Presidio AKS Forlì

Presidio AKS Forlì Presidio AKS Forli, PREvenzione SIcurezza DIfesa Operativa è un Associazione Sportiva. Pratichiamo Karate,Ju-Jitsu JJMMP, Difesa Operativa, Difesa donne.

07/01/2023

Forza ragazzi! Lunedì ricomincia il corso bambini presso la Parrocchia della Cava; giovedì riprende il corso adulti presso la Palestra Officina. E a breve daremo il via al "Corso donne", esclusivamente dedicato al genere femminile, sia per quanto riguarda le tecniche di difesa sia per quanto riguarda l'approccio psicologico e giuridico di fronte ad una aggressione. A presto!!!

Bravi tutti, atleti del Gruppo Pre.Si.Di.O AKS Forlì! Un anno sportivo con tante difficoltà ma anche con tanto impegno! ...
26/05/2022

Bravi tutti, atleti del Gruppo Pre.Si.Di.O AKS Forlì! Un anno sportivo con tante difficoltà ma anche con tanto impegno! Congratulazioni a tutti voi!

Riprendiamoci dal lock down!
07/10/2021

Riprendiamoci dal lock down!

10/09/2020

Gruppo A.K.S.
Via Primavera n. 35 – 47121 Forlì
Associazione Sportiva Dilettantistica
affiliata A.I.C.S. – C.O.N.I.
Palestra OFFICINA
Via Donne della Costituente 2
Forlì

CORSO DI DIFESA PERSONALE
2020-2021

MARTEDI’ 6 OTTOBRE riparte il corso di difesa personale con tecniche specifiche anche per la difesa donne.
Il corso, aperto a tutti (uomini e donne a partire dai 14 anni) si svolgerà presso la PALESTRA OFFICINA, via Donne della Costituente n. 2, Forlì, TUTTI I MARTEDI’ dalle ore 20.10 alle ore 21.10, fino a maggio 2021.
Il corso prevede la preparazione atletica propedeutica, la spiegazione teorica e l’applicazione delle tecniche, nel pieno rispetto delle norme sanitarie vigenti.
Il corso è diretto dal M° Giovanni Lauricella (cintura nera 6° dan) con la collaborazione del M° Massimo Bertaccini (cintura nera 4° dan) e di Filippo Bazzocchi (cintura nera 1° dan), secondo lo stile JJMMP (Ju Jitsu Moderno metodo Maestro Pari), riconosciuto a livello internazionale dalla Word Ju Jitsu Federation.

Per informazioni:
- Palestra Officina – tel. 0543 / 34414
- Avv. Giovanni Lauricella tel. 331 1600 520

04/02/2020

Complete karate GI...

04/01/2020

Riprendono le lezioni di difesa personale presso la palestra OFFICINA - Forlì. Martedi (ore 20.10 - 21.30) difesa donne - Giovedì (ore 20.10 - 21.30) difesa per tutti. È ancora possibile iscriversi e recuperare le lezioni perdute!

Vi attendiamo numerose....
12/11/2019

Vi attendiamo numerose....

Programma del corso alle donne...
06/11/2019

Programma del corso alle donne...

In arrivo il nuovo corso di difesa personale dedicato alle donne.
06/11/2019

In arrivo il nuovo corso di difesa personale dedicato alle donne.

12/09/2019

Grazie ad alcuni studi sappiamo che possiamo educare il nostro cervello alla felicità.

30/08/2019

PERCHÉ I SAMURAI NON USAVANO LO SCUDO?

Chii ha avuto a che fare con le cose militari del Giappone, anche solo per aver visto un film, letto un libro o giocato a un videogioco ambientato durante l'era Sengoku - il periodo che dal 1467 al 1603 vide la guerra civile fra i vari daimyo - potrebbe essersi posto questa domanda. Per noi europei lo scudo ha avuto un ruolo centrale per gran parte della nostra storia militare, dall'antichità fino all'età moderna. Basta pensare a legionari e opliti, protetti dai grandi scudi, o a vichinghi e rodoleri per constatare quanto questo mezzo di difesa (ma anche offesa) occupi un posto importantissimo nel nostro immaginario. Ma non solo, infatti lo scudo era diffuso dalla Cina all'Egitto, dal Messico al Congo, e anche in Giappone fino a un certo periodo rimase in voga. Dunque per quale motivo i guerrieri del Sol Levante a un certo punto smisero di utilizzarlo?

