20/06/2026
LAZIO, BISIGNANI: LOTITO, IL RE È N**O 👑⚪🔵
Ci sono momenti in cui il silenzio pesa più di mille parole. E oggi, da tifoso laziale, è impossibile non provare amarezza, delusione e preoccupazione. 😔
Come ha scritto Luigi Bisignani, sempre sul quotidiano Il Tempo, il popolo laziale sembra aver finalmente preso coscienza di una realtà che molti vedevano da tempo ma che pochi avevano il coraggio di dire apertamente: il re è n**o. 👑
Non si tratta di odio, né di rancore personale. Si tratta di amore per la Lazio. ❤️🦅
Perché mentre altre società programmano il futuro, aprono le porte a nuovi investimenti e costruiscono prospettive ambiziose, noi assistiamo a un susseguirsi di segnali inquietanti: mercato bloccato 🚫, progetto Flaminio che rallenta 🏟️, voci sempre più insistenti su altri interessi calcistici ⚽.
E la domanda che ogni laziale si pone è una sola: dove stiamo andando?
La cosa che colpisce maggiormente non è neppure la situazione in sé, ma l'assenza di risposte. 🤷♂️
Quando una tifoseria intera chiede chiarezza, quando migliaia di persone manifestano civilmente il proprio disagio, quando perfino ambienti finanziari, imprenditoriali e istituzionali iniziano a interrogarsi sul futuro della Lazio, il silenzio non può essere una strategia. 🔇
La Lazio non è un'azienda qualunque. La Lazio è storia, appartenenza, identità. È il nonno che porta il nipote allo stadio. È il padre che tramanda una passione. È un pezzo di vita di centinaia di migliaia di persone. 🦅💙
Per questo cresce la sensazione che la distanza tra società e tifosi sia ormai diventata enorme. Una distanza fatta di incomprensioni, promesse mancate e mancanza di confronto.
Il 23 agosto a Bologna non sarà una contestazione contro qualcuno. Sarà qualcosa di più importante: la dimostrazione che la Lazio appartiene ai laziali. ⚪🔵
Perché una proprietà può comprare un club. 💰
Ma non potrà mai comprare l'amore, la passione e il senso di appartenenza di un popolo intero. ❤️🦅
La Lazio siamo noi. E il futuro della Lazio merita molto di più del silenzio. 💙🤍
Ecco la sua lettera integrale: 👇
Caro Direttore, quando mio figlio Giovanni mi ha sugmi ha suggerito di scrivere sull'avvilente situazione della nostra Lazio, non immaginavo certo di provocare uno tsunami. E tu, caro Capezzone, da poco ritrapiantato a Roma, mi hai incoraggiato subito, dicendo che quella era ormai l'aria che respiravi ogni giorno. Avevi ragione. Forse serviva proprio la voce di un vecchio raccattapalle della Lazio dei tempi di Juan Carlos Lorenzo per dare parole e forza, ad una comunità disorientata, arrabbiata, incredula. Una comunità senza età, che si riconosce nella nostra squadra e che, come nella celebre fiaba di Andersen, ha visto che il re è n**o. Nessuno glielo aveva mai detto così a cuore aperto. Dai bar di Ponte Milvio alle nostre periferie, fino ai palazzi del potere; nelle banche, nelle aziende, nei grandi fondi internazionali, tra le più importanti famiglie di Roma, per non parlare del clima che si respira in Forza Italia e, trasversalmente, in tutti i partiti, nella Lega calcio ed in Figc. Da quel momento è partito un tam tam che ci unisce tutti: una mobilita zione genuina, leale, signorile, che spingerà fatalmente l'azionista di maggioranza, attraverso una protesta civile e fantasiosa, a prendere atto della sua crescente solitudine.
Del resto, i fatti parlano più delle parole. Nel giro di pochi giorni sono arrivate notizie che hanno ulteriormente alimentato l'inquietudine del popolo laziale: un mercato costretto entro vincoli sempre più stringenti, il sogno del Flaminio rallentato, le insistenti voci sull'interesse per la Reggina. Tre segnali che, messi insieme, pongono una doman da semplice: quale futuro si sta costruendo per la Lazio? Il buio. Eppure, attorno alla squadra po- trebbe esserci un grande interesse, soprattutto tra i fondi internazionali, in linea con quanto saggiamente ha fatto la famiglia Percassi, che ha dimostrato di voler perseguire il meglio per l'Atalanta, anteponendo il futuro del club a ogni altra considerazione. Di fronte a questa mobilitazione, della quale il nostro giornale si è fatto interprete e portavoce, colpisce soprattutto il silenzio della società. Dopo la lettera del Presidente, arrivata prima delle ultime notizie, non c'è stata una parola chiara sul mercato a saldo zero, né sul Flaminio, né sulle insistenti voci riguardanti la Reggina. Proprio quando serviva spiegare, rassicurare e indicare una strada, è rimasto soltanto un vuoto.
Vi ringrazio per aver intasato la mail e vi assicuro che non sarà agosto a fermarci. Anzi. Stiamo preparando per il 23 agosto un esodo di massa verso Bologna, in occasione della prima giornata di campionato, per far sentire la nostra voce con un'iniziativa davvero originale che vi illustreremo nei prossimi giorni. lo sarò lì, con i miei figli e i miei nipotini. Insieme a migliaia di altri laziali. Perché la Lazio è molto più di una proprietà, di un bilancio o di una stagione".
Arturo A. ✍️