California Gym Club

California Gym Club Per chi ama muoversi sempre!

sala pesi e cardio con assistenza dalle 9.30 alle 21.30 tutti i giorni dal lunedì al venerdì,
corsi di gruppo:
al mattino ore 10.00 il lunedì(GAG) mercoledì (PILATES) venerdì (TOTAL BODY/CORPO LIBERO)
corsi preserali tutti i giorni:
LUNEDI'
17.30 PILATES
18.30 STEP AEROKICK
19.35 SPINNING
MARTEDI':
17.30 TOTAL BODY
18.30 GAG
MERCOLEDI':
18.30 CIRCUIT STEP TRAINING
GIOVEDI':
18.30 PILATES
19.35 SPINNING
VENERDI':
17.30 PILATES
18.30 ZUMBA

Ricordiamo che da oggi ritorna l'orario continuato 9.30/21.30 e da domani ricominciano tutti i corsi di gruppo, si parte...
31/08/2026

Ricordiamo che da oggi ritorna l'orario continuato 9.30/21.30 e da domani ricominciano tutti i corsi di gruppo, si parte con total body alle 17.30 per proseguire con gag alle 18.30....vi aspetto!

Dopo le vacanze, tornare alla routine è sempre difficile. Riprendere ad andare a scuola, all’università o al lavoro può ...
22/08/2026

Dopo le vacanze, tornare alla routine è sempre difficile.
Riprendere ad andare a scuola, all’università o al lavoro può risultare pesante.

Avvertiamo dentro di noi una sorta di blocco, una specie di resistenza: è come se, anche solo per un momento, qualcosa in noi si rifiutasse di rientrare nei ritmi di sempre. Forse perché quei ritmi ci affaticano, ci assorbono e finiscono per allontanarci dal nostro benessere. O, almeno, è così che li percepiamo.

Nasce da qui il contrasto tra la normalità e la vacanza. Durante le vacanze, infatti, torniamo per qualche settimana a essere al centro della nostra attenzione: ci riappropriamo di una parte di noi che nella quotidianità tende a passare in secondo piano.
Un centro che, invece, spesso smarriamo nel corso dell’anno, presi come siamo da impegni e doveri esterni, che ci distolgono da noi stessi.

Lo sport è una delle poche attività a cui si ritorna quasi sempre con piacere. Certo, i primi allenamenti dopo lo stop possono essere molto faticosi: ci vuole un po’ di tempo per ritrovare la forma.
Tuttavia, fateci caso, per chi è abituato ad allenarsi il ritorno in campo o in palestra raramente suscita rifiuto. Anzi, spesso è addirittura desiderato.

Dopo giorni di pausa, iniziamo ad avvertirne la mancanza. Di più: a volte sembra che sia proprio il nostro corpo a comunicarcene il bisogno, l’urgenza, come se fosse in astinenza da attività fisica.

Lasciatemelo dire: tra tutte le dipendenze, lo sport, se vissuto in maniera sana ed equilibrata, è forse una delle poche cose positive, perché, paradossalmente, ci rende indipendenti.
E lo fa in un duplice senso. Da una parte, ha il potere di rendere disciplinato chi fatica a darsi delle regole e a rispettare degli impegni. Dall’altra, quasi all’opposto, sa restituire libertà a chi pensa soltanto a rispettare regole e impegni imposti dall’esterno.

In entrambi i casi, lo sport rimette l’individuo al centro: al proprio centro. Sul campo o in palestra, smettiamo, almeno per un momento, di dipendere da altro – nel senso letterale di pendere verso qualcosa di esterno a noi – e ritroviamo il nostro equilibrio, ricentrandoci sul nostro asse, su noi stessi e sul nostro bene.

Ecco la ragione per cui lo sport, nonostante sia un’attività impegnativa e stancante, alla lunga ci manca, perfino quando siamo in vacanza: perché, in un mondo che ci aliena, ci allena.

