Lion Boxing Club Ferrara

Lion Boxing Club Ferrara Scuola di Pugilato iscritta alla Federazione Pugilistica Italiana, con tecnico federale di 2 livello.

concordo.
23/08/2026

concordo.

Morello perde per abbandono contro un avversario più forte, più alto, più pesante e, cosa non di poco conto, contro un peso medio naturale.
Una cosa ci terrei a dirla ai tanti "saputelli" giunti a sbeffeggiare Morello, anche se dovrebbe essere un concetto pleonastico: ci vuole più coraggio e ci vuole più valore ad affrontare un avversario superiore che a vincere facilmente con un signor Nessuno.
Quello di deridere lo sconfitto è un malcostume che l'italiano eredita direttamente da uno sport che a me piace un sacco, mentre meno mi piacciono i suoi protagonisti, che è il pallone. Non per nulla, spessissimo gli odiatori seriali sono accesi tifosi dei club più titolati.
Quanto al match, purtroppo c'è stata poca storia, ma rimango dell'idea che Morello abbia vinto nettamente la prima ripresa e, forse, di una sfumatura la terza. Poi, i valori sono venuti a galla, Morello non ha più tenuto fisicamente e l'inglese ha fatto proprio il titolo senza patemi.
Ringrazio Dario, per avermi regalato nove minuti di speranza e adrenalina. Se poi è andata com'è andata, pazienza: sono sempre stato dalla parte del meno favorito, ci sono abituato.

Rispetto e solidarietà al Maestro Gino Freo.
13/07/2026

Rispetto e solidarietà al Maestro Gino Freo.

Orgoglioso del mio Maestro , non solo per i risultati ma per aver dimostrato per l’ennesima volta che l’uomo conta più del pugile !
In questo torneo due episodi importanti, entrambi con il solo intento di proteggere i suoi ragazzi !!
Con Rayan per un verdetto discutibile che ha portato il maestro ad una protesta forte e decisa, l’immagine qui postata si commentano da sola !
Con Ramir poi interrompe il match della finale al terzo round quando si rende conto che il divario fisico tra i due , dato da esperienza e potenza fisica , potrebbe danneggiare l’incolumità fisica del suo pugile !!
Il massimo che un pugile, un uomo possa chiedere al proprio Maestro, amico !
Il massimo che può chiedere un presidente al proprio Maestro 🥇❤️🫂🥊
Certo mi viene in mente un vecchio modo di dire , che torna sempre utile nella vita:
“ io con un amico così al mio fianco andrei anche in guerra “!!
Grazie Gino , non certo solo per questo , ma perché da 40 anni ormai i tuoi pugili riescono sempre ad esprimere un ottimo pugilato , non può essere solo merito della “farina “ come dici te 😉🫂!!
Il tuo Presidente Andrea Scalise
Gino Freo rayanverdani .piovedisacco CONI Federazione Pugilistica Italiana Gordini Terry Scalise Servizi

tutti oggi stanno parlando del match sbagliato, Alycia si è confermata campionessa vincendo un bel match, e mostrando la...
20/12/2025

tutti oggi stanno parlando del match sbagliato, Alycia si è confermata campionessa vincendo un bel match, e mostrando la boxe vera. 💪🏻💪🏻💪🏻

13/12/2025

iscrivetevi in palestra, ora. Non importa la palestra o lo sport, scegliete quello che vi piace di più ma fatelo, (ri)incominciate a fare sport!

❤️ tutto da leggere, soprattutto per chi conosce poco la boxe e per capire le origini della boxe moderna. Quando sono st...
13/11/2025

❤️ tutto da leggere, soprattutto per chi conosce poco la boxe e per capire le origini della boxe moderna. Quando sono stati girati i 3 primi film di Rocky, si combattevano ancora 15 riprese, e le regole erano meno stringenti per la salute dei pugili rispetto ad oggi. grazie Nicolini racconta di pugili per il post. ❤️🥊🥊🥊

