30/09/2025
IL RILASSAMENTO PROFONDO E L’ENERGIA INTERNA
In Oriente, il rilassamento profondo viene considerato il primo passo per imparare a percepire l’energia interna, che all'inizio della pratica (Qi Gong, Nei Gong, arti marziali) può manifestarsi con sensazioni di calore, formicolii, senso di pienezza, oppure come lo scorrere di "qualcosa": una sorta di sottile fluido “bio-elettrico".
Per ottenere queste sensazioni è indispensabile esercitarsi rilasciando le tensioni, percependo con attenzione il corpo e il respiro, spegnendo nel contempo il tumulto dei pensieri. Le tensioni muscolari (sia quelle volontarie, sia quelle residue o parassitarie) incrementano infatti in maniera eccessiva l’attività elettrica cerebrale, inibendo la produzione di ulteriore energia.
Il “sovraccarico” che si viene a creare rende pertanto difficoltosa la circolazione energetica, fino a bloccarla (in maniera analoga al sovraccarico di un impianto elettrico che fa scattare il salvavita). L'attenuazione dell’attività cerebrale che il "rilasciare" comporta, agevola invece lo scorrimento del Qi e ne incrementa il flusso.
In Cina, nel campo delle discipline marziali, la coltivazione del rilassamento profondo, tramite il "lavoro interno”, viene considerata insostituibile per imparare a sentire, accrescere e muovere il flusso di energia. Nelle arti marziali interne si apprende poi come trasformare il Qi in forza elastica interna (Jin), mentre nelle discipline esterne dalle spiccate connotazioni fisiche ed atletiche, come lo Shaolin, il Qi viene utilizzato "localmente" per incrementare in maniera esponenziale la potenza e l’efficacia delle tecniche, oppure per resistere a colpi e traumi altrimenti "distruttivi".