Vi aspetto da lunedì 24 agosto, con orario spezzato fino al 29:
9.30/12.00 - 14.30/21.00 poi dal 31 agosto torna l'orario continuato solito.

14/08/2026
♦️L’ALIMENTAZIONE NEL FITNESS: QUANDO LA SCIENZA SI SCONTRA CON LE FAVOLE DEL MERCATONel ns mondo l’alimentazione è dive...
08/08/2026

♦️L’ALIMENTAZIONE NEL FITNESS: QUANDO LA SCIENZA SI SCONTRA CON LE FAVOLE DEL MERCATO

Nel ns mondo l’alimentazione è diventata un campo di battaglia dove la fisiologia combatte ogni giorno contro la narrativa commerciale ed il marketing assordante. Chi si allena vive immerso in un ecosistema di consigli, mode, scorciatoie, promesse di definizione immediata e ricette miracolose che non hanno nulla a che vedere con la biologia umana. È un paradosso: mai come oggi abbiamo accesso a dati, studi, metanalisi, eppure mai come oggi le persone costruiscono la propria dieta su impressioni, estetica del cibo, apparenze che rassicurano più della verità.

📍La disinformazione non nasce dall’ignoranza, ma dalla seduzione. Il mercato ha capito che il consumatore fitness non cerca solo nutrienti: cerca identità, coerenza, appartenenza. Così un alimento diventa “fit” non perché abbia un profilo nutrizionale superiore, ma perché comunica qualcosa. È il trionfo del packaging sulla fisiologia, del claim sulla biochimica, dell’immagine sulla realtà metabolica. E quando l’apparenza prende il controllo, la percezione si sgancia dai fatti.

📍Il croissant è il simbolo perfetto di questo cortocircuito. Non perché chi si allena ne mangi uno ogni mattina, ma perché rappresenta la distanza tra ciò che crediamo di vedere e ciò che realmente accade nella materia. Se metti davanti a cento persone due croissant da pasticceria o artigianali, uno che unge il tovagliolo e uno che resta impeccabilmente asciutto, la maggior parte sceglierà quello “pulito”. È un riflesso culturale: ciò che non sporca sembra più leggero, più sano, più controllato. Ma la fisiologia non ha alcun interesse per l’estetica del tovagliolo. Il croissant che non unge è spesso ricco di grassi idrogenati, molecole stabili, compatte, che non migrano perché sono solidamente integrate nella matrice del prodotto. È un grasso elegante, aristocratico, ma metabolicamente ostile… quello che unge, quello che sembra “povero”, è spesso condito con grassi più instabili, più fluidi, più vicini alla loro natura biologica. L’apparenza inganna, e inganna proprio perché è progettata per farlo.

📍Nel fitness accade la stessa cosa ogni giorno. Le persone giudicano un alimento dalla sua forma, dal suo colore, dalla sua etichetta, dal suo odore, dalla sua promessa. Un riso soffiato “proteico” sembra più adatto di un piatto di patate, anche se la fisiologia del muscolo preferirebbe le seconde. Un biscotto “fit” viene percepito come compatibile con la definizione, anche se ha lo stesso carico calorico di un prodotto tradizionale. È la vittoria dell’immagine sulla biochimica, del marketing sulla logica metabolica.

📍Chi si allena non ha bisogno di cibi che sembrano sani, ma di cibi che funzionano. La fisiologia muscolare non risponde ai colori pastello del packaging, risponde alla disponibilità di glucosio, alla qualità degli acidi grassi, alla densità proteica reale, alla capacità di un alimento di sostenere la sintesi proteica, modulare l’insulina, preservare la funzione mitocondriale. Il corpo non conosce la parola “fit”: conosce solo molecole, segnali, pathway, adattamenti.

