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4MOVE Academy 4MOVE Academy si occupa di sviluppare corsi di formazione in ambito sport, fitness, fisioterapia e nutrizione.

09/09/2026

🦶 IL TUO DEADLIFT PUÒ MIGLIORARE ANCHE IL MODO IN CUI CORRI?

Durante camminata e corsa passiamo continuamente da appoggio → stabilizzazione → spinta.

Il Deadlift 80/20 FMO riproduce una condizione asimmetrica in cui possiamo lavorare sul controllo del piede e sulla sua integrazione con polpaccio, ginocchio, hamstring, anca e core.

Un esercizio PreHAB che combina:

controllo motorio + mobilità + stabilità + forza.

In questo caso Luca, atleta HYROX, lo utilizza per lavorare su un pattern di movimento associato al dolore e, contemporaneamente, costruire maggiore controllo e forza nella preparazione atletica.

🎯 FMO non allena semplicemente un muscolo. Cerca il punto debole e costruisce il movimento.

Vuoi imparare il metodo?

📍 Roma — 19 settembre
📍 Firenze — 20 settembre
📍 Milano — 11 ottobre

Scrivi FMO nei commenti o in DM.

FunctionalTraining

SCARPE MINIMALISTE: SONO DAVVERO “MIGLIORI”?La domanda, probabilmente, è sbagliata.Una scarpa minimalista non è automati...
08/09/2026

SCARPE MINIMALISTE: SONO DAVVERO “MIGLIORI”?

La domanda, probabilmente, è sbagliata.
Una scarpa minimalista non è automaticamente migliore di una scarpa convenzionale.
È soprattutto una diversa configurazione di carico.

Ridurre cushioning, rigidità, stack height, differenziale tallone-avampiede e supporto modifica il modo in cui le sollecitazioni vengono distribuite lungo il sistema piede–caviglia–arto inferiore.

Questo può tradursi in una maggiore richiesta sul piede e in adattamenti muscolari. Una systematic review del 2023 ha riportato possibili aumenti di forza e dimensione dei muscoli del piede, ma con risultati variabili e senza dimostrare automaticamente una riduzione degli infortuni.

Allo stesso tempo, il carico può aumentare su:

avampiede;
polpaccio;
tendine d’Achille;
piede e caviglia.

Quindi il carico non scompare.
Viene redistribuito.

Ed è qui che entra il concetto più importante: adattamento.

La review di Warne & Gruber sui protocolli di transizione ha analizzato 20 studi e ha trovato programmi estremamente eterogenei, con durate comprese tra 2 settimane e 6 mesi.

Ancora più interessante: l’esposizione finale non era necessariamente del 100%.
La media era circa il 60% del volume, con un range dal 30 al 100%.

Questo significa che non esiste alcun obbligo di “convertirsi” completamente alla scarpa minimalista.

Può essere usata come:
strumento di training,
parte di una rotazione,
stimolo progressivo,
modalità per modificare la richiesta sul piede.

La domanda quindi non dovrebbe essere:

“Minimalista sì o no?”

Ma:
“Quanta richiesta in più può tollerare oggi questa persona?”
E soprattutto:
“Come posso dosarla senza superare la capacità di adattamento del sistema?”
Questo è il punto.
Non stai solo cambiando scarpa.
Stai cambiando stimolo.

📚 Riferimenti principali

Warne JP, Gruber AH. Transitioning to Minimal Footwear: A Systematic Review of Methods and Future Clinical Recommendations. Sports Med Open. 2017;3(1):33.

Systematic review 2023 su minimalist shoes, intrinsic foot muscle size and strength.

Crunch, sit up, plank a ripetizione. Se il tuo core training è tutto qui, ti manca un pezzo.Il core serve a resistere al...
08/09/2026

Crunch, sit up, plank a ripetizione. Se il tuo core training è tutto qui, ti manca un pezzo.

Il core serve a resistere al movimento, non a produrlo. E lavora bene solo quando scapole, addome e glutei si parlano. È il complesso Hi.C.S.: hip, core, scapula.

Il suo compito è dire di no. No all'estensione, no alla flessione laterale, no alla rotazione quando l'equilibrio salta. Tre funzioni che, allenate insieme, tengono ferma la zona lombare mentre il resto si muove.

Anche il plank fallisce l'obiettivo se attivi solo l'addome e ti dimentichi di glutei e scapole.

Al corso di Allenamento Funzionale costruiamo le progressioni per allenarlo in sinergia, non a pezzi.

Scrivici in DM o chiamaci al 📞 +39 3386235655

ARCO BASSO SIGNIFICA PIEDE DEBOLE?No. O almeno, non possiamo saperlo semplicemente guardandolo.Per molto tempo abbiamo u...
05/09/2026

ARCO BASSO SIGNIFICA PIEDE DEBOLE?

No. O almeno, non possiamo saperlo semplicemente guardandolo.

Per molto tempo abbiamo utilizzato la forma del piede come una scorciatoia per interpretarne la funzione.

Arco basso = debole.
Arco alto = forte.
Pronazione = instabilità.

