31/03/2021
𝗜𝗹 𝗯𝘂𝗼𝗻 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼
Nel promuovere il territorio Il Comitato si è sempre mosso con la logica di preservare il lavoro preesistente, a prescindere da chi lo avesse realizzato, di valorizzarlo, integrandolo eventualmente se ci fossero state parti mancanti.
È una cosa di buon senso. Rifare il lavoro che altri avevano già fatto sarebbe stata una prova di poca intelligenza, oltre che mancanza di rispetto.
Nel corso degli anni a Fregona sono state fatte cose mirabili, un patrimonio da custodire e da valorizzare.
L’elenco è lungo: per il Caglieron è stata realizzata una pubblicazione, di alto profilo scientifico, dal titolo “Sentiero Geologico Parco Grotte del Caglieron, un itinerario tra roccia e acqua, inseguendo il torrente e la sua opera,” realizzato dal Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova. Un illustre concittadino di Fregona, Pierfranco Uliana, insignito del premio Pascoli di Poesia a livello nazionale, ha scritto diversi libri sul suo territorio di origine, tra cui il Dizionario del dialetto di Fregona, un’opera fondamentale per mantenere vivo l’idioma parlato in paese. E’ stato anche pubblicato il libro “Il torchiato di Fregona, a tavola con i riflessi ambrati della memoria”; un opuscolo importante è stato dedicato al Giardino della Memoria Fruttale, anch’esso con il contributo dell’Università di Padova.
Nessuna intenzione di mettere da parte il “Genius loci” di Fregona: anzi, con il notevole afflusso di turisti alle Grotte l’occasione era propizia nel fare opera di divulgazione.
Al di là di questo, ci si è resi conto che mancava una guida turistica generale per informare i visitatori che volevano conoscere il territorio in tutti i suoi punti di interesse.
È sorto così la guida “Fregona, tra tròi e ciarèle, camminando nel luogo del buon vivere, tra natura e tradizioni”. Una guida agile, contenente una descrizione delle caratteristiche del territorio, la fauna e la flora, i prodotti tipici, l’arte, la cultura, le tradizioni, gli eventi, i sentieri, con relative descrizione e mappe.
In particolare i ristoranti e le strutture di accoglienza sono stati messi tutti in "vetrina", ciascuno con la scheda della propria offerta, con l'intento di dare un contributo all’economia locale, sotto traccia e senza la pretesa di poter fare la differenza.
Vale la pena ricordare la chiosa del titolo della parte finale della guida turistica: “L’acqua, la pietra, il bosco”: la miglior sintesi di cosa è effettivamente il nostro territorio.
Una pubblicazione come tante, niente di trascendentale in fondo, ma sul piano concettuale un salto di qualità: una guida turistica fa assurgere un territorio al rango di un luogo meritevole di entrare nel circuito del turismo nazionale e internazionale.
Una dedica al territorio in generale, non solo Grotte, quindi.
Un tassello ulteriore di una riflessione strategica che intendeva fare leva sul successo conseguito nel concorso FAI, per costruire le basi di un turismo sostenibile nel territorio.
Il tutto a costo zero. Da volontari.