16/04/2021
GIANNA MARCHINI
Fiorentina, nata nello storico rione di Santa Croce il 18 gennaio del 1906, iniziò la sua attività piuttosto casualmente, partecipando ad un Convegno Alpestre a Monte Maggiore nel giugno del 1922, dove vinse una "corsa di velocità per signorine".
L'anno successivo la Giannina, iscritta alla Palestra Ginnastica Fiorentina Libertas, corse al Galluzzo una gara in pista di 80 metri piani "per signorine" e fu seconda. Pochi giorni dopo, alla fine di settembre del 1923, vinse una prova sui 60 metri di un'altra festa agreste a Monte Starniano; prima che finisse l'anno fece altre due gare di sprint e fu seconda alla Vallombrosina e prima a Peretola.
Il suo talento fu intuito da Vasco Neri, dirigente dell' Unione Sportiva Fiorentina "Sempre Avanti", che tesserò la Marchini nel 1924, anno in cui vinse il titolo toscano in ben quattro specialità: 80 e 250 piani, ostacoli e salto in alto.
Nel 1925 divenne ancora campionessa regionale, nei 250 metri e nel salto in alto. Seguì un anno senza acuti, il '26, dopodichè la Marchini cominciò a dimostrare la sua classe a livello nazionale: si piazzò terza ai campionati italiani di corsa campestre del 1927, ancora tesserata per la "Sempre Avanti!", e in agosto, durante le gare di selezione per l'incontro Italia-Francia, la Giannina finì seconda, alle spalle della famosa Pedrazzani che realizzò il nuovo primato italiano dei 1.000 metri. Vestì dunque la maglia della nazionale e nella gara dei 1.000 di quell'incontro Italia-Francia, pur sconfitta dalla francese Jolly, realizzò il nuovo record italiano in 3'14"2\5.
Fu questo un record assai longevo: rimase tale per ben 42 anni, imbattuto fino al 1969!
Sempre nel 1927 la Marchini fece ancora una gara splendida, negli 800 metri dei campionati italiani, ma fu di nuovo seconda alla Pedrazzani che polverizzò il record su quella distanza. Ma la Giannina, staccata di un solo secondo, era ormai lanciata nell'orbita dell'atletica nazionale e alla fine dell'anno cambiò maglia vestendo i colori della Giglio Rosso, insieme a tutta la sezione atletica della "Sempre Avanti".
Il 1928 della "biondina di Santa Croce", così la chiamavano affettuosamente i tifosi ed i giornali dell'epoca, fu travolgente: vinse cinque gare su cinque, sconfisse la Pedrazzani nelle quattro occasioni in cui questa fu presente e migliorò per due volte il record degli 800 metri. Fu selezionata per le Olimpiadi di Amsterdam, dove partecipò alla prova degli 800: fu quarta in batteria ed eliminata, ma autrice di una gara coraggiosa. Il divario fra l'atletica nazionale e quella degli altri paesi era ancora troppo vasto.
Ancora nel '28, ai campionati italiani privi delle gare di mezzofondo, si iscrisse ai 400 metri piani e li vinse con il tempo di 66"0.
Il 1929 fu il suo ultimo anno di gare: vinse il campionato italiano di corsa campestre, migliorò ancora una volta il record degli 800, e ai campionati italiani, ancora privi delle corse di mezzofondo, si classificò seconda nei 400 metri.
Scomparve nel 1976; pochi anni prima aveva vissuto l'ultimo momento di celebrità, quando nel 1969 fu battuto - dopo così tanti anni - il suo primato italiano dei 1.000 metri.