Shōtōkan Karate-dō Zenko-Kai Dōjō

Shōtōkan Karate-dō Zenko-Kai Dōjō Scuola di Karate-dō stile Shōtōkan - Zenko-Kai Dojo A.S.D.

*COMUNICAZIONE*Comunichiamo che la nostra società  sportiva denominata "ZENKO-KAI DOJO A.S.D." in base alle previsioni d...
17/09/2025

*COMUNICAZIONE*
Comunichiamo che la nostra società sportiva denominata "ZENKO-KAI DOJO A.S.D." in base alle previsioni dell’articolo 33, co.6 del D.Lgs. 28 febbraio 2021, n. 36, “Attuazione dell’articolo 5 della legge 8 agosto 2019, n.86, recante riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché di lavoro sportivo”, ha provveduto agli adempimenti di legge nominando il "Responsabile Safeguarding”, allo scopo, tra l'altro, della lotta ad ogni tipo di abuso e di violenza su di essi e della protezione dell'integrità fisica e morale dei giovani sportivi.
Il “Responsabile Safeguarding” nominato, è il Dott. VALENTINO Paolo:
- Telefono: 338 73 62 046
- Email: [email protected].

È inoltre interesse e cura della nostra A.S.D. segnalare che, in conformità a quanto disposto dall’articolo 16, co.2 del D.Lgs. 28 febbraio 2021, n.39, sono stati adottati il Modello Organizzativo e di Controllo dell’attività sportiva, oltre al codice di condotta, a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione. I documenti sono visionabili in originale , insieme ai moduli per eventuali segnalazioni, presso la sede della nostra a.s.d. in Corso Divisioni Alpine 167 CORTEMILIA e in copia presso la palestra di Via Salino 8 CORTEMILIA, ove svolgiamo i nostri corsi.

Il nostro Dojo è stato invitato ad esibirsi in occasione del Cortemilia Comics & Games 2025!Un grazie doveroso alle orga...
01/09/2025

Il nostro Dojo è stato invitato ad esibirsi in occasione del Cortemilia Comics & Games 2025!
Un grazie doveroso alle organizzatrici che ci hanno chiamato, ma soprattutto un grazie dal profondo del cuore alle nostre allieve ed ai nostri allievi che così diligentemente, con poco tempo a disposizione, hanno provato e riprovato le loro esibizioni.
Un risultato eccellente che dimostra il lavoro svolto durante lo scorso anno.
E un grazie in particolare al pubblico che ha assistito numeroso!
Ecco alcuni momenti salienti della dimostrazione.
OSS!

In collaborazione con la MIRAE GYM di Cortemilia, comincia il CORSO DI KICKBOXING K-1 dedicato ad adolescenti e adulti!N...
31/08/2025

In collaborazione con la MIRAE GYM di Cortemilia, comincia il CORSO DI KICKBOXING K-1 dedicato ad adolescenti e adulti!
Non mancate!
💪🏻

E con immenso piacere anche quest'anno contribuiremo a questa meravigliosa iniziativa della Biblioteca Civica di Cortemi...
28/08/2025

E con immenso piacere anche quest'anno contribuiremo a questa meravigliosa iniziativa della Biblioteca Civica di Cortemilia e del Comune di Cortemilia.
É un privilegio per noi poter contribuire a diffondere una cultura di sicurezza e rispetto per l'universo femminile.
Vi aspettiamo numerose!
OSS!

SI RICOMINCIA!Da lunedì 22 settembre, venite a praticare karate con noi!Le prime due lezioni di prova sono GRATUITE!Ci t...
28/08/2025

SI RICOMINCIA!
Da lunedì 22 settembre, venite a praticare karate con noi!
Le prime due lezioni di prova sono GRATUITE!
Ci trovate in Via Salino 8 a CORTEMILIA.
Seguite le code della volpe... 🦊
OSS!

