26/12/2016
Se pensate che sotto al vostro sedere ci sia solo la sella, sbagliate.
E non è nemmeno corretto pensare che ci siano solo i muscoli paravertebrali e la colonna vertebrale del cavallo.
Avrete sicuramente sentito parlare del diaframma.
Forse qualcuno di voi sa che è il principale muscolo inspiratore.
Ma in pochi sanno che non ha solo un ruolo inspiratorio. Infatti è muscolo ampiamente coinvolto a livello di postura e di movimento.
È un muscolo grosso, potente e dalla forma particolare.
In questa immagine lo potete vedere.... alla vostra sinistra ci sono i posteriori divaricati, alla vostra destra gli anteriori che non vedete.
Se volete averne un'idea spazialmente, immaginate di essere sotto ad un ombrello. Il diaframma non ha una forma circolare, bensì piuttosto quella di un ovale.
Immaginate quindi un un ombrello che abbia una forma ovale.
Bene....ora siete sotto al diaframma. Quando inspirate, la cupola formata dall'ombrello, tende ad appiattirsi, ad abbassarsi, allungando in questo modo i polmoni, nei quali si crea una depressione che favorisce l'entrata dell'aria. Più o meno quello che succede quando abbassate il pistone di una siringa tenendo l'ago rivolto verso l'alto. Il tampone nero è il diaframma, tutto ciò che sta sopra sono i polmoni.
Capito?
La cosa meravigliosa, almeno per un osteopata, è che il diaframma ha inserzioni ossee, solo da una parte, cioè coste, sterno e vertebre dorsali e lombari.
La sua parte più caratteristica, é il plesso solare, ossia il punto in cui i vari muscoli digastrici (ossia una serie di muscoli doppi che formano il diaframma), si incrociano.
Questo punto fa parte del tendine centrale del corpo, ed ha una valenza importantissima in osteopatia.
È formato dal susseguirsi di tutta una serie di strutture fasciali e connettivali che sono una sorta di fulcro fondamentale per il movimento del corpo.
Quindi vi dicevo che il diaframma non ha solo un ruolo respiratorio.
Ecco perché è fondamentalmente sempre coinvolto in problematiche relate alla colonna vertebrale. Ed ecco perché durante una seduta di osteopatia equina (ed umana) non si deve mai dimenticare di considerare questa meravigliosa struttura.
Purtroppo c'è ancora tanto da fare e da da comprendere, e la dimostrazione sta nel fatto che sia terribilmente difficile trovare immagini esplicative a livello biomeccanico e funzionale del diaframma, in ambito equino.
Avete mai provato a sentire come respira il vostro cavallo, quando galoppate? Avrete notato che i respiri sono in sincrono con l'appoggio e la spinta. Giusto? Avrete notato anche come questi respiri non possano essere profondi, ma ovviamente superficiali. Ciò comporterà una pressione, ossia una forza di lavoro espressa dal diaframma, nettamente maggiore di quanto sarebbe, ad esempio con il cavallo senza sella, sottopancia e cavaliere....
Semplicemente il sistema richiede più energia per funzionare.
Ma questa energia si traduce in un fortissimo impatto pressorio a livello toracico ed a livello addominale... poiché queste due camere sono separate proprio dal diaframma.
Insomma, ricordatevi che, più o meno a livello della paletta, ossia dove finisce la sella, c'è una delle tante meraviglie della natura, che lavora silenziosamente non solo per alimentare il motore del vostro cavallo, ma anche per contribuire al suo movimento.