11/01/2018
Scrivere il post di oggi è stata una faticaccia a causa dell'enorme quantità di dolci che l'Epifania mi ha messo a disposizione.
Stavo scrivendo un articolo molto interessante sulla psicologia dei saldi (essendo questo il periodo) e come evitare di cadere nelle trappole mentali dei commercianti.
Il problema è che non sono riuscito a finirlo.
Ad impedirmelo è stata la mia stessa mente.
Ogni 5 minuti, infatti, mi alzavo dalla sedia come colpito da un brivido lungo la schiena, andavo verso i dolci e ne ingurgitavo uno.
Alla terza volta, con la mano ancora protesa verso un Kinder Bueno, decido di bloccarmi e inizio a riflettere:
"Ho davvero fame o sono diventato preda di un automatismo?"
Perché è questo ciò che accade a tutti noi, almeno una volta al giorno.
Quando studiamo o stiamo lavorando, veniamo colti da questo "fuoco" che ci spinge ad andare a sgranocchiare qualcosa.
Alla fine della giornata, abbiamo messo su qualche centianaio di grammi extra, che possono anche diventare un chilo quando ci sono di mezzo dei dolci (come il giorno dell'Epifania, appunto).
Perché lo facciamo?
"Perché abbiamo fame", direbbe qualcuno.
Non è vero.
Quasi mai la risposta razionale è quella esatta.
Il vero motivo è nascosto, ma si "manifesta" con l'atto del mangiare.
IL DIARIO DELLE ABBUFFATE
Un metodo eccellente per interpretare questi messaggi nascosti è quello del diario delle abbuffate.
Se anche tu non ne puoi più di queste abbuffate che vanificano tutti i tuoi sforzi per tenerti in forma, compra un piccolo diario.
Scrivi su questo diario cosa hai mangiato ogni giorno e quali emozioni provavi prima di ingurgitare quel determinato cibo.
Scoprirai ben presto che i momenti in cui sgarri sono guidati da un'unica emozione:
L'ansia. L'ansia di qualcosa.
Nel mio caso, dopo aver registrato altri 4 episodi in un'ora, è emerso che il motivo per cui non riuscivo a lavorare bene al PC e mi abbuffavo di dolci era l'ansia di non riuscire a completare l'articolo prima dell'orario stabilito (che paradosso).
Una volta compresa la logica, è diventato per me naturale riconoscere quello stimolo e chiedermi "ho davvero fame o è solo uno stimolo mosso da altro?".
In questo modo la frequenza di incursioni a danno della mia calza è drasticamente diminuita.
Ed ecco che tu ora puoi leggere questo articolo, che mi è sembrato più utile da pubblicare sulla base della mia esperienza di oggi :)
Condividi e Segui Psicologia Applicata 🥇per altre tecniche psicologiche