03/06/2026
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Discorso di fine stagione del presidente Giuseppe Commisso:
“Ci sono stagioni che si misurano con la classifica, e ci sono stagioni che si misurano con il cuore. Questa stagione ha messo alla prova la nostra pazienza, il nostro orgoglio e la nostra unità. Sappiamo molto bene che la Fiorentina deve avere standard più alti, prestazioni più forti e ambizioni degne della storia di questo club. Ma anche in una stagione di sofferenza, c’è una verità che deve essere detta chiaramente: questo club non si è abbandonato. Ha continuato a lavorare. Ha continuato a credere. E nel momento più difficile, ha trovato la forza di rialzarsi.
Per me e per la mia famiglia, questa stagione è stata anche dolorosa in modo molto più profondo, perché è arrivata durante la scomparsa di mio padre, Rocco B. . Chiunque abbia conosciuto mio padre sapeva quanto la Fiorentina significasse per lui e quanto fortemente credesse in questo club, in questa città e nella sua gente. Nei giorni più difficili, ho pensato spesso alla forza che ha dimostrato per tutta la vita, ai sacrifici che ha fatto e ai valori che ci ha insegnato: non arrendersi mai, restare uniti e continuare a costruire anche quando la strada è difficile. Il suo spirito resta con noi alla Fiorentina, al Rocco B. Commisso Viola Park e nella responsabilità che abbiamo di continuare a portare avanti questo club con coraggio, dignità e amore.
Prima di tutto, voglio parlare direttamente ai nostri tifosi. Quest’anno vi è stato chiesto di soffrire troppo, eppure non avete mai smesso di amare questi colori. Nelle notti fredde allo Stadio Artemio Franchi, nei lunghi silenzi dopo risultati dolorosi, nei cori che continuavano ad alzarsi dagli spalti, avete ricordato a tutti che cosa sia davvero la Fiorentina. La Fiorentina non è soltanto una squadra. La Fiorentina è appartenenza. La Fiorentina è famiglia. La Fiorentina è stessa: orgogliosa, passionale, esigente e piena di anima. Per questo, meritate non solo ringraziamenti, ma rispetto. Perché l’amore dei nostri tifosi non è una decorazione attorno a questo club. È l’anima di questo club. E tutto ciò che facciamo deve onorare quell’amore.
Nel momento più difficile della stagione, ho creduto che la Fiorentina avesse bisogno di un cambiamento importante e necessario nella sua organizzazione sportiva: non un piccolo aggiustamento, ma un vero passo avanti per darci la migliore possibilità di uscire dalla minaccia della retrocessione e iniziare a ricostruire con maggiore forza.
Durante quelle settimane difficili, mentre la salute di mio padre peggiorava e la pressione sul club era al massimo, sono stato il primo a chiedere che alla Fiorentina arrivasse un direttore sportivo di altissimo livello. È stata una decisione presa in un momento di grande dolore personale e di grande difficoltà sportiva, ma è stata la decisione giusta per il club. Sono contento che abbiamo avuto il coraggio di fare quel cambiamento quando la ne aveva più bisogno.
È per questo che voglio rivolgere un ringraziamento molto speciale a Fabio . In uno dei momenti più bui della stagione, la sua esperienza, la sua calma e il suo lavoro hanno avuto un impatto importante su questo club. Ha contribuito a guidare la Fiorentina fuori da una situazione che non era degna della nostra storia e non era accettabile per le nostre ambizioni. Per questo, gli sono profondamente grato. Voglio anche riconoscere Alessandro Ferrari, il nostro Direttore Generale, che ha lavorato con serietà, equilibrio e dedizione durante un periodo estremamente difficile per il club. I miei ringraziamenti vanno anche a Paolo Vanoli, ai nostri giocatori e a ogni membro dello staff che ha continuato a lottare ogni giorno, quando la pressione era alta e non c’era più margine di errore.
Voglio anche dedicare un pensiero speciale a Fabiano . Tutti noi alla Fiorentina siamo con lui, e non vediamo l’ora di rivederlo presto in campo con la stessa energia, lo stesso coraggio e lo stesso entusiasmo che ha sempre dimostrato con questa maglia.
Ciò che questo gruppo ha raggiunto non deve essere dimenticato. Quando Paolo Vanoli è arrivato a Firenze il 7 novembre 2025, la Fiorentina era ultima nella classifica della Serie A, con soli quattro punti dopo dieci partite e ancora senza una sola vittoria. Nessuna squadra nella storia della Serie A era mai riuscita a evitare la retrocessione partendo da quelle circostanze. Eppure questo gruppo ha trovato la forza di cambiare il proprio destino, diventando la prima squadra nella storia della Serie A a ottenere la salvezza dopo non aver vinto nessuna delle prime 15 private di campionato. Queste non sono soltanto statistiche. Sono il ritratto del carattere. Sono il ritratto dell’unità. Sono il ritratto di un club che ha rifiutato di arrendersi”.