Prima di cominciare è meglio fare una precisazione però: i samurai non abbandonarono del tutto l'uso di coperture in battaglia. Infatti continuarono ad usare i "tate", grandi scudi di legno o bambù, molto simili ai nostri pavesi, per proteggere gli arcieri e gli archibugieri dal tiro nemico. Inoltre, piccoli scudi portati a mano e chiamati "tedate" continuarono ad essere usati sporadicamente in incursioni, attacchi notturni e schermaglie.

Quando si parla di fenomeni simili, cercare un solo elemento determinante è spesso fuorviante: quasi sempre vi sono tutta una serie di motivi, grandi e piccoli, che concorrono a modificare in una direzione la situazione corrente.
Alcuni affermano che lo scudo sia caduto in disuso perché era troppo ingombrante da usare e perché disonorevole, in quanto era un oggetto e non l'abilità del guerriero a proteggere. Mi trovo in disaccordo con entrambe le posizioni, innanzitutto perché con "scudo" intendiamo tutta una serie di oggetti che vanno dal grande ed effettivamente pesante scutum romano ai leggeri e piccoli buckler. Inoltre questi strumenti erano tutt'altro che poco maneggevoli e ingombranti, tanto che potevano essere anche usati per offendere, oltre che per difendere. L'umbone, la parte centrale dello scudo fatta in ferro, oltre a costituire il pezzo più robusto dello scudo, poteva anche essere usato per colpire gli avversari; e anche il bordo, che in alcuni casi era coperto di ferro per renderlo simile a una lama, poteva essere usato nello stesso modo.
Per quanto riguarda il codice d'onore dei samurai, il famoso bushido, i giapponesi non sarebbero stati così miopi da abbandonare un'arma utile solo per una questione d'onore: infatti le armi da fuoco e altri mille stratagemmi, anche se in teoria disonorevoli, erano usati con grande frequenza in tutto l'arcipelago.

I motivi per cui quest'arma cadde in disuso sono molteplici. Con l'introduzione del cavallo in Giappone e l'emergere della figura del samurai come guerriero montato armato principalmente di arco, la fanteria gradualmente venne relegata a un ruolo secondario e si preferì armarla con lunghe lance, archi e poi archibugi. L'uso di armi a due mani dunque precludeva l'utilizzo di scudi, in modo simile ai macedoni, che passarono dal grande oplon greco a uno scudo molto più piccolo per potere reggere la lunga sarissa con entrambe le mani. Bisogna inoltre considerare l'utilizzo primario dello scudo, ovvero quello di difesa contro le armi a distanza. In Giappone non troviamo armi di potenza paragonabile all'arco lungo inglese o alle balestre europee o cinesi, rendendo così il fante ben protetto dalla sua sola armatura. Ricordiamoci che l'arco (e lo scudo) in Europa cadde in declino a causa della diffusione e del miglioramento delle corazze dopotutto.
I samurai imparavano a padroneggiare diverse armi, come lo yari (lancia), lo yumi (arco) e la katana, tutte utilizzate a due mani. La corazza nipponica era abbastanza comoda da permettere l'uso dell'arco, e abbastanza robusta da proteggere da frecce, lame e persino da colpi di arma da fuoco, almeno fino a una certa distanza. L'armatura del samurai (a livello generale, infatti ve ne erano di diversi tipi) aveva implementato la funzione di scudo, affidata agli spallacci dalla tipica forma quadrata e molto grandi. Questi infatti non erano fissati all'armatura, bensì legati, per diminuire l'ingombro e permettere di toglierli velocemente.

Dunque, gli scudi non erano necessari per fermare le frecce prima, e non erano di grande aiuto contro le pallottole poi. Oltre a questi motivi di natura pratica, bisogna anche considerare lo status mentis di daimyo e samurai, un'operazione non facile per noi moderni coadiuvati dal senno di poi. Innanzitutto la mentalità militare dell'epoca, impregnata degli insegnamenti di Sun Tsu, prediligeva l'attacco alla difesa. Agli assedi si preferivano battaglie campali, e a formazioni protette da muri di scudi si preferivano equipaggiate per l'offesa. Lo stesso spirito lo ritroviamo nella Seconda Guerra Mondiale, quando gli ufficiali, discendenti dei samurai, armati di katana guidavano le cariche banzai della fanteria imperiale, convinti (come molti anche in altri paesi) che lo slancio morale, l'élan del singolo potesse avere la meglio sulla macchina. Però si badi bene a non ridurre la questione a una semplice questione di mentalità. Come abbiamo detto prima, si trattò di tutta una serie di motivi che portarono alla trasformazione di quest'arma, seguendo un iter non troppo diverso da quello che portò alla sparizione degli scudi dai campi di battaglia europei dall'età moderna in poi.

Indirizzo

Via Quartaroli/Scuola Benedetto Croce/
Forlì
47121

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