Ma il sistema è molto più complesso.

La postura statica del piede non ci dice, da sola, quanto quella persona sia capace di:

produrre forza,
mantenere equilibrio,
gestire carico,
correre,
saltare,
tollerare fatica,
oppure svolgere il proprio sport.

Due persone possono avere un piede molto simile dal punto di vista morfologico e capacità completamente differenti.

Ed è qui che cambia la domanda.

Non:

“Quanto è alto l’arco?”

Ma:

“Che cosa sa fare questo piede?”

Quanto carico tollera?
Come controlla la deformazione?
Come reagisce quando aumenta la velocità?
Come si comporta in monopodalica?
Riesce a trasferire forza?
Ci sono sintomi?
Il movimento limita realmente il compito?

Anche dolore e forma non sono sinonimi.

Un cambiamento biomeccanico non garantisce una variazione dei sintomi, così come la presenza di un arco basso non dimostra automaticamente una disfunzione. Gli stessi materiali 4MOVE sottolineano che la funzione e il dolore devono essere valutati separatamente.

Lo stesso vale per la performance.

Un piede più forte o con un miglior controllo locale può offrire più opzioni al sistema, ma la prestazione dipende dall’integrazione con caviglia, ginocchio, anca, tronco, carico e gesto specifico. Le evidenze attuali non supportano l’idea che modificare la forma del piede produca automaticamente migliori prestazioni.

Per questo, nel ragionamento HMO, il principio è semplice:

non allenare una forma.
Allena una capacità rilevante per quella persona e per quel compito.

La postura può essere un’informazione.

Non deve diventare una diagnosi funzionale.

04/09/2026

[MUSCOLI O MOVIMENTI?]
FIRENZE - ALLENAMENTO FUNZIONALE
19-20 Settembre
Disponibile anche in versione VIDEOCORSO ON DEMAND
Info PROMO 📩
Un kettlebell swing non allena i glutei, allena un movimento, un pattern motorio
Questa distinzione cambia tutto l’approccio nella strutturazione di programmi
Il corpo non ragiona per muscoli, ragiona per movimenti
In natura non esiste non esiste l’isolamento muscolare. Esiste la sinergia che genera pattern di
movimento specifici
Questi movimenti fondamentali, questi pattern fondamentali sono 8
Lo scopo primario dell’allenamento funzionale è rendere questi 8 pattern di movimento
fondamentali più economici ed efficienti, per consentirti poi di poter svolgere la disciplina che più
preferisci
Un programma di allenamento funzionale deve prevedere esercitazioni che siano: multiarticolari,
multiplanari, core dipendenti (ogni esercizio deve generare una richiesta di stabilizzazione
aumentata da parte del core), finalizzato (deve avere uno scopo, non deve essere un esercizio per
fine a sé stesso
Non siamo più a fine anni 90 dove bastava buttare giù le cose e fare i circuiti per chiamarlo
“allenamento funzionale”
E’ il metodo che separa chi copia schede, chi copia protocolli, da chi costruisce programmi a lungo
termine
Nel corso allenamento funzionale rigeneriamo i pattern di movimento fondamentali
e li integriamo con progressioni utilizzando il corpo libero, l’allenamento in sospensione
e piccoli tool funzionali
Disponibile in formato video corso o in aula
Info per la nostra promozione in dm



Il tuo cliente non scende in uno squat profondo e tu gli dai subito esercizi di mobilità. Aspetta un attimo.Fallo sdraia...
03/09/2026

Il tuo cliente non scende in uno squat profondo e tu gli dai subito esercizi di mobilità.

Aspetta un attimo.

Fallo sdraiare e portare le ginocchia al petto. Se le anche si flettono bene, senza che la lombare compensi, il problema non è la mobilità. È la stabilità.

Quando manca controllo, il sistema nervoso chiude il range come forma di protezione. Non è rigidità, è difesa attiva.
Se in quella situazione insisti sulla mobilità, crei gioco dove servirebbe tenuta. E il fastidio, prima o poi, arriva.
La regola non cambia: la diagnosi funzionale viene prima del protocollo. Sempre. Prima capisci cosa limita davvero il movimento, poi scegli l'esercizio.

Di questo parliamo al corso di Allenamento Funzionale.

Scrivici in DM o chiamaci al 📞 +39 3386235655

LA PRONAZIONE È DAVVERO QUALCOSA DA CORREGGERE? 👣Per anni abbiamo osservato il piede quasi esclusivamente cercando devia...
01/09/2026

LA PRONAZIONE È DAVVERO QUALCOSA DA CORREGGERE? 👣

Per anni abbiamo osservato il piede quasi esclusivamente cercando deviazioni da una presunta posizione ideale.

Arco che scende.
Calcagno che si muove.
Piede che prona.

E troppo spesso la conclusione è stata immediata:

“Bisogna correggerlo.”

Ma la pronazione è innanzitutto un movimento fisiologico.

Durante l’accettazione del carico, il piede deve potersi deformare per adattarsi alla superficie, modificare la distribuzione delle pressioni e contribuire alla gestione dell’energia.

