10/10/2024
DOMENICA 13 OTTOBRE C/O SPORT VILLAGE KARATE , VIA S.DONATO 148 BOLOGNA USCITA TANGENZIALE N 9
ORE 10,30
KATA MEIKYO OLTRE LO SPECCHIO KARATE STORY A BOLOGNA CON IL
MAESTRO FERDINANDO BALZARRO ( 1964-2024 )
"Oltre lo specchio" non sarebbe l'esatta traduzione del nome attribuito al kata in oggetto, direi da G. Funakoshi. Per l'esattezza (parlare di esattezza nelle traduzioni dal giapponese è sempre arduo), "specchio rilucente", "immagine allo specchio", comunque sia il concetto filosofico espresso è chiaro. Arbitrariamente mi sono permesso una specie di parafrasi intesa a sottolineare la necessità, una volta che ci siamo ben specchiati, riconosciuti e ammirati, di superare la superficie stessa dello specchio per vedere se, per caso, oltre ad essa c'è ancora qualcosa da scoprire. Tale principio fa parte da anni della mia personale ricerca di aspetti capaci di superare gli standard metodologici, valoriali, ostinatamente ortodossi, della scuola Shotokan. Nel caso ciò vi apparisse come espressione di intollerabile presunzione, mi affretto a garantire l'assoluta fedeltà alla Forma e allo spirito tramandato dai miei Maestri (Shirai e Kase). In pratica, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, chiunque mi veda muovermi non nutrirà il minimo dubbio che si tratti di Shotokan. Ma se in superficie poco o nulla cambia, la netta differenza si riscontrerà nella discesa in profondità, quella visibile e quella criptata. Tornando al Meikyo, ad una sommaria visione corrisponderebbe lo stupore di ritrovarselo quasi all'apice dell'elenco dei 26 Kata Shotokan. Se pensiamo che, salvo il kiba iniziale, il kata prosegue con l'esecuzione del gedanbarai subito seguito dall'oitzuki (salvo la direzione, proprio come nel primo Heian), qualche perplessità potrebbe sorgere. Chiaramente le cose si complicano un po' nel proseguo, non abbastanza forse per coglierne la raffinata evoluzione motoria, l'enorme potenza, la concreta ed efficace soluzione applicativa. Kata relativamente breve, non illudiamoci però di arrivare in fondo con qualche energia di riserva. Grande impegno degli arti inferiori sottoposti a costante pressione ed espansione dinamica ed isometrica. Nella versione introdotta dal M. Kase, nei pressi del finale, ecco apparire il Fudodachi impegnando ulteriormente lo sforzo a carico del quadricipite femorale. Conclusione inaspettata, vagamente stravagante, decisamente forzata la concreta possibilità che funzioni nella realtà combattiva, vi presento il salto a "triangolo" che, come amano raccontarci i maestri giapponesi, rischierebbe di farci precipitare nell'abisso (la metafora mi piacerebbe, anche se dubito l'abbiano pensata in tal senso), Prevedibile l'atterraggio con il solito Shuto-Uke in Kokutsudachi presto seguito in arretramento da un altro Shuto sempre in Kokutsu. Temo dovremo rassegnarci a questa soluzione terminale quasi onnipresente nelle sequenze Shotokan.