17/12/2025
𝐒𝐄𝐑𝐕𝐄 𝐂𝐎𝐑𝐀𝐆𝐆𝐈𝐎 𝐏𝐄𝐑 𝐏𝐑𝐀𝐓𝐈𝐂𝐀𝐑𝐄 𝐘𝐎𝐆𝐀 𝐄𝐒𝐏𝐄𝐑𝐈𝐄𝐍𝐙𝐈𝐀𝐋𝐄
Iniziare il corso di Yoga Esperienziale è relativamente facile, soprattutto per chi cerca un modo per rilassarsi e 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐮𝐫𝐛𝐢 𝐥𝐞𝐠𝐚𝐭𝐢 𝐚𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐫𝐞𝐬𝐬 della vita moderna. Ma, per proseguire nel percorso, serve coraggio.
𝐈 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐢 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐟𝐢𝐜𝐢 si avvertono 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐝𝐨𝐩𝐨 𝐩𝐨𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢. Le pratiche sono semplici, ma incredibilmente efficaci. Esse si ispirano agli insegnamenti del Dr. Bhole, un medico specializzato in fisiologia, esperto internazionale di 𝐘𝐨𝐠𝐚 𝐓𝐡𝐞𝐫𝐚𝐩𝐲, e pioniere degli studi scientifici applicati allo yoga negli anni '60 e '70
Quando 30 anni fa ho iniziato la mia formazione con lui, sono rimasto 𝐚𝐟𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐘𝐨𝐠𝐚 𝐓𝐫𝐚𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞, che aveva un campo di azione e una efficacia diversa e per certi versi più profonda rispetto ai benefici del movimento nell’ambito dell’educazione fisica e dello sport.
Molti medici e specialisti, leggendo gli effetti e i benefici dello yoga documentati dagli studi scientifici, indirizzano i loro pazienti verso i corsi di yoga. Questi studi sono basati su evidenze concrete, la cosiddetta EBM (𝐄𝐯𝐢𝐝𝐞𝐧𝐜𝐞 𝐁𝐚𝐬𝐞𝐝 𝐌𝐞𝐝𝐢𝐜𝐢𝐧𝐞).
Ma di fronte alla 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐨𝐟𝐟𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐲𝐨𝐠𝐚 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐫𝐧𝐨, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐨𝐫𝐢𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐬𝐢? 𝐐𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐬𝐜𝐞𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞? Lo Yoga Esperienziale si propone come un metodo specialistico di nicchia, che unisce efficacia e sicurezza, con pratiche semplici da eseguire ma estremamente potenti.
𝐈 𝐃𝐔𝐄 𝐒𝐓𝐄𝐏 𝐍𝐄𝐋 𝐏𝐄𝐑𝐂𝐎𝐑𝐒𝐎 𝐘𝐎𝐆𝐀 𝐄𝐒𝐏𝐄𝐑𝐈𝐄𝐍𝐙𝐈𝐀𝐋𝐄
Dopo le prime 8-10 lezioni di yoga, molti allievi hanno riportato un resoconto scritto della loro esperienza. I miglioramenti si fanno sentire fin da subito: le tensioni fisiche si riducono, la respirazione diventa più profonda, si sperimenta un maggiore rilassamento, migliora la qualità del sonno e cresce l’energia complessiva. Questo segna il raggiungimento di un primo obiettivo. Ma c’è anche una seconda fase che emerge: 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐯𝐞𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐞́, 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞 𝐞𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢.
Inizia così a sorgere 𝐢𝐥 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐨𝐧𝐝𝐨, 𝐝𝐢 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐞́ 𝐞 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢 𝐜𝐢𝐫𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚. Per alcuni, questo può essere spaventoso, e così scelgono di interrompere la pratica, lasciandosi sopraffare dalla frenesia del quotidiano. Altri, invece, con coraggio, decidono di fare un passo in più. Continuano a praticare, accogliendo l’opportunità di conoscersi meglio, di portare più pace dentro e fuori di sé, e di scoprire una nuova dimensione della propria esistenza.
La pratica costante attiva, infatti, un atteggiamento interiore speciale, che nel linguaggio yogico è chiamato 𝐝𝐫𝐚𝐬𝐡𝐭𝐚: si sviluppa la capacità di diventare 𝐨𝐬𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢 (drashta) 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐝𝐢𝐬𝐭𝐚𝐜𝐜𝐚𝐭𝐢 (vairagya) 𝐝𝐞𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞 𝐞𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐧𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐯𝐨𝐥𝐭𝐢. Questo segna l’inizio di un vero e proprio rinnovamento interiore.
Giuseppe Goldoni