07/06/2026
A volte basta una fotografia per fermare il tempo. Non per ricordare chi ha vinto. Ma per ricordare chi eravamo.
Il sole basso. Le ombre lunghe sul campo. Le magliette tutte dello stesso colore. Le racchette lasciate a terra. Le palline sparse come se qualcuno avesse provato a disegnare un sogno.
E in mezzo a tutto questo, loro.
Con i sorrisi storti. Con la timidezza di chi è appena arrivato. Con la sicurezza di chi ormai si sente a casa. Con quell’età meravigliosa in cui ogni giorno sembra un’avventura.
Qualcuno porterà a casa una medaglia. Qualcuno una coppa. Qualcuno soltanto una foto.
Eppure tra qualche anno nessuno ricorderà davvero il numero delle vittorie.
Ricorderemo le urla da un campo all’altro. Le merende divorate troppo in fretta. Le trasferte infinite diventate improvvisamente brevi. Le mani che tremavano prima di entrare in campo. Gli abbracci dopo. Le risate durante il viaggio di ritorno.
Perché crescere è una cosa strana. Succede piano. Talmente piano che quasi non te ne accorgi. Poi un giorno guardi una foto e capisci che quei bambini che correvano dietro una pallina stanno diventando qualcosa di meraviglioso.
Non campioni.
Persone.
E allora questa festa non chiude un anno. Lo mette semplicemente in una scatola piena di luce.
Dentro ci restano i pomeriggi d’inverno. Le mattine dei tornei. Le lacrime diventate forza. Le amicizie nate senza chiedere il permesso. Le promesse fatte guardando un campo vuoto.
E quel rumore.
Quel rumore bellissimo.
Di ragazzi che sognano.
Forse è questo il vero suono del tennis.
Non la pallina. Non il punteggio. Non i trofei.
Ma il rumore dei sogni quando crescono.
E domani, lunedì 8 giugno, si riparte già.
Perché le emozioni non vanno in vacanza.
Perché i sorrisi non chiudono per ferie.
Perché ci sono ancora giornate da vivere, giochi da inventare, amicizie da costruire e ricordi da regalare.
Ci aspetta il Centro Estivo.
Ci aspetta un’altra estate insieme.
Ci aspettano altri sorrisi da custodire.
💚🤍❤️