18/06/2026
Dalla Sicilia al continente day8.
Per darmi un giorno di riposo a Messina, prima della traversata a nuoto dello stretto, avrò da pedalare più del solito, in queste due ultime tappe. Oltretutto, sulla traccia da percorrere, c'è una grande carenza di alloggi. Stasera devo arrivare a Novara di Sicilia, dove mi attende il vice sindaco, contattato per me dal referente Cai, per trovarmi un posto per pernottare.
Per guadagnare tempo, scendo su asfalto fino a Zafferana etnea. Da qui inizio una salita rapidissima, parzialmente all'ombra, che percorro spingendo la bici a piedi. All'improvviso due cani enormi scendono verso di me, con intenzioni piuttosto bellicose....impugno lo spray al peperoncino, e inizio a alzare la voce e ad urlare, anche perché già mi giravano, per la fatica che stavo facendo, adesso ci si mettono pure i cani....uno dei due batte subito in ritirata, ma l'altro, il più grosso, pur calmandosi, continua a seguirmi da vicino, con sguardo assassino. Io continuo a spingere sulla salita e lui sempre dietro per almeno 10 minuti, finché finalmente ad un bivio, mi molla. Quando il sentiero inizia a spianare, è il fondo di sabbia vulcanica a crearmi difficoltà. Avanzare è dura in pianura, in salita impossibile, anche se in certi momenti la situazione migliora e il panorama sul versante est dell'Etna, tira su il morale. La pineta di Linguaglossa, mi concede un po' d'ombra, una bella variante paesaggistica, che mi conduce al rifugio Ragabo, dove essendo domenica, c'è un grande affollamento ed io per non perdere troppo tempo, mi devo accontentare, di un pur gustoso panino alla salsiccia. Riparto nel bosco, ma presto sono di nuovo a salire, fra antiche colate laviche, sotto il sole, che anche a queste alte quote picchia duro. Comunque giungo in vista della valle dell'Alcantara e sicuramente, da lì in poi, so che non avrò più a che fare, con questo fondo di sabbia lavica, che oltre a farmi faticare da matti, mi ha pure fatto cadere e prendere una bella botta sulla coscia destra, che non riesco più a forzare. La discesa verso Moio alcantara è pietrosa e sembra non aver fine, mettendo a dura prova i miei polsi. Giunto nel paesino, nella desolazione totale, fortunatamente c'è un bar aperto, in cui mi rifocillo a dovere, scambiando due chiacchiere, con tre ragazzi che avranno l'età dei miei figli e che ingannano il tempo come possono, perciò volentieri ascoltano interessati, il racconto delle mie avventure.
Riparto su una lunga salita, ma pedalabile seppur assolata. Una piccola foratura, si autoripara col gel della camera d'aria e mi basta una gonfiatina, per ristabilire la giusta pressione. Un pochino di bosco e un ultimo tratto su asfalto, mi portano a transitare dal piccolo borgo di San Basilio e infine salire fino a Novara di Sicilia, uno dei borghi più belli d'Italia, dove mi aspetta il vice sindaco, per offrirmi una gradita birra e portarmi all'alloggio. La piccola casetta di una certa signora Maria, che con pudore, mi chiede trenta euro, da lasciare l'indomani sul comodino....
Termino la giornata con una squisita cena, a base di specialità locali, nel ristorante che il giorno precedente, ha ospitato uno di quei banchetti nuziali, che durano dodici ore.