Sono passati esattamente quarantatré anni da quel 13 novembre.
Ero bambino. Ciononostante nutro un discreto ricordo di quanto successo sul ring e delle conseguenze innescate dai tragici eventi dell’incontro che cambiò la boxe.
La cornice era quella dell’arena all’esterno del Caesar’s Palace di Las Vegas. Pur essendo autunno avanzato, il tepore del deserto regalava una delle calde giornate tipiche dell’eterna estate di quello spicchio di Nevada.
L’anno era il 1982. Sul quadrato si affrontavano un coreano del sud ed un americano di origine italiana: combattevano per il mondiale WBA dei pesi leggeri, che l’italoamericano, un ventunenne di nome Ray Mancini, difendeva per la terza volta. Il destino del giovane campione sembrava quello di percorrere il largo viale verso la gloria. Il talento, il carisma ed il pugno pesante erano dalla sua.
Diversa era la situazione del coreano Duk Koo Kim, ventisettenne di famiglia poverissima, cresciuto lustrando scarpe per le strade di Seul: la sua fidanzata era in attesa di un figlio, che lui non sapeva se sarebbe stato in grado di mantenere. Lo stato psicologico era di massima tensione. Nella polvere dietro la lampada della camera d’albergo che lo ospitava, la notte prima del match, aveva scritto in coreano la frase: “Uccidere per non essere uccisi!”.

Durante il match, la necessità e l’incertezza del futuro spinsero Kim a dare il massimo nello scontro con il più quotato Mancini, a quel tempo già consegnato alla storia col nomignolo che ricalcava il suo stile incalzante: Boom Boom.
A metà incontro, dopo un netto dominio del pugile statunitense, una ferita costrinse l’angolo di Mancini a meditare l’abbandono. L’undicesima ripresa, però, vide Ray Boom Boom tornare padrone del quadrato, con Kim costretto a subire un primo atterramento.
Il tredicesimo round fu uno spettacolo che, con la coscienza di quanto accaduto, stringe il cuore di ogni appassionato: Kim venne colpito trentanove volte al volto e la testa danzò per interminabili istanti sul fragile collo del peso leggero asiatico.
Nonostante questo, il coreano non fece un solo passo indietro. Se l’avesse fatto, forse avrebbe conosciuto suo figlio.
Il knock-out della ripresa successiva, giunto con il potente destro corto di Boom Boom, fu una naturale conseguenza del round precedente.
Apparve subito chiaro come la situazione fosse delicata: Kim p***e i sensi nel proprio angolo, venne immediatamente trasferito in ospedale ed operato per un versamento di alcuni centilitri di sangue nel cranio.
Quattro giorni dopo, Duk Koo Kim morì, senza mai aver ripreso conoscenza.

Notevoli furono le ripercussioni sul mondo del pugilato.
La WBC, sebbene non direttamente coinvolta, annunciò l’abbandono delle quindici riprese come massima durata dei match sotto la propria sigla, tracciando una strada che sarà percorsa da ogni altra federazione.
L’ondata emozionale susseguente alla morte di Kim non finì con questi provvedimenti.
A quattro mesi dal match, la madre di Kim si tolse la vita bevendo un flacone di diserbante, proprio nel periodo in cui la fidanzata di suo figlio, dando alla luce il pargolo concepito quando il pugile era ancora in vita, la rendeva nonna.
Poche settimane più tardi, dall’altra parte del mondo, Richard Green, l’arbitro dell’incontro, si sparò alla tempia, senza lasciare alcun biglietto.
Ray Boom Boom Mancini, enorme talento della boxe mondiale, non fu mai più lo stesso: il ricordo di quanto accaduto quel giorno fu una pessima compagnia per tutta la sua carriera.
Nessuno saprà mai quale campione sarebbe potuto divenire il pugile Ray Mancini, senza la pesante zavorra sul cuore generata dalla morte di Kim.

Nei dieci anni successivi al match, Ray combatté solo otto incontri, perdendone quattro.
Nel 2011, in un momento di grande emozione, Ray Mancini incontrò a Los Angeles il figlio di Kim, Kim Chi-Wan, divenuto medico dentista.
Dopo un iniziale momento di comprensibile imbarazzo, il figlio di Kim ruppe l’indugio dell’ex pugile italoamericano, con un commovente abbraccio lungo trent’anni; un abbraccio fatto di lacrime, sofferenza e riconciliazione, nel nome di quel coraggioso ma fragile combattente tornato polvere tanto tempo prima, in uno sfortunato pomeriggio di Las Vegas.

Grazie per leggere i miei racconti di pugilato,

[ Marco Nicolini]

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44100

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