04/08/2021
Elasticità e Flessibilità
L’elasticità e la flessibilità di un artista marziale è cosa differente della flessibilità rilassata che troviamo nello yoga o nella danza. Egli ha bisogno di un tipo di flessibilità che potremmo definire “multidimensionale”: i muscoli non devono solo allungarsi, ma allargarsi, espandersi come una vela al vento. La sua elasticità non deve essere di tipo passivo, ma attivo come quella di un tappeto elastico.
Questo tipo di “elasticità con forza” è quella di cui ha bisogno il praticante, che deve essere in grado di rispondere con “forza rilassata“ anche in posizioni del corpo disagiate, come quando si subisce, per esempio, una leva articolare.
Per fare questo, egli deve, con gli opportuni esercizi, agire sulla sua struttura interna lavorando sull’elasticità dei tendini, legamenti, ossa e muscoli, cercando di aumentare lo spazio interno fra i loro capi in modo che le giunture possano aprirsi aumentando il loro raggio d’azione, un po’ come fa un serpente che non avendo zampe si muove aprendosi e chiudendosi.
Ogni praticante deve per prima cosa ricercare la sua elasticità interna, questo è il segreto: senza questa qualità la forza sarà sempre rigida, non potrà crescere molto e con il passare degli anni calerà inesorabilmente.
La scioltezza e il rilassamento devono basarsi su una reale sensazione di forza; bisogna cercare di estendersi il più possibile, ma senza perdere la “connessione interna”, che vuol dire ossa muscoli, legamenti e tendini che lavorano insieme come un’unità.
Per fare questo bisogna avere un “asse centrale di equilibrio” molto forte (Zhong Ding Jin), stabilmente “piantato” nel Dantian (bacino), a sua volta sostenuto da anche potenti e flessibili.
Ciò vuol dire che i potenti muscoli della zona intorno al bacino devono essere il centro motore, da cui deve partire la forza, mentre i muscoli periferici delle gambe e delle braccia devono solo direzionare il movimento. Inoltre bisogna sviluppare la capacità di radicarsi stabilmente al terreno.
Se si hanno centratura e radicamento, uniti all’elasticità interna, allora il corpo è in grado di caricarsi assorbendo la forza dell’avversario e di restituirla come una potente molla.
Il segreto è allenarsi in maniera diversa, focalizzando l’allenamento sui muscoli profondi in generale e in particolare su quelli del tronco, i quali sono muscoli non articolari, che non agiscono avvicinando o allontanando delle articolazione, ma fasciano la struttura dandole stabilità e potenza.
Per attivare questi tipi di muscoli bisogna usare l’intento della mente e la potenza del respiro (Vedi Samurai giugno 2010). Devi proprio cambiare il modo di allenarti: devi concentrare la tua forza interna, la tua energia, il tuo spirito nelle ossa e nelle articolazioni più importanti come i fianchi, la vita, le anche e lasciare le altre parti (braccia e gambe) vive e rilassate. M° Flavio Daniele