📍La vera educazione alimentare nel fitness non consiste nel demonizzare il croissant o idolatrare il pollo e riso. Consiste nel ricostruire un rapporto adulto con il cibo, dove la scelta non è guidata dall’apparenza ma dalla funzione. Dove un alimento non è buono o cattivo, ma utile o inutile rispetto al contesto. Dove la scienza torna a essere la lente attraverso cui guardiamo ciò che mangiamo, e non un ornamento da aggiungere a un post motivazionale.

📍La disinformazione alimentare non si combatte con le regole, ma con la cultura. E la cultura nasce quando smettiamo di credere che un croissant asciutto sia più sano solo perché non sporca il tovagliolo. La fisiologia non ha bisogno di estetica: ha bisogno di verità.

Chi si allena con costanza, paradossalmente, spesso fa fatica a non fare fatica. Gli viene difficile, cioè, prendersi un...
24/07/2026

Chi si allena con costanza, paradossalmente, spesso fa fatica a non fare fatica. Gli viene difficile, cioè, prendersi una pausa.

Lo si nota specialmente in estate. Anche in vacanza, molte persone sentono il bisogno di restare produttive. Il che non è per forza un male: per tanti, infatti, lo sport è prima di tutto una passione, un’attività che rende felici e fa stare bene, a cui, perciò, è difficile rinunciare.
Per altri, invece, l’allenamento è diventato una parte stabile e irrinunciabile della quotidianità, proprio come fare colazione o lavarsi i denti. Interromperlo, anche soltanto per una o due settimane, significa destabilizzare la routine, generando, di fatto, una sensazione di disagio e di vuoto.

Così, alcuni, perfino quando sono in vacanza e lontani da casa, appena vedono per strada un campetto da calcio o da basket, un bel lungomare su cui poter correre o un parchetto con qualche attrezzo in cui poter fare corpo libero, subito si fiondano ad allenarsi, con lo stesso entusiasmo e con la stessa velocità con cui i bambini si fiondano sui giocattoli o sulle caramelle.

Discorso diverso, invece, è quando non si riesce a interrompere gli allenamenti per senso di colpa. In questo caso, ne sono convinto, alla base c’è un equivoco: pensare che riposarsi voglia dire essere improduttivi e, di conseguenza, convincersi che durante una pausa valiamo di meno.

È un errore figlio della società della performance, la quale ci ha abituato a credere che essere disciplinati significhi strafare, non fermarsi mai, perché, nell’epoca dell’incessantismo, fermarsi vuol dire perdere valore: soldi, visualizzazioni, like, condivisioni. Significa rischiare di essere tagliati fuori dall’algoritmo dei social e, a volte, persino da quello sociale, lasciati indietro da un progresso che corre troppo velocemente per concederci anche solo un pit stop.

Il problema, però, è che abbiamo trasferito questa mentalità tossica anche nel mondo sportivo, finendo per stravolgerne i principi.
Sul campo e in palestra, infatti, il riposo non è la negazione del progresso, ma una sua componente essenziale. Senza riposo, del resto, non si va da nessuna parte: invece che favorirlo, il sovrallenamento ostacola lo sviluppo.

Il riposo, al contrario, lo favorisce. Lo rende possibile e, soprattutto, sostenibile.
Perciò, se sei in vacanza e ti senti in colpa perché non ti stai allenando, ricordati che, in realtà, lo stai facendo.

♦️TI ALLENI E MANGI BENE? OTTIMO. ECCO LE STRATEGIE SCIENTIFICHE CHE AIUTANO A RALLENTARE L’INVECCHIAMENTO Premesso che ...
24/07/2026

♦️TI ALLENI E MANGI BENE? OTTIMO. ECCO LE STRATEGIE SCIENTIFICHE CHE AIUTANO A RALLENTARE L’INVECCHIAMENTO

Premesso che l’invecchiamento non è un processo lineare, ma un continuo rimaneggiamento di segnali metabolici, cicli di riparazione cellulare, oscillazioni circadiane e tensioni tra anabolismo e catabolismo. Oggi la ricerca mostra che rallentare questo processo richiede interventi che parlano direttamente ai meccanismi profondi dell’aging, molto oltre il semplice allenarsi e mangiare bene.

