30/06/2021
Come al solito ha detto tutto lui. Con le parole, con i silenzi, con il comportamento, con i suoi sguardi concentrati, fieri e, negli ultimi mesi anche crucciati per l'andamento della stagione e l'impotenza di chi non viene quasi mai chiamato in causa. L'aut-aut annunciato era o Fiorentina o ritiro, come a dire che non esiste il calcio senza questa città, questi colori, questi tifosi, anche quando un allontanamento (probabilmente obbligato) ti ha consentito di ricalpestare palcoscenici europei e sfiorare uno Scudetto. Se è vero che nel calcio di oggi le bandiere sono sempre più rare non si può dire che da Firenze - anche negli ultimi anni - non siano passati giocatori innamorati che avrebbero volentieri dato di più per questa maglia, in campo o fuori. Purtroppo la storia recente ci parla di tante opportunità trascurate sia dalla vecchia proprietà (con i vari Prandelli, Jorgensen, Pasqual, Pizarro, Borja Valero, Antognoni, &Co.) che dalla nuova (Dainelli, Borja Valero, Frey, probabilmente Ribery e Antognoni), sempre con spiegazioni insufficienti o inesistenti. La sensazione è di enorme impoverimento, ma passa tutto in caciara, come se avere o non avere a bordo certe personalità col viola (o le coordinate del Ponte Vecchio, come Borja) tatuato addosso alla fine non cambiasse poi tanto... Nel cuore di un tifoso lo scompenso è evidente, ma non sono cose che vengono prese sul serio. Si accetta quello che viene, si guarda avanti, si spera di vedere smentite le proprie sensazioni spiacevoli e si continua ad avere fiducia in un cambiamento positivo.
Oggi il nostro Sindaco lascia il calcio perché non ha avuto l'opportunità di continuare a giocarlo nell'unico modo in cui per lui avrebbe ancora un valore, un sapore. Anche a noi dispiace non poterti salutare degnamente mentre ti inchini commosso sotto la Fiesole, ma sai cosa Borja, più dei momenti di gloria contano la continuità, la dedizione, lo stile, le scelte di vita. Tutte cose troppo grandi per essere contenute in un evento, un videoclip, una fotografia a effetto, un fascio di luce bianca dei riflettori. Sei ontologicamente parte del nostro popolo e no, non ti abbracceremo idealmente mentre cammini sotto la Fiesole perché lo faremo incontrandoti di persona con Rocio, Álvaro e Lucía in giro per il centro e, sicuramente, mentre canti con noi sui gradini della Fiesole.
Non ci separa più niente.
Siamo la tua vittoria più grande e tu sei il nostro orgoglio più grande. Un fiorentino fra di noi.
Grazie.