09/07/2025
Bravi. Anzi, bravissimi. Siamo diventati ottimi sostenitori della consuetudine estiva, quella che viviamo ogni volta che dalle nostre terre spuntano colonne di fumo e lingue di fuoco. Guardiamo gli elicotteri e i Canadair passare a bassa quota, spesso chiudiamo porte e finestre perché "per il fumo, non si respira". E ogni volta punto e a capo. A bruciare sono i nostri uliveti, i castagneti, i noccioleti. Perché poi, ovviamente, il Vallo di Lauro campa con ben altro: abbiamo splendide spiagge, fiumi con cascate e piste da sci.... Ah, no. Giusto, non ne abbiamo. In breve, diamo fuoco alle nostre ricchezze. E non è solo il fatto che molto spesso gli incendi sono dolosi, perché, diciamocelo, all'autocombustione poco crediamo... É che ogni volta perdiamo i sacrifici dei nostri nonni, dei nostri avi. Poi può anche andar peggio! Perché ad esempio oggi l'incendio si è fermato ai piedi del Santuario della Ca**tà, a Moschiano. È non è un miracolo: é solo fortuna.. Quale sarebbe stata la nostra reazione se la chiesa fosse andata a fuoco? Ci saremmo disperati perché in quelle mura ci sono i sacrifici dei nostri nonni. Proprio come per i nostri terreni. Anche quelli sono sacri. E poi, un particolare, che per noi è molto importante: l'incendio di oggi ha devastato la Rocella, questo sentiero quasi unico, che dal Sud Italia attrae un sacco di ciclisti professionisti perché è tecnico, difficile, affascinante. Anzi, lo era, perché adesso é solo un cumulo di carbone e pietre franate. Oggi la Rocella, domani magari altri sentieri, così queste montagne le chiudiamo proprio e bruciamo anche questa possibilità di sviluppo.
Bravi, anzi bravissimi noi. Perché siamo cogl**ni e non ce ne rendiamo conto. Diamo fuoco a quello che ci può dare da mangiare e anche se non lo facciamo direttamente, alimentiamo le fiamme girando lo sguardo dall'altra parte.