patate, un buon litro di vino rosso che colora i bicchieri, giro di caffè... il tutto vista lago del Brugneto in una splendida giornata soleggiata.
Inizia l'operazione "scarponcini lunari": grazie a un resistente rotolo di nastro telato gentilmente fornitoci dai ragazzi del rifugio, quel che restava degli scarponcini malandati si trasforma in un paio di scarpe fashion in stile "astronauta", il top per una disco anni '70 — vedere le foto per credere!
Un manipolo di coraggiosi si proietta sulla vetta dell'Antola per godere del panorama stupefacente a 360°, mentre il resto della ciurma si spaparanza al sole sulla terrazza del rifugio, conoscendo già molto bene la vetta.
Alle 16 si parte per il rientro, ci aspettano altri 9 km come all'andata... ma non erano 11 km in totale?!? Iniziamo a scendere di quota, e con noi il sole che si avvicina ai monti, mentre la luce si fa più tenue e calda. Di nuovo: "ma quanto manca?"... "una mezz'oretta e ci siamo!!!" La stanchezza si fa sentire, non manca qualche allucinazione quando vengono ritrovate punte di lance preistoriche, fossili vegetali impressi sulle pietre e si narra di sacchettini di farina bianca di castagne un tempo in vendita nei bar di Milano...
Giunti al Ballo della Gallina c'è chi reclama uno spritz ma poi si ripiega su acqua e cioccolato. Si riparte per l'ultimo tratto. Ancora: "ma quanto manca?"... "una mezz'oretta e ci siamo!!!", ed ecco il tormentone della gita servito su un piatto d'argento.
Alla fine arriviamo alle auto, con la luce del tramonto che allunga le ombre dai tetti di Carsi. Stanchi ma felici dei nostri circa 19 km e quasi 850m di dislivello, felici di una natura che ci ha regalato boschi e panorami stupendi, e felici di una compagnia che, ancora una volta, ci ha allietato con chiacchiere e risate. Alla prossima!