09/04/2020
“Mens sana in corpore sano” è una locuzione latina risalente all’epoca romana tratta da Giovenale.
Ai tempi della quarantena, il nostro corpo e la nostra mente subiscono, in modo incotrovertibile, un notevole stress. Soprattutto con il perdurare di questa emergenza.
Pensiamo a come sta cambiando la nostra alimentazione a fronte, fra l’altro, di una ridotta e limitata attività motoria. Per ingannare il tempo ci stiamo cimentando in varie ricette ed esperimenti culinari, i tempi a tavola si dilungano, e poi ci lascia appisolare con in un eterna Domenica.
Per chi è più fragile, poi, vissuti di apatia, ansia e depressione rischiano di “bloccare” ancor di più iniziative volte alla cura di sé.
Nella prima metà dello scorso secolo, Buytendijk, medico e psicologo olandese, scrisse: “è quasi impossibile restare tristi quando si anima il sistema motorio”.
Non tutti però abbiamo la fortuna e la possibilità di praticare un’attività motoria in grado di apportare un miglioramento anche del nostro umore e della nostra salute mentale.
Se nelle prime settimane di quarantena le nostre paure erano accentuate dalla difficile identificazione della minaccia, il virus, oggi lo stress emotivo è mantenuto, se non ampliato, dall’incognita del futuro, dalla possibile perdita del lavoro, dalla prevedibile e prevista crisi economica. A tutto ciò il nostro corpo risponde attivando il sistema simpatico, quella parte del nostro sistema nervoso che scatta quando percepiamo un pericolo e che in natura ci predispone per la fuga. Tachicardia, iperventilazione, spasmi muscolari, sono solo alcuni sintomi che percepiamo quanto il sistema simpatico entra in azione. Tale attivazione comporta la produzione di andrenalina e di un ormone, il cortisolo, detto anche “ormone dello stress”.
Un’ elevata produzione di cortisolo (ipercortisolemia), come continua risposta allo stress emotivo in questa emergenza, ho conseguenze negative per il nostro corpo e per la nostra mente. Molti di noi, per esempio, nonostante si lavori, percepiscono un senso di fatica continua; oppure sta soffrendo d’insonnia, o ancora, si sveglia stanco al mattino. Questi potrebbero essere gli effetti dovuti allo stress emotivo che, inoltre, abbassa le nostre difese immunitarie. Da un punto di vista emotivo invece è possibile sentire ansia, nervosismo, irritabilità. Condizioni che rendono ancor più difficile una stretta e forzata convivenza.
Le ricerche in questo senso confermano che per combatter lo stress e abbassare i livelli di cortisolo è fondamentale fare una regolare attività fisica, avere una rete sociale di supporto, riposare adeguatamente. Indicazioni, ad oggi, difficilmente applicabili.
Fortunatamente c’è una tecnica, il Training Autogeno, in grado di svolgere un’ottima azione rilassante, sulla muscolatura liscia e striata, e rappresenta inoltre un ottimo strumento ansiolitico. Creato e sviluppato da J.H. Schultz fin dagli anni 20 del secolo scorso, il T.A. è una tecnica il cui principale obiettivo è il rilassamento, e attraverso esso, lo scioglimento delle tensioni fisiche, psicologiche e dei disturbi vegetativi. In sostanza ci permette di migliorare il nostro benessere, la tranquillità d’animo, e consentire così un fiducioso abbandono alla vita. E’ facile da apprendere, strettamente seguiti da professionisti, attraverso uno step by step dei suoi diversi esercizi, non richiede particolari doti fisiche e atletiche, se non uno costante applicazione ed esercitazione che apportano un ottimo beneficio fin dai primi passi.
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