Poi deve essere capace di controllare quella deformazione e recuperare sufficiente stabilità per trasferire forza.

Il punto, quindi, non è semplicemente chiedersi:

“Quanto prona?”

Domande molto più interessanti sono:

Quando prona?
Con quale velocità?
In quale fase del movimento?
Quanto carico deve gestire?
Riesce successivamente a recuperare stabilità?
E soprattutto: quel comportamento è tollerato?

Una pronazione evidente, in assenza di sintomi e con buona capacità di carico, non rappresenta automaticamente una disfunzione.

Allo stesso modo, osservare una determinata postura del piede non ci dice da sola quanto quella persona sia forte, resistente, coordinata o capace di correre, saltare e gestire il proprio sport.

Per questo il nostro obiettivo non dovrebbe essere costruire un piede che non prona.

Dovrebbe essere costruire un piede capace di pronare quando serve, controllare il movimento e diventare sufficientemente stabile quando il compito lo richiede.

👉 Controllare non significa bloccare.

Significa poter utilizzare il movimento senza esserne dominati.

Ed è proprio qui che cambia il ragionamento clinico:

non allenare una forma.
Allena una capacità.

Salva il carosello se lavori con piede, corsa o arto inferiore e condividilo con chi considera ancora la pronazione automaticamente un errore biomeccanico.

Il tuo paziente si sente instabile, ma gli esami vestibolari sono tutti nella norma. E tu resti senza una spiegazione da...
31/08/2026

Il tuo paziente si sente instabile, ma gli esami vestibolari sono tutti nella norma.

E tu resti senza una spiegazione da dargli.
Può essere PPPD, la dizziness posturale-percettiva persistente.

Il sistema vestibolare non è per forza danneggiato. Il cervello continua a usare strategie di compenso che all'inizio proteggevano la persona e adesso la tengono bloccata.
Per questo metterlo alla prova sull'equilibrio non basta, e a volte peggiora i sintomi.

Serve un altro lavoro. Un percorso graduato, che rieduca il modo in cui vista, vestibolo e propriocezione tornano a parlarsi, senza caricare troppo in fretta.

Nel Vestibular Training impari a riconoscere questi quadri e a costruire la progressione giusta.

Scrivici in DM o chiamaci al 📞 +39 3386235655

28/08/2026

[POCO MOBILE O POCO STABILE?]
FIRENZE - ALLENAMENTO FUNZIONALE
19-20 Settembre
Disponibile anche in versione VIDEOCORSO ON DEMAND
Info PROMO 📩
Se il tuo cliente non riesce a fare uno squat profondo, fai questo test prima di somministrargli
esercizi di mobilità
Sdraialo supino e chiedigli di portare le ginocchia verso il petto, di flettere le anche
Se lo fa senza problemi, senza compensi a livello lombare, il problema non è di mobilità ma è di
stabilità
Il corpo non permette un movimento che non può controllare
Quando manca stabilità il sistema nervoso riduce il range di lavoro utile come meccanismo di
protezione
Non è rigidità, è difesa attiva
Se in questa situazione lavori sulla mobilità rischi di fare solo danno, perché andrai a creare
mobilità eccessiva in zone che necessiterebbero di stabilità. Come la spina lombare
La distinzione pratica è molto semplice: se in scarico è presente mobilità ma negli esercizi contro
gravità perdiamo range di movimento, il problema è di stabilità; se invece abbiamo un range di
movimento ridotto sia in scarico che contro gravità, il problema è di mobilità
La diagnosi funzionale viene prima del protocollo, sempre
Nel corso allenamento funzionale impari a fare questo tipo di valutazioni e a costruire progressioni
corrette, dalla correzione delle disfunzioni all’integrazione del movimento in schemi completi e
complessi
Puoi fruire del corso sia in presenza in aula che è in formato digitale nella versione video corso
Info in direct per usufruire della nostra promozione



Foot core per te vuol dire muscoli intrinseci del piede?È solo una parte della storia.Nel modello di McKeon il piede è u...
27/08/2026

Foot core per te vuol dire muscoli intrinseci del piede?
È solo una parte della storia.

Nel modello di McKeon il piede è un sistema con tre componenti che lavorano insieme. La parte passiva, fatta di ossa, legamenti e fascia plantare, dà la struttura. La parte attiva, i muscoli, produce la forza. La parte neurale, recettori e sistema nervoso, adatta il piede al terreno momento per momento e controlla tutto il sistema.

Lo short foot allena un pezzo di tutto questo. Da solo non è il foot core, è un punto di partenza.

L'obiettivo non è un arco sempre alto o un piede sempre rigido. È un piede che sa adattarsi quando assorbe il carico e stabilizzarsi quando deve spingere.

Allenare il piede vuol dire lavorare su forza, controllo e coordinazione dentro i gesti reali, non solo sentire lavorare l'arco.

Scrivici in DM o chiamaci al 📞 +39 3386235655

Indirizzo

Viale Europa 64
Florence
50126

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