Ci siamo quasi... prima uscita ufficiale per il nostro dojo!Venite a trovarci al nostro stand per maggiori informazioni,...
27/08/2025

Ci siamo quasi... prima uscita ufficiale per il nostro dojo!
Venite a trovarci al nostro stand per maggiori informazioni, provate con noi il karate durante il workshop gratuito oppure assistete alla nostra dimostrazione... in parole povere NON MANCATE!
OSS.

https://www.facebook.com/share/p/1G5WdB5rFP/?mibextid=wwXIfr
10/08/2025

https://www.facebook.com/share/p/1G5WdB5rFP/?mibextid=wwXIfr

𝐒𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐍𝐀𝐍𝐈 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐄 𝐒𝐏𝐀𝐋𝐋𝐄 𝐃𝐈 𝐆𝐈𝐆𝐀𝐍𝐓𝐈: 𝐋𝐀 𝐏𝐑𝐎𝐒𝐏𝐄𝐓𝐓𝐈𝐕𝐀 𝐃𝐈𝐀𝐂𝐑𝐎𝐍𝐈𝐂𝐀 𝐍𝐄𝐋 𝐊𝐀𝐑𝐀𝐓𝐄, di Sergio Roedner

Il mondo del karate tradizionale è dominato dalla visione filosofica leibniziana: ogni “dojo” è una monade, un microcosmo senza porte né finestre, che ruota intorno alla figura del maestro. È lui che trasmette la conoscenza e la maggior parte degli allievi si accontenta della visione del karate che traluce dalle sue spiegazioni. Il ritratto di Funakoshi Gichin appeso al muro, oggetto di attenzione all’inizio e alla fine dell’allenamento, raramente diventa l’occasione per parlare del quadro più ampio dal quale quella particolare palestra ha avuto origine. Una buona parte dei praticanti ignora l’identità del maestro del maestro, per non parlare della collocazione del dojo nella composita galassia del karate del Paese. Occasionali eccezioni a questa visione unidimensionale della disciplina praticata possono essere date dalla partecipazione agli esami di Dan, o agli stage, o a gare più o meno importanti.

La conoscenza del karate al di fuori della porta del dojo dipende dall’orientamento dell’insegnante e dalla maggiore o minore curiosità degli allievi. Può darsi che l’istruttore, per far “rifiatare” gli allievi tra un kata e l’altro, racconti loro la propria storia personale, o aneddoti sulla vita e sulle imprese dei grandi maestri del passato; come può darsi che i più giovani, a proprio agio nel web, navighino su Internet alla ricerca delle origini del karate e scoprano filmati su altri maestri e altri stili, arrivando alla fondata conclusione che la monade “palestra” appartiene a una totalità complessa e che il karate affonda le proprie radici nei secoli passati e in terre lontane.

A me invece, come forse avrete capito, piace molto guardare il karate da una prospettiva storica e aiutare i miei allievi a ricostruire l’“albero genealogico” del proprio karate, connettendoli alla storia della JKA e alle origini di Okinawa: dopotutto, si tratta di risalire soltanto di due o tre secoli e il risultato è spesso quello di coinvolgerli in una scoperta entusiastica del nostro passato. Come diceva Bernardo di Chartres “Siamo nani sulle spalle di giganti” e sebbene chi scrive sia un nano alto 1,90 e pesante più di cento chili, i miei maestri e i maestri dei miei maestri hanno spalle abbastanza robuste per sopportare il mio peso.

Come sia nata in me questa passione per la storia del karate, alla quale ho dedicato anche la mia tesina per l’esame di 5° dan, non mi è ben chiaro: ma sono sempre stato amante delle discipline storiche in generale (ho ricostruito in un libro le mie vicende familiari a partire dall’impero austro-ungarico di Maria Teresa) e sono rimasto colpito, una quarantina di anni fa, dalle parole del M° Hiroshi Shirai che, osservando lo yokogeri di una mia allieva, le aveva detto: “X è nipotina di Capuana”, alludendo al fatto che aveva imparato quel modo particolare (imperfetto) di calciare da me e che io, a mia volta, lo avevo “ereditato” dal mio maestro di allora, per l’appunto il M° Rosario Capuana il quale, sia detto qui per chiarezza, pur con i suoi limiti di scioltezza articolare, lo eseguiva molto meglio di me. Nel nostro modo di fare karate, con un po’ di attenzione e di studio della materia, si può riconoscere l’influenza di coloro che ci hanno preceduti nella via (questo è il senso della parola sensei).