📍La prima strategia riguarda l’autofagia, il sistema di riciclo cellulare che elimina proteine danneggiate, organelli esausti e segnali infiammatori. Gli studi clinici del 2025 pubblicati sul Journal of Physiology hanno dimostrato che cicli programmati di restrizione calorica e modulazioni proteiche mirate aumentano il flusso autofagico negli esseri umani, con attivazione dei marcatori LC3‑II e riduzione dell’età epigenetica. È importante chiarire che non si tratta di togliere proteine ogni giorno, perché nell’over 40 la massa magra è una riserva aurea che non va mai intaccata. La letteratura mostra che cicli programmati di restrizione calorica, digiuno intermittente e modulazione proteica intermittente riducono mTOR, aumentano AMPK e favoriscono l’autofagia. Negli over 40 la massa magra è una riserva aurea: per questo la modulazione proteica va applicata in modo intermittente, ad esempio una volta a settimana, senza riduzioni croniche.

📍La seconda strategia riguarda le cellule senescenti, le cosiddette cellule zombie, che non si dividono più ma continuano a produrre molecole infiammatorie accelerando l’invecchiamento sistemico. E’ documentato che l’esercizio strutturato riduce i biomarcatori di senescenza negli adulti anziani, migliorando la funzione metabolica e la capacità rigenerativa dei tessuti… l’allenamento riduce la senescenza nel muscolo scheletrico e migliora la sensibilità insulinica, indicando che il movimento è un vero intervento senolitico naturale, capace di modulare infiammazione cronica di basso grado e SASP (senescence associated secretory phenotype, è il cocktail tossico che le cellule senescenti rilasciano nel microambiente: citochine pro‑infiammatorie, chemochine, metalloproteinasi, fattori di crescita disfunzionali). La combinazione di forza, modulazione proteica settimanale e digiuno intermittente crea un ambiente metabolico ostile alla senescenza, perché alterna fasi di anabolismo controllato e fasi di pulizia cellulare.

📍La terza strategia riguarda i mitocondri, che non rispondono al cardio blando ma ai picchi di intensità. L’HIIT è oggi riconosciuto come il più potente stimolo di biogenesi mitocondriale, con miglioramento della respirazione cellulare. Studi del 2025 pubblicati su Frontiers in Physiology hanno mostrato che sei settimane di HIIT rimodellano la rete mitocondriale con un incremento della densità e della funzionalità superiore rispetto al cardio continuo. Ma la vera innovazione del biennio è il cardio polarizzato, la combinazione di LISS e HIIT che oggi rappresenta la struttura più efficiente per migliorare VO₂max, aumentare la flessibilità metabolica, ridurre l’infiammazione e ottimizzare la funzione mitocondriale. Il LISS costruisce la base aerobica, aumenta la densità mitocondriale e stabilizza il sistema nervoso autonomo, mentre l’HIIT fornisce lo stimolo di qualità che innalza VO₂max, parametro riconosciuto come uno dei più forti predittori di longevità. La letteratura 2025 conferma che la polarizzazione dell’intensità è superiore sia per il dimagrimento sia per il rallentamento dell’invecchiamento, perché sincronizza due segnali biologici complementari: la capacità di ossidare grassi a riposo e la capacità di consumare ossigeno sotto sforzo. È una strategia che non stressa il sistema ma lo potenzia, e che rappresenta la sintesi più moderna tra fisiologia dell’endurance e medicina della longevità.

📍La quarta strategia riguarda il caldo, il freddo e il sonno, tre interventi gratuiti che modulano la fisiologia dell’invecchiamento. Il freddo controllato migliora la variabilità cardiaca, aumenta il tono parasimpatico e favorisce la produzione di adipociti beige. Il caldo, attraverso la sauna e l’ipertermia controllata, aumenta l’espressione delle heat‑shock proteins, riduce l’infiammazione sistemica e migliora la funzione endoteliale. Il sonno, infine, è il più potente intervento di riparazione biologica: la letteratura 2026 su Journal of Clinical Medicine ha dimostrato che la termoregolazione notturna, con raffreddamento progressivo, aumenta il sonno profondo N3, stabilizza i ritmi circadiani e potenzia i processi di rigenerazione tissutale.

📍Queste strategie non sono trucchi, ma interventi biologici che parlano ai meccanismi fondamentali dell’aging: autofagia, senescenza, mitocondri, termoregolazione e sonno. Quando vengono integrate con l’allenamento di forza, con la struttura del cardio polarizzato e con una modulazione proteica intelligente che protegge la massa magra e attiva la riparazione cellulare una volta a settimana, il corpo non rallenta semplicemente l’invecchiamento, ma cambia la traiettoria biologica con cui attraversa gli anni, trasformando la longevità in una scelta fisiologica programmabile.

Ricordiamo che saremo chiusi per ferie estive da lunedì 27 luglio e riapriremo lunedì 24 agosto con orario estivo fino a...
22/07/2026

Ricordiamo che saremo chiusi per ferie estive da lunedì 27 luglio e riapriremo lunedì 24 agosto con orario estivo fino a venerdì 28 agosto:
Mattino 9.30/12.00
Pomeriggio: 14.30/21.00
Gli abbonamenti in corso (mensili, trimestrali e semestrali) verranno fermati dal 27 e potranno essere recuperati al rientro che dovrà avvenire entro il 15 settembre.

All’inizio, si comincia ad allenarsi quasi sempre per i risultati. Si mette piede sul campo o in palestra unicamente per...
27/06/2026

All’inizio, si comincia ad allenarsi quasi sempre per i risultati. Si mette piede sul campo o in palestra unicamente per ottenere un bel fisico, nuove abilità, più resistenza, una buona salute e così via.

In questa prospettiva, l’allenamento non è altro che un mezzo temporaneo per raggiungere un certo fine. Un mezzo che, peraltro, consideriamo stancante, fastidioso, scomodo e che, se potessimo scegliere, eviteremmo volentieri.
Da qui nasce la volontà di accelerare i tempi, per arrivare subito al successo, bypassando il più velocemente possibile il processo.

Eppure, col tempo succede qualcosa di strano: poco alla volta iniziamo a innamorarci proprio di quel processo che prima sopportavamo a fatica. Non solo. Cominciamo a capire che il vero traguardo dell’attività sportiva non è il successo, ma il processo stesso.

Perché arrivare a ottenere un bel fisico, nuove abilità, più resistenza o una buona salute per poi fermarsi subito dopo, vuol dire perdere nel giro di poco tempo gran parte dei miglioramenti ottenuti.
In altre parole, lo sport ci insegna che sono i risultati a essere temporanei: l’allenamento, invece, deve diventare una costante, cioè un’abitudine protratta nel tempo.

È proprio lì, in quel momento, che avviene il cambiamento: quando accettiamo che l’allenamento è qualcosa che, tra alti e bassi, tra periodi sì e periodi no, tra pause più o meno lunghe, ci accompagnerà per tutta la vita.
Solo allora, infatti, smettiamo di prendere scorciatoie, di ossessionarci per ogni piccolo infortunio o di ragionare soltanto sul breve, brevissimo periodo, rischiando di compromettere la nostra condizione sul lungo periodo.

Vale la pena tenerlo sempre a mente: l’allenamento non deve essere una fase della vita, ma un modo di attraversarla nella maniera migliore possibile.

Indirizzo

Via Peretto M. G. N° 16
Favria
10083

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 21:30
Martedì 09:30 - 21:30
Mercoledì 09:30 - 21:30
Giovedì 09:30 - 21:30
Venerdì 09:30 - 21:30

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