Proviamo a fare questa prova con due giovani maestri che sono stati entrambi ottimi agonisti: Mirko Saffiotti e Roberto Mariani [in foto ndr]. Entrambi sono stati atleti della Nazionale, hanno partecipato a gare importanti e si sono spesso allenati assieme. Eppure, i loro kata sono visibilmente diversi, un po’ più tecnici quelli del secondo, un po’ più legati all’applicazione nel combattimento quelli del primo. Può essere questione di temperamento, come può essere l’influsso dei loro primi insegnanti: i Maestri Alessandro Ferrari e Claudio Ceruti per Mirko, i Maestri Dario Marchini e Carlo Fugazza per Roberto.

In ogni caso le posizioni, la ricerca della velocità, della potenza e della stabilità sono caratteristiche della scuola del Maestro Shirai: il Maestro Enoeda aveva posizioni più lunghe e tecniche di calcio più spettacolari, gli allievi del Maestro Ochi mettevano nei loro kata meno tecnica e più interpretazione. Questi grandi maestri della JKA formatisi negli anni 50 e 60 mostravano tutti l’imprinting (solo in parte omologatore) del Maestro Nakayama, a cui va il merito di aver messo in piedi una scuola di istruttori che ha insegnato in tutto il mondo lo stesso stile con lo stesso metodo.

A questa standardizzazione si è in parte sottratto il Maestro Kase che, pur fedele alle sue origini e membro dello stesso “clan”, ha creato un proprio “ryu” che sarebbe semplicistico ridurre alla preferenza per fudodachi e per le tecniche con la mano aperta.
Oggigiorno un allievo del M° Kase come Jean-Pierre Lavorato e un allievo del M° Enoeda come Terry O’Neill praticano due varianti distinte dello stile Shotokan.
Per trovare l’elemento comune che lega entrambi agli allievi del M° Kanazawa e a quelli del M° Shirai o del M° Ochi, dobbiamo risalire un altro gradino dell’evoluzione e richiamarci all’opera del M° Yosh*taka Funakoshi. Il suo influsso è evidente confrontando le fotografie dei primi libri del padre con quelle dell’ultima edizione di Karate-do Kyohan: le posizioni prima erano più alte e alcuni calci non esistevano ancora o non avevano un nome specifico e una metodologia di allenamento sistematica.

Quando pratichiamo i kihon o le varie forme di kumite prestabilito, dovremmo sapere che questa pratica è nata negli anni 30 all’università Takushoku.
Prima ancora, ci sono solo i kata, o meglio i loro nomi, che ci rimandano al Maestro Itosu e ai suoi insegnanti di Okinawa. Nei Pinan, inventati o rielaborati da Itosu per l’insegnamento del karate nelle scuole, l’unico calcio è il maegeri, la posizione dominante è neko-ashi dachi, che è ora marginale nello stile Shotokan.
Di Sokon “Bushi” Matsumura, maestro di Itosu, ci è rimasto un kata, “Matsumura no bassai”, e soprattutto la pratica dell’allenamento al makiwara che, secondo Kenji Tokitsu, è nata dalla pratica detta “tategi uchi” della scuola di spada Jigen-ryu: colpire un tronco d’albero con un robusto bastone, 3.000 colpi al mattino, 8.000 colpi alla sera.

Questo rapido excursus non ha certo esaurito i nostri debiti verso il passato, ma può darci almeno un’idea della responsabilità che pesa sulle nostre spalle: disperderemo questo patrimonio di idee e di esperienze marziali per trasformare interamente il karate in un gioco o uno sport, o cercheremo a nostra volta di tramandarle ai nostri allievi, in modo che “la nobile arte della mano nuda dei mari del Sud” (citando a memoria Funakoshi) non vada perduta?

Un viaggio che parte da lontano, da Okinawa.Una storia plurisecolare, cominciata nel XV secolo.Una disciplina che di vol...
30/07/2025

Un viaggio che parte da lontano, da Okinawa.
Una storia plurisecolare, cominciata nel XV secolo.
Una disciplina che di volta in volta si rinnova, accogliendo le più moderne metodologie di insegnamento, ma con lo sguardo sempre fisso alle sue origini.
Tradizioni e insegnamenti che vengono tramandati di Maestro in Maestro di persona, nella pratica assidua e instancabile.
Un lungo filo che dal passato a oggi si rinforza di generazione in generazione.
Questo è il nostro Dojo.
OSS.

Indirizzo

Via Salino 8
Cortemilia
12074

Orario di apertura

Lunedì 18:00 - 20:30
Giovedì 18:00 - 20:30

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Shōtōkan Karate-dō Zenko-Kai Dōjō pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi